Stop al caporalato. Coltiviamo la legalità

Stop al caporalato. Coltiviamo la legalità

Al via la campagna per l’approvazione del ddl 2217 contro lo sfruttamento nei campi

Parte dalla Puglia la campagna “Stop al caporalato. Coltiviamo la legalità” contro lo sfruttamento del lavoro in agricoltura.

I numeri
Il fenomeno coinvolge circa 400 mila lavoratori agricoli sfruttati nei campi per meno di 3 euro l’ora. Per un giro d’affari illegale di circa 17 miliardi di euro.

La campagna
“Stop al Caporalato, Coltiviamo la legalità” è promossa dalle organizzazioni della società civile per la rapida approvazione del ddl 2217 contro lo sfruttamento del lavoro in agricoltura.

Organizzazioni promotrici
Progressi.org, FLAI-CGIL, Lavoro&Welfare, ARCI, Consiglio Italiano per i Rifugiati, ASGI, Legambiente, Cittadinanzattiva, Unione Forense per la Tutela dei Diritti Umani

Una coalizione di sindacati e ONG ha lanciato la petizione www.progressi.org/caporalato per l’approvazione del ddl 2217, attualmente fermo in Senato. Tra le organizzazioni: Progressi.org, FLAI Cgil, Lavoro&Welfare, Cittadinanzattiva, il Consiglio Italiano per i rifugiati, ARCI, ASGI, Legambiente e l’Unione Forense per la Tutela dei Diritti Umani.

“Siamo sui campi dalle cinque del mattino e fino a tarda sera, per circa 30 euro al giorno. I caporali prendono 10 euro per ognuno di noi e organizzano anche il trasporto, dentro e fuori la Puglia. Siamo centinaia e lavoriamo almeno 300 giorni l’anno, quindi è facile immaginare quanto guadagnano i caporali”. È la testimonianza raccolta da Progressi, di una lavoratrice di Brindisi, che chiede di restare anonima per paura di ritorsioni.

Il caporalato interessa 400 mila lavoratori agricoli. Si tratta di un giro d’affari illegale di circa 17 miliardi di euro che penalizza l’economia sana del nostro Paese e che interessa tanto il Sud quanto il Nord.

“La campagna prende il via dalla Puglia, un luogo simbolico nella lotta contro lo sfruttamento in agricoltura – dice Vittorio Longhi, presidente di Progressi – il caporalato riguarda tutti, tanto i lavoratori e i produttori quanto i consumatori, per questo motivo è importante che l’intero settore della distribuzione si impegni attivamente”.

La petizione chiede la rapida approvazione del disegno di legge, il ridimensionamento nell’uso dei voucher e il rilancio della Rete del Lavoro Agricolo di Qualità. Le firme saranno consegnate al Ministro delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali Maurizio Martina, al Ministro della Giustizia Andrea Orlando, al Ministro del Lavoro e delle politiche sociali Giuliano Poletti, al Presidente del Senato Pietro Grasso e al Presidente della Camera dei Deputati Laura Boldrini. 

Con la stagione della raccolta, ormai alle porte, torna il caporalato. Il fenomeno coinvolge oltre 400 mila lavoratori agricoli, italiani e stranieri, sfruttati per meno di 3 euro l’ora.

Il caporalato rappresenta una fonte di economia illegale che produce un giro di affari tra i 14 e i 17 miliardi di euro e che affossa l’economia sana del nostro Paese, da Nord a Sud.

Un business feroce che calpesta i diritti e la dignità. I braccianti sono spesso costretti a vivere nascosti tra le campagne, senza elettricità né servizi igienici, sotto la costante minaccia dei loro aguzzini. Alcuni arrivano alla morte, a causa delle dure condizioni di lavoro.

Da tempo le organizzazioni sindacali propongono un piano concreto per contrastare il lavoro irregolare nel settore. In Parlamento è fermo da diversi mesi il Ddl 2217 sul contrasto al lavoro nero e allo sfruttamento in agricoltura, in cui sono previsti anche la confisca dei beni alle aziende colpevoli, l’arresto in flagranza di reato e l’indennizzo alle vittime.

Per questo motivo chiediamo al Ministro delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali Maurizio Martina, al Ministro della Giustizia Andrea Orlando, al Ministro del Lavoro e delle politiche sociali Giuliano Poletti, al Presidente del Senato Pietro Grasso e al Presidente della Camera dei Deputati Laura Boldrini:

  • la rapida discussione e approvazione del Ddl 2217contro il caporalato, anche ricorrendo alla decretazione d’urgenza;
  • il ridimensionamento dell’uso dei voucheresclusivamente per la remunerazione del lavoro occasionale;
  • il rilancio della “Rete del Lavoro Agricolo di Qualità” attraverso il coinvolgimento di tutte le parti sociali e il riconoscimento di agevolazioni fiscali per le imprese che producono e vendono nella legalità

Possiamo fermare lo sfruttamento. Firma e condividi la petizione.

 I PROMOTORI DELLA CAMPAGNA

Progressi.org è la prima no profit italiana di mobilitazione online e sul territorio, impegnata nella promozione di campagne per il cambiamento progressista della politica, dell’economia e della società.

La Federazione Lavoratori Agroindustria, FLAI CGIL, è un sindacato di categoria della CGIL che organizza i lavoratori agricoli e i lavoratori dell’industria di trasformazione alimentare.

Lavoro&Welfare è un’associazione politica e culturale nata per dare risalto all’innovazione, al ruolo e al pensiero del Lavoro e del Welfare.

Consiglio Italiano per i Rifugiati (CIR) è un’organizzazione umanitaria indipendente costituitasi nel 1990 in Italia, su iniziativa delle Nazioni Unite, con l’obiettivo di difendere i diritti dei rifugiati e dei richiedenti asilo.

ARCI è un’associazione italiana di promozione sociale impegnata sui temi della cultura e della formazione, della pace, dei diritti, del welfare, della legalità democratica, del tempo liberato.

Legambiente è erede dei primi nuclei ecologisti e del movimento antinucleare che si sviluppò in Italia e in tutto il mondo occidentale nella seconda metà degli anni ’70. Tratto distintivo dell’associazione è stato fin dall’inizio l’ambientalismo scientifico.

Cittadinanzattiva è un movimento di partecipazione civica che opera in Italia e in Europa dal 1978 per la promozione e la tutela dei diritti dei cittadini e dei consumatori.

Associazione Studi Giuridici sull’Immigrazione (ASGI) – associazione nata per promuovere l’informazione, la ricerca e la formazione sul diritto dell”immigrazione, l’asilo, la discriminazione e la cittadinanza.

Unione Forense per la Tutela dei Diritti Umani (UFTDU) è un’associazione di avvocati fondata il 2 marzo 1968, con lo scopo di “diffondere la conoscenza delle norme interne e di carattere internazionale riguardanti la tutela dei diritti umani e di promuoverne l’osservanza concreta ed effettiva in sede giurisdizionale, stragiudiziale, amministrativa e legislativa. 

Le organizzazioni interessate ad aderire alla campagna possono inviare una mail a chiara@progressi.org

 

 

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