Può il batter d’ali di una farfalla in Brasile provocare un tornado in Texas?

Può il batter d’ali di una farfalla in Brasile provocare un tornado in Texas?

Danilo LupoL’ultimo attentato dell’Isis è passato praticamente inosservato.
Molto meno commentato di un fatto ugualmente tragico ma dalla matrice più dubbia come la strage di Nizza.
Eppure i morti sono stati 80 e i feriti oltre 200, grosso modo lo stesso tragico bilancio tracciato dal camion omicida sulla promenade in Costa Azzurra. Come mai? Perché è accaduto a Kabul, in Afghanistan.
Lo insegnano i manuali di giornalismo, lo conferma la nostra esperienza: una componente essenziale della notizia è la distanza da chi la percepisce. La notiziabilità di un fatto è direttamente proporzionale alla vicinanza di chi lo legge, lo ascolta, lo guarda. Vicinanza emotiva più che fisica, perché ha a che fare con il senso di comunità e l’empatia che genera.
Esempio banale: l’incendio doloso di una autovettura a Cocumola sarà la notizia del giorno per i cocumolesi. Di chi era la macchina? Dove è successo? A che ora? Nessuno ha sentito nulla? Che sospetti ci sono? E così via. Ma se lo stesso incendio di autovettura accade a Boncore, cioè a pochi chilometri da Cocumola, i cocumolesi ne saranno del tutto disinteressati mentre i boncoritani compulseranno avidamente ogni dettaglio della notizia.
Ci piaccia o no, anche per i grandi fatti della cronaca funziona così. Un attentato in Francia, in Germania, in Belgio, negli Stati Uniti, cioè in paesi affini all’Italia, ci coinvolge, ci emoziona, ci interessa, ci indigna. È accaduto in un luogo (culturalmente ancor prima che geograficamente) vicino a noi. È accaduto all’interno della nostra comunità.
Se lo stesso attentato avviene in paesi anche più vicini geograficamente ma più distanti emotivamente (in Tunisia, in Siria, in Palestina, per non parlare dell’Afghanistan o dell’Indonesia) non solleva clamore, non scatena hashtag virali, non fa cambiare foto profilo.
New York è molto più lontana dall’Italia di molte nazioni africane. Eppure non c’è dubbio che l’attentato alle torri gemelle abbia avuto un valore e un impatto, per noi occidentali, assolutamente imparagonabile alle mille guerre che insanguinano l’Africa.
È la legge della distanza: lontano dal cuore, lontano dagli occhi.

Post Scriptum (che capovolge lo scriptum):
Il problema è che “lontano dal cuore, lontano dagli occhi” significa anche lontano dal cervello. Perché gli attentati di oggi nell’Europa occidentale sono figli anche di guerre portate a suo tempo in angoli della terra che pensavamo remoti. E probabilmente la sicurezza della popolazione di Parigi, Berlino o Roma dipende molto dall’evoluzione della guerra in Siria.
“Può il batter d’ali di una farfalla in Brasile provocare un tornado in Texas?” fu il titolo di una conferenza tenuta da Edward Lorenz nel 1972. 35 anni dopo, la risposta è “sì”. E lo vediamo ormai ogni giorno.

Danilo Lupo

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