La Cisal Sanità diffida la Regione dall’attuare il piano di riordino

L'atto didiffida e significazione a firma di Giovanni D'Ambra

La Cisal Sanità diffida la Regione dall’attuare il piano di riordino

Al presidente Michele Emiliano e ai componenti della Giunta Regionale
OGGETTO: ATTO DI SIGNIFICAZIONE E DIFFIDA

Con il presente atto, il sottoscritto D’AMBRA GIOVANNI nato a Casarano (Le) il 26.9.1953, Segretario Generale Provinciale della FEDERAZIONE CISAL SANITA’ presente nell’Azienda Sanitaria Locale Lecce in relazione all’oggetto espone quanto segue:

1) L’art. 3, comma 1-bis, del d.lgs. 502/1992 e s.m.i. ,come ben sapete, stabilisce che l’organizzazione e il funzionamento delle Aziende Sanitarie Locali è disciplinato “con atto aziendale di diritto privato, nel rispetto dei principi e criteri previsti da disposizioni regionali”.
L’atto aziendale adottato dal Direttore Generale di ciascuna Azienda Sanitaria, pertanto, definisce l’assetto organizzativo e funzionale dell’Azienda, individuando le strutture operative dotate di autonomia gestionale o tecnico-professionale in conformità alla normativa vigente nonché ad ogni eventuale atto di indirizzo regionale in materia;

2) L’Intesa Stato-Regioni del 3/12/2009 (Patto per la Salute 2010-2012), convertita in Legge n. 191/2009 (Finanziaria 2010), ha previsto all’art. 12, comma 1, l’impegno delle Regioni, nell’ambito del contenimento della spesa di personale degli Enti del Servizio Sanitario Nazionale, alla “definizione di misure di riduzione stabile della consistenza organica del personale in servizio” (lett. a), nonché alla “fissazione di parametri standard per l’individuazione delle strutture semplici e complesse, nonché delle posizioni organizzative e di coordinamento rispettivamente delle aree della dirigenza e del personale del comparto del Servizio Sanitario Nazionale” (lett. b);

3) La Regione Puglia, ai fini del contenimento dei costi del Servizio Sanitario Regionale, ha già avviato l’adeguamento della propria normativa al disposto della L. 133/2008 e della L. 191/2009 con l’approvazione della Legge Regionale n. 4 del 25/2/2010 – “Norme urgenti in materia di sanità e servizi sociali”.

4) L’art. 19 della L.R. 4/2010 stabilisce che:

-I direttori generali istituiscono, mediante l’atto aziendale, i dipartimenti, le unità operative complesse, le unità operative semplici a valenza dipartimentale, le unità operative semplici e le strutture di staff nei limiti delle disposizioni vigenti.
L’atto aziendale è adeguatamente motivato in relazione alla tipologia delle strutture di cui è prevista l’istituzione e alla coerenza della spesa derivante dall’articolazione organizzativa con i vincoli previsti dalle norme nazionali e regionali in materia di patto di stabilità, spesa sanitaria e costi del personale del SSR.
-L’atto aziendale è adottato dai direttori generali entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge. Il provvedimento di adozione dell’atto aziendale è sottoposto alle valutazioni della Giunta regionale che, in ragione della complessità dell’azienda o ente proponente, provvede alla sua approvazione. L’atto aziendale e l’istituzione delle strutture ivi previste divengono efficaci solo a intervenuta approvazione da parte della Giunta regionale. Eventuali modifiche o integrazioni all’atto aziendale devono essere approvate dalla Giunta regionale.

5) che la sentenza della Corte Costituzionale n. 68/2011 non ha dichiarato incostituzionali i commi 9 e 10 dell’art. 19 della L.R. 4/2010 appena richiamati;

6) che con delibera di Giunta regionale n. 1388 del 21.06.2011 sono stati approvati i “Parametri standard regionali per l’individuazione di strutture semplici e complesse, posizioni organizzative e coordinamenti per il personale delle Aziende ed Enti del SSR ex art. 12, comma 1, lett. b) Patto per la Salute 2010-2012”;

7) che con Legge regionale n. 22 del 28 settembre 2011 si è stabilito che in applicazione della legge regionale 9 febbraio 2011, n. 2 (Approvazione del Piano di rientro della Regione Puglia 2010-2012) – obiettivo B 3.1 – le aziende ed enti del Servizio sanitario regionale (SSR), in collegamento con i processi di riorganizzazione, ivi compresi quelli relativi alla razionalizzazione della rete ospedaliera di cui al regolamento regionale 16 dicembre 2010, n.18 ( Regolamento di riordino della rete ospedaliera della Regione Puglia per l’anno 2010) e successive modifiche e integrazioni, procedono alla ridefinizione delle dotazioni organiche;

