Nuova delibera piano Riordino ospedaliero: non cambia quasi nulla di ufficiale, solo promesse

Nuova delibera piano Riordino ospedaliero: non cambia quasi nulla di ufficiale, solo promesse

Cosimo Borraccino

Sinistra Italiana esprime tutta la sua delusione dopo gli annunci di qualche ora fa circa un miglioramento del piano ospedaliero della regione.
Assistiamo alla quasi fotocopia della delibera di novembre scorso, bocciata in commissione sanità grazie anche al nostro voto che rivendichiamo con orgoglio, come estremo atto per tutelare la sanità pubblica.
Dopo aver letto le schede riassuntive dell’ultima versione, della storia infinita, del piano del Riordino ospedaliero, giunta ormai alla quarta edizione in un anno esatto, possiamo affermare tranquillamente ….
“tanto rumore per nulla!”
Gli ospedali da chiudere (8) e i posti letto non attivati (1000) restano tali, la sanità privata viene premiata, non ci sono indicazioni per il personale carente (6000 assunzioni) e per la mobilità passiva extraregionale. Diciamo che è quasi la fotocopia della delibera di novembre, la 1933, con l’aggiunta di qualche amara sorpresa.
Parliamo di constatazioni reali.
-L’ospedale di Casarano di base era stato programmato e tale rimarrà.
-A Triggiano si chiudeva il pronto soccorso e i vari reparti e così rimane.
-A Molfetta chiudevano urologia, cardiologia e ambulatorio pediatrico e così resta.
– Trani di fatto è stato già trasformato in Presidio territoriale.
-Chiudono, come previsto già a novembre, gli ospedali di Terlizzi e Canosa per la riconversione in presidi per la riabilitazione.
-Grottaglie, su cui Emiliano tenta di recuperare, con un operazione d’immagine, con la promessa verbale, non contenuta nelle schede riassuntive, di diluire negli anni la chiusura, perde tutto (pronto soccorso, punto nascite, ortopedia, chirurgia e medicina) e, come da nuova delibera del 28 febbraio 2017, perché quella fa fede, al di là delle promesse di buona intenzione del presidente/assessore, perde la specificità di ospedale per riconfermare come da delibera 1933 del 30 novembre i 40 posti di riabilitazione e 32 di lungodegenza.
Vedremo se le dichiarazioni verbali si trasformeranno mai in un atto ufficiale.
-L’ospedale civile di Ostuni viaggia verso l’implosione: stanno chiudendo pediatria e cardiologia e comunque resta la previsione di ospedale di base (e come tutti gli altri 9 va verso la lenta chiusura, come annunciato più volte,dallo stesso Emiliano, che in un periodo medio, oltre a quelli chiusi ora, ne chiuderanno altri 8/9 di ospedali).
-confermata la chiusura di 3 ospedali a Brindisi: San Pietro, Mesagne e Fasano.
-A Copertino è confermato il declassamento a ospedale di base come pure Galatina oltre a Casarano che ha proposto ricorso al TAR.
Ciliegina sulla torta il tanto sbandierato salvataggio della Neurochirurgia al “di Venere” a Bari, è vero che si salvano i 15 posti letto pubblici che c’erano prima della delibera di novembre scorso ma aumentano i posti letto di Neurochirurgia nelle strutture private baresi, quindi al già acquisito dato della delibera di novembre scorso che prevedeva la dotazione di ben 28 posti letto (12 Miulli 8 Anthea e 8 Mather dei) si arriva a 36 (16 Miulli 10 Anthea e 10 Mather dei) quindi ben altri 8 posti letto in più rispetto già a quelli previsti!!! Erano ben altre le intenzioni per la Neurochirurgia pubblica, assistiamo invece all’ennesima apertura ai privati.
Ne prendiamo tristemente atto.
Resta quindi quel vecchio adagio… nihil sub sole novum!

Cosimo Borraccino
Sinistra Italiana

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