Novant’anni di calcio casaranese: gli ultras festeggiano

Novant’anni di calcio casaranese: gli ultras festeggiano

Il Casarano spegne le sue prime 90 candeline tra l’entusiasmo dei tifosi. L’occorrenza è di quelle speciali, come speciale è stata la festa svoltasi sabato sera e organizzata dagli ultras del Casarano.

Era il 1927 quando, dalla fusione di due società sportive, sotto la presidenza dell’imprenditore illuminato Giuseppe Capozza nacque il Casarano Calcio, che nel 1969 lasciò il posto alla Virtus Casarano. Quest’ultima, guidata da Antonio Filograna, nel giro di tre anni, dal 1978 al 1981 approda dalla serie D in C1, dove militerà per 17 anni, sfiorando l’accesso alla serie cadetta per ben due volte, nel 1983-1984 e nel 1990-1991. Sono quelli gli anni d’oro del Casarano, anni scolpiti nella memoria dei tifosi, immortalati da centinaia di fotografie e testimoniati dalle sciarpe dei vari gruppi della tifoseria organizzata esposte pubblicamente nel corso della Festa Rossoazzurra.

Presenti, oltre ad alcuni dirigenti storici come Cesarino Leopizzi, Piero Manco e Franco Bellante, anche alcune delle vecchie glorie, come Giovanni Pedone, Marco Carrozzo, Graziano Piccinno, Maurizio Passabì, Vincenzo Mazzeo e Raffaele Quaranta. Questi ultimi hanno ricordato come fosse un piacere giocare al «Capozza», trascinati dall’entusiasmo e dal tifo del pubblico che puntualmente riempiva gli spalti.

«Sarebbe bello – commenta Gianni Pino, tifoso e presentatore della serata – che quell’emozione ritornasse. Per farlo, però, è necessario rispondere massicciamente alla campagna abbonamenti attualmente in corso».

«Il Casarano – commenta il sindaco Gianni Stefàno – è patrimonio di tutti e proprio per questo ha bisogno del supporto di tutti. Grazie a degli imprenditori che si sono fatti carico di un grande fardello, non solo il Casarano non è scomparso, ma ha raggiunto risultati insperati. Questi imprenditori non devono essere lasciati soli».

Il momento clou della serata è coinciso con la presentazione della squadra. «La passata stagione – ha detto dal palco il tifoso e presentatore della serata Gianni Pino – forse non è stata la più bella nella storia calcistica del Casarano, ma sicuramente è stata la più romantica di cui abbiamo memoria. Una squadra che rischiava di scomparire è stata protagonista di un campionato superlativo, giungendo con merito ai playoff. Noi tifosi chiediamo a questi ragazzi di dare il 110 per cento. Questa è l’unica cosa che esigiamo da loro. Poi, se il risultato verrà, bene, altrimenti usciranno ugualmente tra i nostri applausi, come è accaduto lo scorso anno».

Sulla stessa lunghezza d’onda l’intervento di mister Sportillo. «Sarebbe facile per me – dice il tecnico delle serpi – promettere che vinceremo il campionato e strappare l’applauso dei presenti, ma il calcio mi ha insegnato che le parole le porta via il vento. Ho voluto che i calciatori fossero presenti a questa festa perché penso che toccare con mano il calore di questa piazza sia, per loro, il migliore allenamento. Una promessa, però, la voglio fare, perché so di poterla mantenere: metteremo tutto l’impegno di cui siamo capaci».

Da dove ripartire? È Zaminga a dirlo. «Dobbiamo ripartire – dice il calciatore rossoazzurro – dall’ultimo impegno della passata stagione, la gara di playoff con l’Altamura. Finimmo quella gara con gli occhi lucidi di delusione, ma con la certezza di aver fatto qualcosa di buono e la convinzione di poterlo rifare. Da lì possiamo e dobbiamo ripartire».

Alberto Nutricati

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