Contrada Pineta e la “cava dei veleni”

Contrada Pineta e la “cava dei veleni”

Antonio MemmiA Casarano c’è un quartiere residenziale (in realtà a metà con la vicina Matino) dove avere una villetta è sempre stato una sorta di status symbol; questo quartiere si chiama “Pineta” e si trova sulla sommità di un’altura alla periferia nord della città. In questo ultimo periodo però le cose per questo quartiere non vanno poi così bene come in passato. Solo qualche settimana fa infatti ci siamo occupati della costruenda tangenziale che, in maniera alquanto improvvida, è previsto che vada a tagliare l’unica via di accesso che parte alle spalle dell’ospedale “Ferrari” e di tutto ciò che un comitato spontaneo di cittadini sta facendo per cercare di evitare di dover ogni volta passare da Matino per tornare a casa. Adesso invece la protesta dei residenti di questo quartiere si rivolge contro un’attività estrattiva situata nelle vicinanze. A poche centinaia di metri in linea d’aria infatti c’è una cava e, dopo anni di apparente tregua, è ricominciata la battaglia civile dei cittadini contro l’inquinamento dalle polveri e dai fumi di bitume che provengono da questa stessa cava. Il tutto parte un mese e mezzo fa, con una petizione popolare che ha raccolto circa 150 firme che sono state consegnate al sindaco. Probabilmente, dopo la consegna, un solerte impiegato comunale le sta ancora contando perché, ad oggi, nulla è successo. E allora il comitato di quartiere ha precisato meglio i termini della questione con un documento protocollato, presentato ai Comuni di Casarano e di Matino, (nei cui territori è situata l’attività estrattiva della cava). In essa il comitato chiede ai rispettivi sindaci di coinvolgere gli organi di competenza (come l’Arpa) per una professionale ed approfondita verifica. La cava in realtà è lì da anni ma la situazione si è aggravata negli ultimi mesi, quando, sui davanzali delle finestre è stato notato un accumulo, oltre che della solita polvere chiara proveniente dall’estrazione del tufo, anche di un’inconsueta polvere come fosse di carbone. Le polveri e i fumi, trasportati dal vento, riescono a coprire un’area molto più vasta, tanto da arrivare ad imbrattare anche le case del vicino quartiere di “Pietra Bianca” ed è questo il motivo per il quale, sul piede di guerra, sono scesi anche i relativi abitanti. Come detto la petizione non ha prodotto alcun risultato e allora, quando non si sa più che fare, si va dai Carabinieri a fare la denuncia. Con essa si chiede all’autorità costituita se sussistono fattori di rischio per la salute pubblica e l’impatto acustico nella zona. Secondo il documento infatti, sarebbero cinque i fattori di rischio che produrrebbe l’attività estrattiva e che vanno dall’inquinamento da polveri di silice cristallina, liberate dalle attività di estrazione e lavorazione degli inerti, che facilmente si disperdono nel territorio per via aerea. Siccome queste polveri hanno dimensioni piccolissime, risultano inalabili per le vie respiratorie. Il secondo fattore di rischio è poi rappresentato dall’ingente traffico di camion che produce un aumento dell’inquinamento, sia in termini di particolato totale, sia di polveri fini che sono in grado di diffondersi per diversi chilometri di distanza. C’è poi, sempre secondo il documento, l’inquinamento da fumi di bitume «emessi nella produzione di conglomerati bituminosi considerati potenziali cancerogeni». Da questa attività di cava deriverebbe infine un potenziale pericolo per l’inquinamento delle risorse idriche in derivazione dal fatto che tutto questo inquinamento va inevitabilmente ad interessare i terreni circostanti e sarebbe quindi in grado di interferire con la cosiddetta catena alimentare. Lo scenario descritto dal documento è indubbiamente allarmante ed i cittadini, via via sempre più (e giustamente) “arrabbiati” chiedono un aiuto concreto alle amministrazioni di Casarano e di Matino e sperano che questa volta, complice l’estate, la questione non finisca in una bolla di sapone come è successo sino ad ora.

Antonio Memmi da “il Gallo” del 7 agosto 2016

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