Dall’esame della normativa richiamata emerge che:

– fin dall’istituzione delle ASL pugliesi nessun Direttore Generale, da Voi nominati, ha mai ottemperato all’obbligo ( art.19, comma 10 Legge Regionale vigente n°4/2010 ) di procedere ad elaborare ed attuare operativamente ed organizzativamente un Atto Aziendale quale documento programmatico preliminare a qualsivoglia organizzazione aziendale, con il quale si sarebbe dovuto definire l’assetto organizzativo e funzionale dell’Azienda, individuando le strutture operative dotate di autonomia gestionale o tecnico professionale in conformità alla normativa vigente (art.3,comma 1-bis del D.Lgs 502/1992 e s.m.i.).

L’atto aziendale e l’istituzione delle strutture ivi previste, infatti, divengono efficaci SOLO a intervenuta approvazione da parte della Giunta Regionale.

Nonostante questa grave mancanza gli stessi DG via via succedutesi, hanno continuato ( e continuano ) a fare “ ipotesi di lavoro” , “proposte”, “atti di indirizzo”, “chiusure”, “accorpamenti”, “trasferimenti” in modo assolutamente irregolare.
Con l’aggravante di continuare, loro stessi, a fare sempre riferimento al Regolamento Regionale di Riordino Ospedaliero da Voi e dalla Giunta deliberato con il n.239 del 28.2.2017 e poi successivamente emanato con il n. 7 del 10 marzo 2017( con tutti i suoi vari allegati ) che noi riteniamo redatto in violazione della vigente e sù richiamata Legge Regionale che, peraltro, non viene assolutamente menzionata e ricordata in nessun rigo degli stessi.

Quindi un Regolamento Regionale illegittimo poiché in contrasto con una Legge vigente.
E’ superfluo ricordare alle S.V, ma comunque lo facciamo,. che una Legge Regionale è la fonte primaria della legislazione. I Regolamenti invece sono una fonte secondaria; ciò vuol dire che rispetto alla Legge stessa, si pongono su un livello inferiore della gerarchia, e non possono derogarvi.
Se poi sono in contrasto, come in questo caso, si è tenuti a rispettare la Legge.

Nessuno escluso: dal Presidente della Regione fino all’ultimo Cittadino !

E le S.V. non hanno ottemperato a ciò!

L’ emblema di tutta questa grave situazione lo ritroviamo nel gravissimo ed inaspettato ridimensionamento dell’Ospedale “F.Ferrari” di Casarano da unico Ospedale di Livello Intermedio dell’Asl Lecce ( e uno dei migliori nella classifica regionale ) con posti letto totali 277 suddivisi in U.O.C. di : Cardiologia e Utic – Geriatria- Medicina Generale- Pediatria- Neurologia e Stroke Unit- Psichiatria- Centro di Rianimazione- Oncologia- Ortopedia e Traumatologia – Ostetricia e Ginecologia- Nefrologia e Dialisi – Pronto Soccorso e Medicina d’Accettazione e d’Urgenza – OBI- Chirurgia Generale- Chirurgia Pediatrica- Urologia- Diabetologia- Mal.Endocrine- Radiologia (h.24 )-Tac (h.24 ) Risonanza Magnetica Nucleare(h/24)- Lab.Analisi Cliniche (h/24)- Servizio Trasfusionale- Farmacia ad …Ospedale di Base !!

