Lettera aperta del PD locale al Presidente della Regione Puglia Michele Emiliano

Lettera aperta del PD locale al Presidente della Regione Puglia Michele Emiliano

PDEgregio Presidente,
in questi giorni abbiamo seguito con interesse ed apprensione l’assemblea prima e l’apertura delle fasi congressuali del nostro partito poi. Abbiamo seguito, da semplici militanti senza potere decisionale, rammaricati di una possibile scissione che si è poi, purtroppo, realizzata. Abbiamo appreso della Sua scelta di non uscire dal PD bensì di candidarsi alla guida del nostro Partito.
Non ci sorprende che Lei abbia cambiato idea, solo gli stolti non lo fanno. Ci permetta però di esprimerLe le nostre impressioni e sensazioni. Sono la voce di un popolo e di un territorio che rappresentiamo come Partito e come comunità.
Fare il Presidente della Puglia, di questa meravigliosa terra, non è cosa da poco e credo che ne abbia avuto esperienza in quest’anno passato. Affrontare le gravose problematiche, la progettualità, le emergenze sono solo un tassello dell’impegno politico che richiede la presidenza di una regione. Come sarà possibile conciliare tutto questo con la campagna elettorale come segretario del primo partito in Italia? Probabilmente Lei sarà in grado di farlo, ed anche egregiamente, ma è giusto esprimerLe le nostre perplessità.
Nei suoi giri per lo stivale, nei suoi interventi televisivi, nei suoi comunicati, spesso ha rimarcato l’esigenza che scelte che riguardano i territori non possono prescindere da un metodo che preveda l’ascolto dei cittadini ed una concertazione con le istituzioni locali. Anche noi la pensiamo così!
Come circolo cittadino abbiamo il dovere di esprimerLe quelle che sono le criticità del nostro territorio e per le quali chiediamo una risposta ed un confronto a Lei, come governatore della Puglia.
La questione che ci sta più a cuore è il riordino ospedaliero da Lei programmato, nel quale è previsto un declassamento del “F. FERRARI”.
E’ evidente che il riordino ospedaliero va fatto. E’ altrettanto evidente che decisioni tanto delicate non possono essere adottate senza tenere in considerazione, oltre ai dati oggettivi (che pure sono a favore del FERRARI), i bisogni e le richieste del territorio, senza ascoltare e conoscere le necessità delle popolazioni interessate dalle decisioni. ESATTAMENTE QUANTO DA LEI RIVENDICATO PER ALTRE SITUAZIONI.
Non riusciamo a comprendere la logica che sottintende alcune scelte che, non supportate per niente da dati oggettivi, mortificano un intero territorio ed offendono il lavoro e la professionalità di tanti operatori sanitari.
In questi mesi ci siamo autosospesi come circolo, nel tentativo di attirare l’attenzione su quel che stava accadendo, e capire, noi per primi, il perché di una scelta di tale portata, considerato che i dati oggettivi ne avrebbero imposta una diversa. Non siamo stati considerati!
Questa lettera nasce dalla necessità di avere rispetto e risposte. Vorremmo poter discutere della questione riordino, vorremmo, non solo come circolo ma soprattutto come appartenenti ad una comunità a prescindere dai colori politici, sentirci parte di un processo decisionale che non può solo essere imposto dall’alto per questioni meramente politiche o economiche.
La questione della sanità, tutta nel suo complesso, merita un’analisi ed una pianificazione diversa. Non ci interessa una battaglia di campanile, non ci è mai interessata. Fin dall’inizio, anche affrontando chi non capiva la nostra posizione “poco Casaranese” abbiamo fondato le nostre posizioni su argomentazioni di carattere strutturale e con al centro l’interesse della persona. Abbiamo a cuore le sorti del nostro territorio!
Un riordino così strutturato è un danno, e lo sarà anche per i cittadini di Gallipoli. A quando la realizzazione delle strutture di base? Non sarebbe il caso che siano realizzate e messe a regime prima di smantellare gli ospedali? Perché rinunciare a posti letto senza una reale motivazione? E un piano che prevede, quasi esclusivamente, tagli va incontro alle reali necessità della comunità pugliese?
Di questo, e tanto altro, siamo ancora disposti a parlare, su questo confrontarci, se può aiutare (e se c’è la volontà) in primis di servire bene le genti che amministriamo ed anche, perché no, ricucire la scelta (non nostra) di un grave strappo interno al partito.
E’ ancora possibile? si può mettere in pratica quel metodo, da Lei, sempre più spesso invocato?

Il circolo PD Casarano

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