Appello per il Salento: No Tap

Appello per il Salento: No Tap

A Sua Santità Papa Francesco
Al Presidente della Repubblica Italiana, On. Sergio Mattarella
Al Presidente del Consiglio dei Ministri, On. Paolo Gentiloni
Alle Autorità Istituzionali, Politiche e Religiose
Ai Salentini

Questa Associazione di Volontariato – presente in provincia di Lecce da oltre 25 anni, con una capillare rete di Delegazioni periferiche (30 ambulatori), Gruppi Attivi organizzati, Volontari e Volontarie, Sostenitori – fonda il proprio operato sulla rigorosità scientifica e sulle evidenze da fonti accreditate (OMS, Ministero della Salute, Ministero dell’Ambiente, ISS, CNR, ARPA Puglia, Registro Tumori, ecc.) circa i grandi temi inerenti la salute e la sua difesa.
In particolare, l’ambito della Prevenzione Primaria è il settore cardine dei nostri interventi educativi e di divulgazione, unitamente alla ricerca sul campo condotta con partner istituzionali (Università, Provincia, ASL, ecc.) e alle collaborazioni con organismi ed enti prestigiosi (Istituto Mario Negri, Istituto Ramazzini, ecc.).
Tale premessa si rende necessaria per presentare il nostro lavoro e le priorità che, da sempre, caratterizzano il nostro agire.
I dati epidemiologici per le malattie tumorali riferiti alla provincia di Lecce e, da decenni, da noi analizzati a livello intra/interregionale, sono poi diffusi e dibattuti per innalzare le sensibilità delle vicine Istituzioni e, parimenti, della collettività civile con il risultato che, nel tempo, hanno prodotto consapevolezza e senso critico verso le tematiche della salute.
Le nostre pubblicazioni e i dossier divulgati sulle emergenze sanitarie del Salento e della Regione tutta sono ormai la road map di Amministratori avvertiti e di comuni cittadini informati, che pongono la qualità di vita e la salute come priorità assolute a fronte di ogni insediamento produttivo, energetico e industriale ricadente nelle proprie aree territoriali.
Rispetto al progetto del gasdotto TAP, la LILT di Lecce ha sin dall’inizio espresso il proprio dissenso, stante una situazione epidemiologico-sanitaria locale già altamente compromessa, e che il gasdotto andrebbe ad aggravare ancora di più.
La salute prima di tutto, la salute degli organismi viventi prima di tutto – intendendo non solo gli individui ma anche le piante e gli animali – perché l’equilibrio umano è fortemente agganciato a quello della natura.
E’ un assioma ovvio e semplice che va ribadito e recuperato dopo decenni e decenni di devastazione, spoliazione e saccheggio delle risorse naturali. La qualità dell’habitat ove viviamo è la condizione basilare della nostra qualità di vita.
Ora, la vicenda del gasdotto TAP si protrae da tempo, troppo tempo, mettendo a dura prova la fiducia dei tanti, tantissimi, ostili alla sua costruzione, ma speranzosi, al contempo, che dal loro diniego argomentato possano scaturire, presso i decisori, spazi di ascolto e di confronto autentici, scevri da posizioni predeterminate e quindi immodificabili.
Di questa massiccia e diffusa contrarietà non si è tenuto conto nella giusta e doverosa misura. Anzi, per le tantissime persone che partecipano, seguono e mantengono tale ferma opposizione, è giunto il momento di alzare il livello della propria contrarietà e di intraprendere azioni inedite ed eclatanti.
Ad esempio, quanto ha deciso di fare il Responsabile Scientifico della LILT di Lecce, l’oncologo Dr. Giuseppe Serravezza, che, in piena autonomia e con un coraggio che solo le persone giuste hanno, ha intrapreso lo sciopero della fame e della sete per levare alto il dissenso su TAP e sperare di essere ascoltato da chi può ancora fermare tutto.
Grande rispetto alla determinazione e alla lucida tenacia di perseguire un obiettivo di salute per il territorio, ma siamo seriamente preoccupati per le conseguenze che il gesto fa correre – invece – alla sua salute.
Già esiste il fascicolo “Caso Lecce” presso gli organismi nazionali di monitoraggio sanitario per i dati di perdita di salute della nostra popolazione; se ne aprirà un altro, in Italia e oltre confine, per le iniziative di aperto dissenso che comuni cittadini intendono porre in essere, come le nostre Delegazioni e i tanti Volontari sparsi in provincia raccolgono e testimoniano. Il malcontento e la disillusione sono ovunque, dai Comuni interessati dall’attraversamento del gasdotto o confinanti, a quelli non toccati fisicamente dall’opera ma comunque contrari per il suo impatto altamente negativo. Le azioni esprimenti il netto dissenso saranno altrettanto nette ed esemplari, ad esempio una tra le altre, la diserzione collettiva delle urne elettorali, giacché le persone non si sentono rappresentate, non si sentono davvero ascoltate nelle loro istanze e riconosciute nelle loro attese.
Per amore del proprio territorio, per non svenderlo, come altrove già accaduto, per invertire logiche di sfruttamento ambientale e umano, per fermare gli interessi che calpestano i diritti della vivibilità, i Salentini e le Salentine compattamente intendono non rinnovare deleghe a chi non li rappresenta, a chi parla e porta avanti affermazioni contrarie al volere collettivo.
L’appello alle Autorità istituzionali, politiche e religiose è di accogliere le istanze del territorio, e quindi delle persone che si riconoscono nei valori della natura come patrimonio comune da preservare e da tramandare, nella integrità e nella bellezza; nonché nella forza di comunità che fa cerchio compatto attorno alla concreta e certa perdita di salute attuale e futura.

Dr.ssa Marianna Burlando
Presidente LILT – Sez. Prov. di Lecce

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