L’ospedale, la protesta popolare… e la politica

L’ospedale, la protesta popolare… e la politica
Antonio Memmi

Antonio Memmi – Corrispondente de “Il Gallo”

E arrivò il giorno della manifestazione popolare per cercare di cambiare il destino dell’Ospedale di Casarano. In un sabato mattina baciato dal sole infatti, fra gli studenti a cui non pare vero riuscire a non entrare a scuola e qualche mamma che, con la scusa del pargolo da accompagnare, ne ha approfittato per fare una passeggiata, oltre un migliaio di persone si è dato appuntamento nella centralissima Piazza San Domenico per dare appunto vita alla manifestazione “giù le mani dal Ferrari”, indetta dal Comitato Civico Pro-Ferrari e rivolta praticamente a tutte le donne e gli uomini di buona volontà. Certo, un migliaio di partecipanti, se paragonati alle manifestazioni di Piazza San Giovanni in Laterano, magari fanno anche sorridere nella loro apparente ingenuità, ma a Casarano (città notoriamente apatica e fredda a certi moti di protesta, in cui si scende in piazza al massimo per portare il cane) mille persone hanno un’importanza relativa enorme. Perché, tolti i ragazzini festanti e le mamme a passeggio, di cittadini “incazzati” che manifestano coscienti di farlo, ne rimangono davvero tanti. Fare quindi la cronaca di ciò che accade nella seconda parte della manifestazione non farebbe dire nulla che non sia molto prevedibile: un corteo fatto di slogan e festoso caos, foto ricordo del serpentone che diventa sempre più corposo e poi, una volta arrivati presso la struttura sanitaria, tutti presi per mano per un simbolico abbraccio all’ospedale. Quel che invece è interessante è quello che accade prima. In piazza San Domenico, oltre ai sindaci ed a molti cittadini di quasi tutti i paesi limitrofi che fanno parte del bacino d’utenza della struttura ospedaliera, oltre ai rappresentanti delle associazioni di volontariato impegnate sul territorio, c’è un piccolo palco da dove prende la parola Claudio Casciaro nella sua veste di presidente del comitato civico pro-Ferrari, esponendo in maniera dettagliata ed appassionata i motivi della protesta e poi il sindaco Gianni Stefàno che lancia una proposta provocatoria al Governatore Emiliano: mettere a disposizione della ASL il terreno indispensabile per la costruzione del nuovo ospedale del sud Salento, chiedendogli quindi di avere spiegazioni del perché si stia scegliendo di costruire gli ospedali da altre parti e non dove esistono già presìdi di primo livello. Ci sono ovviamente anche a manifestare gli altri candidati sindaco: Emanuele Legittimo, già presidente del comitato civico per la difesa dell’Ospedale e ora candidato con una lista civica slegata dai partiti tradizionali e c’è Mauro Memmi, candidato del PD che, dimostrando una certa indipendenza dalle logiche “baresi” del proprio partito, manifesta convinto insieme ad altri esponenti dello stesso colore politico. Assente l’esponente 5 stelle Enrico Giuranno, non perché insensibile al problema – da tempo infatti i pentastellati sono impegnati in molte iniziative che vanno nella stessa direzione della manifestazione di protesta – ma perché in disaccordo sulla “coloritura politica” che avrebbe preso il comitato civico stesso (in realtà Giuranno era presente, al fianco del consigliere regionale del Movimento 5 Stelle, Antonio Trevisi ndr). In molti però notano la presenza di un esponente di primissimo piano nel panorama politico del territorio: il Consigliere Regionale Sergio Blasi che, scortato dagli esponenti “storici” del PD Casaranese, si aggira tra la gente. Onore al merito ad un politico vero quindi, ad uno che viene fin qui a metterci la faccia. Di sicuro adesso salirà sul palco e porterà il punto di vista della maggioranza alla regione che ha deciso il declassamento del Ferrari, ci spiegherà il perché (contrariamente a quanto proposto dal suo compagno di partito, Donato Pentassuglia) Emiliano ha deciso di declassare la struttura casaranese, ci spiegherà il perché, pur rispettando i criteri del DM 70 ed in barba alle oltre 10.000 firme raccolte in una petizione, Emiliano nemmeno ci ascolta, e forse sa anche qualcosa del perché, ancorché finanziata, non è stata ancora cantierizzata la costruzione del 4° lotto, insomma… bravo Blasi che qualcosa ora ce la dirà! Invece no. Pare infatti che qualcuno, riconoscendolo, abbia urlato “vergognati” al suo indirizzo e quindi lui, disegnandosi forse una croce con il dito indice sul naso, “ha fatto offeso” e, sempre scortato dai soliti esponenti “storici” del PD Casaranese, si è defilato. Io non so quali ambienti sia abituato a frequentare Sergio Blasi ma probabilmente avrebbe dovuto intuire che, vedendolo, la gente non avrebbe lanciato al suo indirizzo dei petali di rose profumate. Pare che, andando via sbattendo i piedi, abbia dichiarato che non è stato invitato a salire sul palco e che oltretutto non c’erano nemmeno le condizioni per un suo intervento in quanto la manifestazione ha assunto un connotato politico. Caro Consigliere Regionale Sergio Blasi: se l’ospedale è stato declassato è per una decisione puramente e squisitamente politica, e se lei ha visto tanta gente (civilmente) incazzata, questa è la conseguenza di una decisione puramente e squisitamente politica. Però, se lei ritiene, alla prossima manifestazione, per non dare una connotazione politica, proveremo a dare una connotazione diversa, magari religiosa, dove al posto dei gonfaloni metteremo qualche santo giusto a cui votarci. Magari qualche santo un po’ più attento a Casarano ed al suo hinterland fatto di gente che sta perdendo il proprio ospedale. Magari questo santo non si offende e la grazia ce la fa.

Antonio Memmi
da “il Gallo” del 09 aprile 2017

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