Dialogo su Dio di Vanini protagonista della Notte di Inchiostro di Puglia

Dialogo su Dio di Vanini protagonista della Notte di Inchiostro di Puglia

Il 24 aprile alla Liberrima di Lecce prima presentazione del nuovo volumetto di Mario Carparelli.
Nell’ambito della terza edizione della “Notte di Inchiostro di Puglia”, lunedì 24 aprile, alle ore 18.30, la libreria Liberrima di Lecce ospiterà la prima presentazione del Dialogo su Dio di Giulio Cesare Vanini, l’ultima fatica dello studioso salentino Mario Carparelli.
Dialoga con l’autore Fabio Ciracì, docente di Storia della filosofia italiana all’Università del Salento.
A seguire il bibliofilo e collezionista Dario Acquaviva esporrà la sua preziosa collezione di rarità vaniniane, comprendente libri antichi del e sul filosofo bruciato a Tolosa nel 1619 (tra cui una prima edizione dell’Amphitheatrum aeternae providentiae, opera stampata a Lione nel 1615), nonché le rarissime versioni originali delle incisioni e litografie realizzate tra il Settecento e l’Ottocento per raffigurarlo e dargli un volto.
L’iniziativa è patrocinata dal Corso di Laurea in Filosofia dell’Università del Salento.
IL LIBRO
Pubblicato dalla casa editrice napoletana La scuola di Pitagora in una collana promossa dalla Società di studi politici, scuola di alta formazione dell’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici fondato da Gerardo Marotta, il volume di Carparelli è una nuova edizione del celebre Dialogo su Dio di Vanini, il cinquantesimo e più importante dialogo dell’opera più famosa del filosofo nato a Taurisano nel 1585, il De admirandis naturae reginae deaeque mortalium arcanis (Parigi, 1616).
Il Dialogo su Dio, scrive Carparelli nell’Introduzione, «Non è un dialogo come tutti gli altri ma, in virtù dell’autonomia e della coerenza interna che lo caratterizzano, un’opera nell’opera e soprattutto, per la completezza ed esaustività degli argomenti trattati, una piccola summa del pensiero – del vero pensiero – di Vanini».
Nel dialogo – che Carparelli isola dal resto dell’opera e riporta in forma integrale – il vero pensiero di Vanini, una forma di razionalismo radicale che gli costò a soli 34 anni una condanna al rogo per «ateismo, bestemmia, empietà e altri eccessi», consumatasi a Tolosa il 9 febbraio 1619, viene nascosto, per aggirare e ingannare la censura dell’epoca, attraverso una serie di espedienti letterari o “contesti protettivi”, tra cui fantomatici incontri con atei, reiterati rimandi a opere mai pubblicate, ostentate quanto insincere professioni di fede, il ricorso alla “doppia verità” e all’ironia, un astuto e a tratti esilarante gioco delle parti tra i due personaggi protagonisti (Giulio Cesare e Alessandro, omonimi di Vanini e di suo fratello minore) e tante altre trovate che fu Schopenhauer uno dei primi a codificare e segnalare nel suo Saggio sulla libertà del volere umano: «Bisogna però tenere presente che Vanini ricorre continuamente allo stratagemma di impostare e presentare in modo convincente la sua vera opinione come quella che egli detesta e vuol confutare, per poi contrapporle personalmente ragioni superficiali e fiacchi argomenti ed infine, tamquam re bene gesta, scomparire trionfante e… facendo assegnamento sulla malignità del suo lettore. Con questa scaltrezza seppe ingannare persino la dottissima Sorbona che, prendendo tutto ciò per oro colato, premise ingenuamente il proprio Imprimatur alle sue pagine più empie. Con piacere tanto più cordiale lo vide tre anni dopo bruciato vivo dopo che gli era stata tagliata la lingua sacrilega. Questo è infatti il vero e solido argomento dei teologi, per i quali, da quando fu loro tolto, le cose vanno a ritroso».
A dir poco esplosive le idee suggerite a un lettore sufficientemente attento e malizioso. Idee per le quali, nel 1620, il De admirandis naturae reginae deaeque mortalium arcanis fu inserito nell’Indice dei libri proibiti. I principali bersagli polemici del Dialogo su Dio sono le religioni rivelate con i loro dogmi e miracoli accolti e creduti acriticamente dai fedeli, l’alleanza trono-altare fondata sull’ignoranza e la superstizione, l’ingenua visione antropocentrica del mondo, l’esistenza di un Dio personale, onnipotente e provvidente, la creazione dal nulla e tanto altro ancora in materia di religione, politica, biologia e fisica.
Il volume è arricchito da un’appendice iconografica sui volti di Vanini a cura del bibliofilo e collezionista Dario Acquaviva. La traduzione italiana del dialogo, tratta dall’edizione Bompiani delle opere di Vanini, è di Francesco Paolo Raimondi.
La collana “Feuilles détachées”, diretta da Gerardo Fortunato, propone scritti brevi “autonomi” e pagine “staccate” da opere classiche o contemporanee.
Nel catalogo degli autori che hanno pubblicato con La scuola di Pitagora figurano, tra gli altri, i nomi di Gerardo Marotta, Luciano Gallino, Stefano Rodotà, Germana Ernst, Giuseppe Invernizzi, Francesco Tateo, Salvatore Settis, Saverio Ricci, Carlo Augusto Viano, Jean-Robert Armogathe, Giulia Belgioioso, Eugenio Garin, Luigi Firpo, Francesco Fiorentino, Giacomo Marramao, Carlo Ghisalberti, Remo Bodei, Gianni Vattimo, Alberto Burgio, Salvatore Veca, Domenico Losurdo, Paolo Becchi, Maurizio Viroli, Luciano Canfora, Aniello Montano, Biagio De Giovanni, Fulvio Tessitore, Slavoj Žižek, Giorgio Nebbia e Raffaele Colapietra.
Mario Carparelli si è laureato in filosofia a Firenze e addottorato a Lecce, specializzandosi sulla figura di Giulio Cesare Vanini. A Vanini ha dedicato diversi saggi scientifici, pubblicati in Italia e all’estero, e due libri: Il più bello e il più maligno spirito che io abbia mai conosciuto (Padova 2013) e Morire allegramente da filosofi (Padova 2011). Con Francesco Paolo Raimondi ha curato l’edizione critica con traduzione italiana delle opere di Vanini per la collana di filosofia Il Pensiero Occidentale della casa editrice Bompiani. Ha collaborato alla Storia della filosofia di Umberto Eco. È membro del Centro di Ricerca su Arthur Schopenhauer e la sua scuola e del Centro di Ricerche sulla Tradizione Aristotelica nel XV e XVI Secolo dell’Università del Salento, nonché del Centro di Ricerca Interdisciplinare di Storia delle Idee (CRISI) della Facoltà di Filosofia dell’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano.

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