U rre: un albero leggendario

U rre: un albero leggendario

U rreLa storia racconta come l’ambiente Mediterraneo fosse un territorio difficile per l’agricoltura, di come le opportunità di sviluppo agricolo di questa zona geografica fossero decisamente inferiori alle piane alluvionali del Medio Oriente e della Valle del Nilo.
Veniva praticata un’agricoltura di sussistenza, destinata all’uso alimentare, non godendo purtroppo della concimazione attraverso le acque fluviali. I popoli dovevano quindi adattarsi, utilizzando delle pratiche agronomiche diverse, come per esempio il maggese, tenendo a riposo dalla coltivazione una parte del terreno. La mancata irrigazione spinse a selezionare le piante che meglio sopportavano la siccità: l’olivo e la vite prevalsero come essenze rustiche adatte alla morfologia movimentata dei territori collinari.
L’importanza di queste piante nella dieta alimentare fece loro acquisire un posto centrale nella cultura greca: la leggenda racconta che Poseidone ed Atena si sfidarono a chi avesse offerto il più bel dono al popolo greco. Poseidone, colpendo con il suo tridente il suolo, fece sorgere il cavallo più potente e rapido, in grado di vincere tutte le battaglie; Atena, colpendo la roccia con la sua lancia, fece nascere dalla terra il primo albero di olivo per illuminare la notte, per medicare le ferite e per offrire nutrimento alla popolazione. Zeus scelse l’invenzione più pacifica ed Atena divenne la dea di Atene.
La memoria di quel paesaggio originario, nel tempo modificato dalla colonizzazione agricola e dagli insediamenti, persistette in alcuni ambienti naturali che vennero mantenuti nella loro forma selvatica, per essere dedicati a dei o eroi: erano i boschi sacri. Si deve ai greci la concezione, che si ritroverà anche nel mondo romano, del bosco naturale vergine e selvaggio, cui venne data una valenza religiosa come dimora di esseri divini.
“Lu Re” si trova in Contrada Mendole, un fondo che presenta delle caratteristiche uniche, ovvero una grandissima presenza di piante plurisecolari di olivo, oltre 200. All’albero in questione sono stati attribuiti almeno 700 anni di età. Tra questi ulivi si ha come l’impressione di perdersi in un mondo incantato: queste piante raccontano la storia del nostro territorio, dei popoli che abitarono queste terre e che scoprirono la bontà e le virtù alimentari dell’olio di oliva.
Che cosa definisce il carattere di monumentalità di una pianta di olivo? Una lucida definizione si estrae dalla legge regionale del 2007 sulla “Tutela e Valorizzazione del paesaggio degli Ulivi della Puglia”. Essa spiega il carattere di monumentalità quando la pianta gode un’età plurisecolare. In particolare, l’art.2 della legge lo trae dalle misure del tronco, che deve avere un diametro uguale o superiore a un metro, misurato all’altezza di un metro e trenta dal suolo.

Francesco Memmi

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