Manifestazione del comitato “Pro Ferrari”. Sabato primo Aprile: “Abbracciamo il nostro ospedale. Giù le mani dal Ferrari”

Manifestazione del comitato “Pro Ferrari”. Sabato primo Aprile: “Abbracciamo il nostro ospedale. Giù le mani dal Ferrari”

Ultimi preparativi in vista della manifestazione comprensoriale a difesa del «Ferrari».
L’appuntamento, dal titolo «Abbracciamo il nostro ospedale: giù le mani dal Ferrari», è organizzato dal comitato «Pro Ferrari» ed è fissato per le 9.30 del primo aprile, in piazza San Domenico, da dove il corteo partirà alla volta dell’ospedale. Là sarà formata una grande catena umana che abbraccerà l’intero complesso ospedaliero, in un gesto simbolico con il quale i cittadini testimonieranno il loro attaccamento al nosocomio.
«Occorrono almeno mille persone per “abbracciare” il Ferrari – commenta il presidente del comitato, Claudio Casciaro – per questo faccio appello a cittadini, studenti, parrocchie, associazioni, partiti politici, sindacati, parlamentari salentini, consiglieri e assessori regionali, affinché partecipino numerosi. Questo vuole essere un messaggio che parte dal basso, contro il centralismo della Regione, che decide in modo monocratico».
Nel corso dell’incontro di mercoledì sera, il presidente Casciaro ha elogiato Giovanni D’Ambra, segretario provinciale della Cisal Sanità, per l’esposto-denuncia nei confronti dell’Asl di Lecce e delle altre Asl regionali a causa delle «gravi inadempienze riscontrate» in ordine al regolamento del piano di riordino.
Casciaro ha espresso «forte disappunto per l’atteggiamento di arroganza della direzione generale della Asl». «Abbiamo chiesto un incontro a gennaio – dice Casciaro –, poi sollecitato a febbraio, ad oggi non abbiamo ottenuto alcuna risposta. Credo che questo modo di comportarsi non sia rispettoso nei confronti dei cittadini che chiedono solo di avere un confronto sereno e costruttivo. Una cosa è certa: se per poter parlare con la direzione generale dobbiamo recarci a Lecce e aspettare al varco i nostri interlocutori, lo faremo».

Alberto Nutricati
Dalla Gazzetta del Mezzogiorno del 24/03/2017

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