L’mmagine deve andare di pari passo con l’immaginazione

L’mmagine deve andare di pari passo con l’immaginazione

Si è da poco conclusa a Gallipoli, presso il castello Rivellino, una mostra fotografica dal titolo “Ombre salentine” di Michele Galice. A dispetto del titolo non certo originale ho voluto vedere se la mostra fosse interessante. Ne sono rimasta delusa invece. L’esposizione era ordinata in modo impeccabile, rigoroso, con una buona illuminazione, il luogo era un contenitore perfetto, frasi celebri di personaggi famosi accompagnavano le foto e il fotografo è stato cortese nelle spiegazioni. Ma la mostra era noiosa, prevedibile, scolastica, non mi ha trasmesso emozione. Le ombre erano un pretesto per ritrarre scorci architettonici gallipolini in cui l’ombra non era neanche presente. Non basta una buona macchina fotografica per fare un buon fotografo, né farsi una vacanza in Salento per coglierne l’essenza. Ci vuole quel terzo occhio che solo pochi hanno, quella rara sensibilità che fa vedere oltre il visibile, cogliere l’istante e catturare l’anima delle cose. Altrimenti resta solo un hobby costoso. L’ombra a Gallipoli non risiede nei cornicioni vivacemente colorati, ma altrove. La ricerca doveva spingersi oltre i soliti schemi fissi o stereotipati da cartolina. L’immagine deve andare di pari passo con l’immaginazione.

Cinzia De Rocco

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