Progetto GENEO: non perdiamo l’occasione

Progetto GENEO: non perdiamo l’occasione
Antonio Memmi

Antonio Memmi – Corrispondente de “Il Gallo”

Si chiama GENEO. Sembra il nome di uno degli eroi dell’Iliade mentre invece è il nome di un progetto di ricerca scientifica che (finalmente) si pone l’obiettivo di fare un po’ di chiarezza su uno dei problemi del Salento più angoscianti di questi anni: il tumore. Il nome completo del progetto presentato dalla LILT di Lecce suona così: “Sistemi di valutazione di diagnosi precoce delle correlazioni tra GEnotossicità dei suoli e NEOplasie in aree a rischio per la salute umana”; detto in parole povere si tratta di stabilire una correlazione fra l’incidenza degli ammalati di tumore e le zone del Salento in cui abitano. Il progetto infatti consiste nell’effettuare dei carotaggi di terreno per poi effettuare su di essi indagini chimico-fisiche e biologiche nelle zone della nostra provincia in cui si registrano i più alti tassi di mortalità per tumore rilevati dagli studi epidemiologici. Il progetto è finanziato dalla sede centrale LILT di Roma che lo ha finanziato con 120mila euro che ha preso dal 5×1000 che viene dalle nostre donazioni e da ulteriori 20mila euro finanziati invece dalla Provincia di Lecce che, insieme alla LILT della provincia di Lecce, all’Università del Salento ed il Dipartimento di prevenzione dell’ASL, nonché ARPA Puglia, collabora attivamente alla realizzazione degli studi. “Ad oggi abbiamo completato l’individuazione dei paesi della nostra provincia che saranno oggetto di studio” – ha dichiarato il dottor Carmine Cerullo, referente LILT del progetto – “si è proceduto tramite l’analisi dei dati provenienti dal registro tumori dell’ASL di Lecce, dall’Osservatorio Epidemiologico Regionale e dall’Istat e si sono così individuati circa 30 paesi che sono stati divisi in 7 aree ad alta mortalità (aree rosse) e 2 aree a bassa mortalità (aree bianche). Un dato importante che è emerso” – conclude Cerullo – “è che i dati provenienti dai tre registri sono praticamente sovrapponibili nel senso che l’incidenza fra territorio e mortalità coincide e questo non può certo essere frutto del caso”. Sul fronte politico, a farsi portavoce della necessità di aderire a questo importante progetto è la Senatrice del Movimento 5 Stelle Daniela Donno che, qualche giorno fa, ha protocollato la richiesta formale al Sindaco Gianni Stefàno, al Presidente del Consiglio Comunale Antonio Memmi ed all’Assessore all’Ambiente Ottavio De Nuzzo, con la quale si chiede, alla modica cifra di 1.500euro, di far aderire anche Casarano all’importante indagine di monitoraggio del territorio. “Chiediamo di cogliere un’occasione importante, chiediamo una iniziale risposta a questo assassinio della nostra comunità” – dichiara invece Enrico Giuranno, esponente del meetup di Casarano che fa da ausilio all’azione avviata dalla Senatrice Donno – “abbiamo l’occasione di capire le cause, di raccogliere i dati e di dare un volto al nemico per provare a combatterlo”. Si sa che da anni non ci sono soldi nelle casse del comune, ma questa volta l’importo è veramente irrisorio e si tratta di un investimento in conoscenza quantomeno per cercare di capire. Ce lo chiedono tutti i casaranesi che per questo male non ci sono più.

Antonio Memmi
Da “Il Gallo”

Devi registrarti per poter inserire un commento. Login