Acqua di partito. Altro che acqua pubblica!

Acqua di partito. Altro che acqua pubblica!
Enrico Giuranno

Enrico Giuranno

Chiude a sorpresa anche lo sportello dell’acquedotto pugliese di Casarano. Cosa c’è dietro? È solo una banale risistemazione interna?
AQP è una grande azienda pubblica, fatta di grandi professionisti e personale altamente specializzato. Una delle poche aziende pubbliche che riesce a fare utili. L’acquedotto pugliese è infatti il più importante acquedotto d’Europa!
Inutile dire che un’azienda così fa gola a più di qualche privato.
Ma AQP è anche un’azienda legata ai territori, alle loro peculiarità e questo può essere un fastidio per chi dovesse acquistarla (naturalmente per guadagnare, mica per fare beneficenza).
Come si può gestire efficacemente (cioè guadagnando) un’ azienda nata per fare servizio pubblico? Accentrare vuol dire che con pochi manager non necessariamente addentrati nelle dinamiche dei territori si può gestire un’azienda senza dar conto ai cittadini.
Accentrare gradatamente gli uffici (all’inizio accontentando le amministrazioni amiche, dopo neppure quelle) vuol dire incartare la merce e renderla pronta per la vendita.
Non si spiegherebbe altrimenti la necessità per un’azienda che ha un utile netto in crescita da 3 anni di chiudere uffici commerciali.
La Politica che tiene in ostaggio questo Paese (e questa Regione), gestendo la cosa pubblica, anche i servizi essenziali come fossero cosa privata, sta puntando volontariamente a trasformare un servizio di Eccellenza in un disservizio, così la prossima volta che saranno chiamati a scegliere sull’acqua, gli elettori sapranno votare come chiede il mercato.
È la stessa storia del Ferrari! La politica deve riparare i danni da lei stessa causati e taglia servizi ai cittadini. Naturalmente taglia senza badare ai numeri o ai risultati, ma solo badando alle dinamiche interne ai partiti di maggioranza e intanto apparecchia la tavola per i privati e per gli speculatori.
L’acqua, la salute sono beni essenziali, chi specula su questi beni è un criminale e chi non si oppone è complice.
Anche questa volta si registra il silenzio totale dei consiglieri regionali e degli assessori eletti anche grazie ai voti di Casarano e anche di coloro che quei consiglieri e assessori hanno sponsorizzato e sostenuto.
I nomi sono sempre gli stessi: Michele Emiliano che contava numerosi amici in Città, Totò Negro entrato anche coi voti di Francesca Fersino, Loredana Capone, Ernesto Abaterusso sostenuti da buona parte del PD Casaranese, Sergio Blasi sostenuto personalmente dall’ex sindaco Venuti.
Di queste persone diffidiamo! Hanno messo in vendita la Città e i nostri diritti! Speriamo che i Casaranesi se ne ricordino nelle prossime tornate elettorali.

Meetup Casarano 5 Stelle

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