Profumo di tempesta

Profumo di tempesta

Già, il profumo dei grappoli in fiore… chi era quel patacca che scriveva quelle parole così dolci e romantiche?! Dov’è finito quell’ottimista della domenica, adesso che quegli stessi grappoli tutti pesti emanano odore di mosto acerbo e le poche foglie rimaste sulle piante sono lacerate quasi come il mio cuore. Quando natura e Mistero sembrano cinicamente avercela con te, tu come fai? Sì, chiunque tu sia, abbi la carità, dimmi come fai?… Se tutto il lavoro di un anno se ne va in poltiglia nel giro di un quarto d’ora, se ciò che avresti potuto fare per tutelarti un po’ lo hai valutato troppo costoso, rivelandoti per l’ennesima volta un pessimo imprenditore… Quando non trovi nessuno a cui dare la colpa e le frasi consolatorie di chi ti sta attorno ti danno solo fastidio… non resta che piangere!?
No! Non basta! Chiunque tu sia, dimmelo pure se pensi che io sia fuori come un balcone, ma non mi basta una “piangiutina”, ho bisogno subito di pensare come ricominciare, come salvare il salvabile, come curare le piante per l’anno prossimo. Non posso pensare solo a quello che manca, non serve rincorrere tutto il fieno volato via quando pensavo di averlo già in cascina. Ho un bisogno infinito di trovare un sicomoro da scalare, ho necessità di guardare la meraviglia che ho attorno a me, la meraviglia che mi abbraccia, che mi lascia piangere e attende con pazienza il mio prossimo sorriso. Non sono solo! Questa è la prima evidenza di cui mi sto’ rendendo conto, questa è la prima certezza da cui ricominciare! … Dopotutto non è una certezza da poco, in questo mondo pieno di incertezze, in cui non sappiamo ancora chi sarà il portiere del Milan l’anno prossimo!

Paolo Argnani

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