Continua lo sciopero della fame a della sete dell’oncologo Giuseppe Serravezza, per protestare contro la Tap

Continua lo sciopero della fame a della sete dell’oncologo Giuseppe Serravezza, per protestare contro la Tap

“Con il presidente della Lilt di Vernole – scrive su Facebook il sindaco di Vernole Luca De Carlo – siamo in contatto da questa mattina con il figlio del dott. Serravezza. Lo sciopero della fame e della sete che il dottore ha intrapreso contro la realizzazione del gasdotto TAP continua, si è dimesso dall’ospedale e non accetta alcun tipo di cura. Le sue condizioni sono davvero critiche e in peggioramento e il dottore ha già chiesto con forza di essere ascoltato dal Governo, non dando altre possibilità di mediazione.
Sto chiamando il Presidente Emiliano affinché intervenga e faccia il possibile per scongiurare l’irrimediabile.
Chiedo di intervenire a chiunque possa fare qualcosa per convincere il dott. Serravezza a desistere da questa sua forte e dirompente scelta. Noi abbiamo bisogno di lui in forma e con l’energia che tutti conosciamo”.
Intanto, Marco Potì, sindaco di Melendugno, ha contattato telefonicamente questa mattina il presidente Emiliano. “Ho chiesto – dice Potì – un segnale qualsiasi da Roma, qualcosa che possa convincere Serravezza a interrompere lo sciopero. Al momento, da roma né una lettera né un segnale. Sembra di trovarsi davanti ad un muro. Siamo preoccupati per le sue condizioni di salute”.
Questa mattina, i No Tap, dopo un sit-in nei pressi dell’ospedale, un corteo tra le vie della Città e l’incontro a palazzo dei domenicani con il vicesindaco Adamo Fracasso, si sono recati a casa del dottor Serravezza, per testimoniargli la loro vicinanza.

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