Dovremmo essere tutti un po’ don Chisciotte…

Dovremmo essere tutti un po’ don Chisciotte…

Caro Alberto,

il mondo è piccolo, figuriamoci l’Italia! Ed io, pur essendo romagnolo dalla punta dei piedi fino alla cima dei miei capelli bianchi, mi sento anche un poco salentino, da quando i pregiudizi, i luoghi comuni e le diffidenze sono state sgretolate da un’amicizia particolare, che ha messo sullo stesso parallelo e pure lo stesso meridiano il mio cuore da contadino col cuore di un infermiere casaranese. Cuori diversi, ma assetati dello stesso sangue, assetati di libertà, di giustizia, di amore e di pace.

Leggere le notizie drammatiche di questi giorni che mettono in piazza i vostri panni sporchi, mi riportano alla mente i giudizi, il coraggio e l’umiltà di chi non si tirava mai indietro di fronte alle provocazioni della realtà, senza omettere di riconoscere il proprio bisogno di lavanderia e cercando in ogni modo un punto da cui ripartire.

Ora, io che sono lercio più che mai, appena tornato dalla vendemmia, ti scrivo per farti sapere che quel che accade “laggiù” mi interessa, mi riguarda! Vite di ragazzini profanate dalla violenza, la paura e il sospetto che atti intimidatori determinino la nostra vita più della buona volontà di chi dedica tempo ed energie per la costruzione del bene comune, si rimescolano con tutta l’altra biancheria sporca di questo mondo, missili e testate nucleari comprese.

Non son degno né capace di giudizi azzeccati, ma tutto questo centrifugare mi ha fatto tornare alla mente un brano di una canzone di Guccini cara ad entrambi i cuori di cui sopra:

Mi vuoi dire, caro Sancho, che dovrei tirarmi indietro
perché il “male” ed il “potere” hanno un aspetto così tetro?

Dovrei anche rinunciare ad un po’ di dignità,

farmi umile e accettare che sia questa la realtà?

Il “potere” è l’immondizia della storia degli umani
e, anche se siamo soltanto due romantici rottami,

sputeremo il cuore in faccia all’ingiustizia giorno e notte:
siamo i “Grandi della Mancha”,
Sancho Panza… e Don Chisciotte!

Ma come affrontare la battaglia senza trasformarla nell’illusione di romantici cavalieri che rischiano di essere disarcionati da mulini a vento in giacca e cravatta?
Preservando e coltivando uno dei doni più  grandi che ci siano stati fatti:

 «La libertà, Sancho, è uno dei doni più preziosi che i cieli abbiano concesso agli uomini: i tesori tutti che si trovano in terra o che stanno ricoperti dal mare non li si possono eguagliare: e per la libertà, come per l’onore, si può avventurare la vita».

Il problema non è non sporcarsi, non sporcarsi le mani e i vestiti, ma riconoscere di essere bisognosi di pulizia e di perdono. Anche per i Ronzinante come me che han bisogno di pulizia tanto spesso, finanche 70 volte 7.

Ti abbraccio … vi abbraccio tutti quanti!

Paolo Argnani

721 Visite totali, 3 visite odierne

Devi registrarti per poter inserire un commento. Login