Filomena D’Antini: “I punti nascita non possono essere merce di scambio o di contrattazione”

Faro acceso sulla malasanità e sui diritti delle donne e dei minori

Filomena D’Antini: “I punti nascita non possono essere merce di scambio o di contrattazione”

A soli due giorni dal gravissimo episodio avvenuto presso l’ospedale di Casarano sembra quasi che si sia spenta l’eco di una vicenda sulla quale, invece, i riflettori della pubblica attenzione e della pubblica sensibilità devono rimanere ben accesi.

Oggi siamo qui quasi a voler dimenticare l’ennesimo episodio di malasanità sol perché il destino o la provvidenza hanno voluto che tutto si concludesse per il meglio.

Così, ovviamente, non è visto che abbiamo sfiorato la tragedia nel momento più importante non soltanto nella vita di una donna, ma anche di una comunità che dice di voler pensare al futuro.

I punti nascita non possono essere merce di scambio o di contrattazione. Lo diciamo da sempre e lo ribadiamo, a maggior ragione, oggi nel momento in cui si corre il rischio di silenziare l’accaduto.

Le donne salentine e le comunità salentine hanno il diritto di veder nascere i propri figli senza dover andare in tour per gli ospedali distinguendo quelli attrezzati da quelli che non lo sono, o che sembrano non esserlo, o che dicono di non esserlo. Mi auguro che la vicenda trovi un momento di attenta analisi. Ho appositamente parlato di analisi e non di scontro politico nella certezza che una vera comunione di intenti possa far accendere le menti illuminate e possa far comprendere che questo Piano di Riordino non può essere approvato così come si sta pensando di fare.

Filomena D’Antini
Responsabile Regionale
Dipartimento Diritti Umani
FI Puglia

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