Povera arte…

Povera arte…

Mi son sempre chiesta perché “l’arte povera” contraddistingue uno stile rustico, grezzo, estremamente grossolano. Il gusto, si sa, è molto soggettivo. Certamente l’aspetto povero è dato dall’uso del legno scuro non pregiato e dalla forma pesante, massiccia, che spesso imbruttisce un ambiente invece di arredarlo.
Merda d'artistaL’arte povera, in realtà, fu un movimento artistico nato intorno alla meta degli anni ’60 in Italia. Si contrappose all’arte tradizionale estetica e priva di contenuti, con un’arte scarna, povera proprio per l’uso di materiali come la pietra, il legno, gli stracci, la plastica, ma ricca di significati. Artisti come Pascali, Pistoletto, Merz, Boetti, Fabro, hanno sviluppato dei concetti, delle idee spesso con un linguaggio criptico per le masse, ma c’era una nuova forza espressiva nelle loro opere in quegli anni. Mentre in America si diffondeva la pop-art che era l’espressione di un’arte di massa, popolare, in Italia si cercava di giungere alla verità nell’arte.
È impensabile che si utilizzi la definizione di “arte povera” per elementi che con l’arte non hanno niente a che vedere. Piero Manzoni, artista concettuale, troverebbe una parola più consona per tali manufatti, cioè il titolo di una sua famosa opera: “Merda d’artista”.

Cinzia De Rocco

 

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