C’è un tempo per ogni cosa…

C’è un tempo per ogni cosa…

Alberi in fiore di Paolo ArgnaniL’estate è già al culmine… e il tempo se ne va che vola… ma dove va? Il tempo, che è onnivoro, se ne va con tutte le nostre storie, belle o brutte che siano, si porta via le nostre esperienze, le nostre gioie, le nostre fatiche, le lacrime, le risate e pure i nostri sbadigli. Ma dove se ne va? Se ne andrà là… da dove era venuto… ma di certo il tempo è anche galantuomo e non ruba mai niente a nessuno, casomai aumenta la distanza, sbiadisce i colori e i profumi, ricolloca ogni cosa al suo posto, anestetizza, ma non cancella mai niente del tutto… grazie al cielo! Basta lasciare tempo al tempo e la realtà, che spesso ci prende alla sprovvista, smette i panni dell’immagine e torna ad essere quella che è, i poster diventano fototessera, i mari pozzanghere, gli uomini dei bambini un po’ cresciuti e quei fastidiosissimi sassolini nelle scarpe si trasformano in preziosissime pietre con cui si erige la nostra umanità.
Il tempo delle mele è passato da un pezzo e ormai siamo arrivati al tempo dei ricordi, non c’è tempo da perdere, il tempo è tiranno, il tempo stringe … che quasi mi manca il respiro. Bisogna trovare il modo perché il tempo non scada mai, senza per forza ridursi ad ammazzarlo.
Chi ha tempo non aspetti tempo, diceva il mio babbo, riconoscendo il vero modo per non farsi sopraffare dal tempo, affinché quello che ci è stato donato torni ad essere semplicemente motivo di gratitudine. Già, l’istante! Il presente, l’attimo che mi è affidato ora, la parte del tempo che Qualcuno ha posto nelle mie mani, ha affidato alla mia libertà. L’istante guardato così com’è, non offuscato dai rimpianti oppure condizionato da sogni e progetti sfuggevoli, ma guardato dritto negli occhi. Lo so, è difficile rimanere sul pezzo, non siamo più abituati, eppure l’istante è il modo con cui possiamo non essere schiavi del tempo, il luogo dove pure passato e futuro s’inginocchiano e si mettono a servizio. Le cicatrici evidenti di ferite indesiderate, sono lì a ricordarci che non siamo i padroni del mondo, la nostalgia con cui è tappezzato il nostro cuore ci ricorda che i sogni e i desideri sul futuro non vanno giocati ai dadi. Passato e futuro che sarebbero senza l’istante?
Ecco, non voglio dire altro, non ho titoli o capacità per farlo, non sono né medico né magistrato, ma un abbraccio forte lo mando a Chris e Connie, i genitori di Charlie, che hanno capito che la vita è fatta di istanti guardati negli occhi, che l’amore vissuto nel presente non ha bisogno di niente altro che di essere riconosciuto! Non misurato, calcolato, o giudicato, ma riconosciuto con gli occhi della semplicità, così che ognuno di noi possa inginocchiarsi assieme al proprio passato e al proprio futuro per ammirarlo e mettersi al suo servizio.
Grazie Alberto per il tempo che mi hai dedicato, ti abbraccio.

Paolo Argnani

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