Con la disattivazione e trasferimento, secondo noi arbitrario, da parte della Direzione Generale della Asl Lecce
• Dell’UOC di Ostetricia e Ginecologia e del suo Punto Nascita a favore dell’Ospedale di Gallipoli , nonostante il Comitato percorso nascite del Ministero della Salute ( che aveva assunto il compito di redigere un dossier per ciascuna regione) nel suo documento con dati basati 2015 segnalava come ospedali a rischio sicuramente il “Sacro Cuore” di Gallipoli con 337 parti, poi il “Veris Delli Ponti” di Scorrano con 412 parti e solo dopo il “Ferrari” di Casarano con 429 parti. Sembra però che ci si dimenticò di puntualizzare che il dato certo dei 429 parti nell’anno 2015 venne raggiunto nonostante il numero di posti-letto dell’U.O.C. di Ostetricia e Ginecologia del “Ferrari” fosse stato dimezzato per i lavori di ristrutturazione del reparto stesso.
• Della UOC di Pediatria, a favore dell’Ospedale di Gallipoli.
• di un ridimensionamento delle attività sia in regime di ricovero che ambulatoriali di Cardiologia e Utic – Geriatria- Medicina Generale- Pediatria- Neurologia e Stroke Unit- Psichiatria- Centro di Rianimazione- Oncologia- Ortopedia e Traumatologia – Ostetricia e Ginecologia- Nefrologia e Dialisi – Pronto Soccorso e Medicina d’Accettazione e d’Urgenza – OBI- Chirurgia Generale- Chirurgia Pediatrica- Urologia- Diabetologia- Mal.Endocrine- Radiologia-Tac – Risonanza Magnetica Nucleare- Lab.Analisi Cliniche – Servizio Trasfusionale- Farmacia dell’Ospedale “F.Ferrari” di Casarano.
• dell’U.O.C. di Chirurgia Pediatrica “ Sergio Rini” , che svolge la sua attività di ricovero e cura da oltre 30 anni (abbracciando come ben sapete le provincie di Lecce, Brindisi, Taranto) programmato dall’Ospedale di Casarano al “Vito Fazzi” di Lecce per l’ idea futura di un ipotetico “ polo pediatrico”(!) che dovrebbe di lì a poco…… sorgere ! Peccato che per questo cosiddetto “polo” non esiste alcuna autorizzazione certificata alla sua attuazione (nè ministeriale, nè regionale), nè alcun accreditamento.
Infine, ma non meno importante, vorremmo rimarcare le palesi incongruenze che si riscontrano nell’ambito dell’Asl Lecce della presenza nel “Vito Fazzi” di Neurochirurgia, Cardiochirurgia e Chirurgia Pediatrica (che si vuol far provenire da Casarano) e le altrettante in strutture private!
Con l’assurdo caso, unico ed irripetibile in Italia ed Europa di avere contemporaneamente in una sola città e in meno di 5 km di linea d’aria: 2 Neurochirurgie, 2 Cardiochirurgie e 2 Chirurgie Pediatriche( di cui una senza rianimazione) !! Lasciando sguarnita la provincia di Lecce per ben 70 km ed una popolazione di oltre 500 mila abitanti !

In ogni caso, l’Ospedale “Francesco Ferrari” dai dati e dai riscontri oggettivi ( e non inventati ) della sua quasi cinquantennale attività sia di ricovero e cura che ambulatoriale, risulta essere sempre e in qualunque modo la 2^ (seconda) struttura ospedaliera pubblica dell’ intera provincia di Lecce !

Per quanto sopra evidenziato, il sottoscritto

SIGNIFICA

Alla S.V.Ill.ma e e ai componenti della Giunta ad ogni effetto la responsabilità penale, civile, amministrativa, da accertarsi nelle competenti sedi, per le conseguenze di ordine sanitario che dovessero manifestarsi a breve, medio e lungo termine nella popolazione residente nel territorio regionale scaturite da un regolamento di riordino ospedaliero illegittimo perché emanato in contrasto con una Legge Regionale vigente .
Nel contempo

DIFFIDA

Le S.V., che avete il compito di perseguire gli obiettivi gestionali ed operativi definiti dal piano sanitario regionale ( a sua volta elaborato in armonia con il piano sanitario nazionale) e del DM 70/2015, ad abrogare immediatamente il Regolamento Regionale di Riordino Ospedaliero da Voi e dalla Giunta deliberato con il n.239 del 28.2.2017 e poi successivamente emanato con il n. 7 del 10 marzo 2017( con tutti i suoi vari allegati ) che riteniamo redatto in violazione della vigente Legge Regionale ( art.19, comma 10 Legge Regionale vigente n°4/2010 ),

NONCHE’

ad astenersi dall’autorizzare, asseverare e dare esecuzione ad attività delle Asl che possano condurre, per tali motivi, ad un aggravamento delle risposte sanitarie date nei confronti della collettività.

Tutto questo, egregi Signori, per non ledere principalmente il DIRITTO ALLA SALUTE dei Cittadini ( art.32 della Costituzione ), e per la salvaguardia delle prerogative e del ruolo di tutte le figure professionali (mediche, infermieristiche, tecniche, ausiliarie, amministrative) che operano nelle strutture sanitarie, ambulatoriali e socio-sanitarie dell’intero territorio regionale pugliese.

Nel caso in cui non dovessero ravvedersi i motivi d’urgenza di cui all’art. 328, 1° c., c.p., la presente valga quale diffida ex art. 328, 2° c., c.p.

Casarano, 20 ottobre 2017

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D’Ambra Giovanni
Segretario Generale Provinciale
Federazione Cisal Sanità – Lecce

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