Capezza: “La criminalità si sconfigge con l’educazione alla legalità, ma tutti dobbiamo fare la nostra parte”.

Capezza: “La criminalità si sconfigge con l’educazione alla legalità, ma tutti dobbiamo fare la nostra parte”.
Francesco Capezza

Francesco Capezza

«È stata interrotta in modo eclatante la pax mafiosa. Per prevenire scenari ancora più cupi è necessaria una capillare opera di sensibilizzazione».
È questa la riflessione a caldo dell’avvocato Francesco Capezza, referente locale dell’associazione Libera, a seguito dell’omicidio verificatosi lo scorso mercoledì.
«Ci hanno sorpreso – commenta Capezza – le modalità di esecuzione e il luogo scelto. Quanto è accaduto ci richiama alla mente quello che avveniva negli anni ‘90. Ritengo che si sia interrotta la pax mafiosa. Che cosa possa essere successo lo devono scoprire le forze dell’ordine e la magistratura. Quel che è certo è che tutti questi anni di apparente calma non significavano che malavita e criminalità fossero assenti. Il campanello che da qualche settimana, con le rapine e le fucilate intimidatorie, aveva iniziato a suonare, ora ha raggiunto l’apice. L’omicidio consumatosi mercoledì è un segnale forte, diretto verso qualcuno, ma è un segnale di forza anche nei confronti di chi deve legittimamente sovrintendere al controllo del territorio. Ecco perché non bisogna mai abbassare la guardia, neppure nei momenti di presunta tranquillità».
Non manca una frecciatina alle istituzioni locali, ree, secondo Capezza, «di far spesso finta di nulla e di essere sorde».
«Ognuno – aggiunge il responsabile di Libera – deve fare la sua parte. Dobbiamo parlare di questi temi e non tenerli nascosti. Ognuno ha la sua parte di responsabilità, dalle istituzioni alle scuole e alle parrocchie».
L’unico modo di contrastare la criminalità è, secondo Capezza, l’educazione e la sensibilizzazione.
«Educazione e sensibilizzazione – argomenta l’ex assessore – sono le armi di cui disponiamo per affermare la legalità. Ad altri spettano i compiti investigativi e repressivi. Io non so se, come dice il sindaco, la città ha paura. So, però, che abbiamo un compito importantissimo ed è quello di educare alla legalità soprattutto le giovani generazioni che, purtroppo, subiscono il fascino di certi modelli negativi. Dinanzi a questo compito non possiamo tirarci indietro».

Alberto Nutricati
Dalla Gazzetta del Mezzogiorno del 28 ottobre 2016

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