L’arte funeraria… questa sconosciuta!

L’arte funeraria… questa sconosciuta!

Il luogo di Casarano dove negli ultimi anni assistiamo ad un’edificazione incontrollata e al maggior sfogo creativo è il Cimitero Comunale. Già nel centro abitato c’è un eclettismo di stili e di materiali e una disomogeneità di colorazioni murali, in pratica in assenza di un piano urbanistico ognuno costruisce la propria abitazione seguendo il gusto personale o l’estro del progettista. Nell’ultima dimora terrena non ci sono davvero più limiti, le cappelle funerarie che sono state edificate negli ultimi anni sono una diversa dall’altra, bizzarre nell’uso di colonne e timpani greci, croci sbilenche, mosaici ed enormi stampe fotografiche sulle vetrate, che creano un confusione di colori e stili ben lontano da ciò che dovrebbe essere un luogo di preghiera sobrio e discreto.
L’arte funeraria ha da sempre creato quel prodotto artistico destinato ad abbellire le tombe dei nostri defunti. Il monumento funebre spesso celebra la vita e i risultati raggiunti dal defunto e dimostra al pubblico la potenza della famiglia. Il depositare oggetti con intenzione estetica risale già agli uomini di Neanderthal, poi seguirono le piramidi egizie, l’esercito di terracotta dell’imperatore Qin, il mausoleo di Alicarnasso e il Taj Mahal, ma in quel caso si tratta di opere d’arte senza tempo che celebrano la grandezza di personaggi storici. Purtroppo molte cappelle moderne sfociano nel cattivo gusto e nel kitsch. Bisognerebbe ricordare ciò che Antonio de Curtis scrisse a proposito:
Cca’ dinto, ò vvuo capi, ca simmo eguale?
Muorto si’ tu e muorto so’ pur ‘ io;
ognuno comme a ‘n’ato è tale e quale
.

Cinzia De Rocco

Monumento funerario Canova

Monumento funerario a Maria Cristina d’Austra di Antonio Canova

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