Quella strana sensazione di sentirsi a casa anche se il caso o il destino ti hanno portato lontano…

Quella strana sensazione di sentirsi a casa anche se il caso o il destino ti hanno portato lontano…

Caro Alberto,

a volte succede, per combinazione, per caso o per destino (scegli tu il termine che preferisci… anzi no, lasciali pure tutti e tre) che i fatti della vita si intreccino e si organizzino fra di loro in modo così strano e bizzarro da chiedersi quale siano le reali intenzioni del regista e dello sceneggiatore. Ad esempio: qualche giorno fa il parco macchine di famiglia sembrava essersi messo d’accordo per sostenere l’economia locale, fatta di gommisti, meccanici e carrozzieri e poi, appena sistemato il tutto, quella che comunemente si chiama “sfiga”, sembrava essersi “attaccata” pure all’auto degli sposini ferraresi, immobile e muta davanti al loro appartamento.

Da bravi genitori premurosi, io e mia moglie abbiamo così improvvisato una trasferta lampo in quel di Ferrara, per la consegna di un’auto sostitutiva prelevata dal nostro parco macchine appena ristabilito, in modo da permettere all’infermiera di recarsi regolarmente al lavoro. La capitale della nebbia ci aveva riservato uno splendido sole ottobrino, e la città universitaria un pullulare di giovani studenti pieni di vita e più numerosi del solito.

Saluti, racconti, consigli culinari, in quel “quasi monolocale”, in attesa del ritorno dal lavoro del genero … poi per caso, o combinazione o quant’altro, mi vien da ripensare alla marea di studenti lungo i marciapiedi della città e mi rammento di una ragazza di Casarano con la quale ci eravamo scritti tempo fa, per “colpa” dei miei pensieri imprudentemente pubblicati su “Tuttocasarano”.  Il suo particolare legame col caro Eugenio me l’aveva subito resa simpatica e saputo che, nella rocambolesca lotteria dei test e delle scelte universitarie, c’era anche la possibilità di un suo trasferimento a Ferrara, mi è venuta la bella idea di contattarla. La possibilità di una sua risposta era molto improbabile e in più c’era poco tempo, visto che io e mia moglie saremmo rimasti al massimo ancora per un’oretta nella città degli Estensi … la faccio breve … per una serie di combinazioni, casualità, o per destino, dopo appena dieci minuti la ragazza era fuori dal cancello a suonare il campanello. Saluti, presentazioni, un po’ d’imbarazzo, poche battute, ma sufficienti per capire che la simpatia non è l’unico pregio di quella ragazza.

Beh… caro Alberto, tornando a casa ho pensato molto a quell’incontro casuale, che sarebbe potuto sembrare un incontro “al buio”, ma non ho potuto fare a meno di pensarlo come un incontro “alla luce”! Sí, alla luce dell’amicizia che ancora una volta si espande e germoglia. Amicizia vera, dietro alla quale ci deve essere per forza qualcosa di veramente grande. Nessun altra ragione mi è venuta in mente, che possa portare una giovane ragazza, ancora un po’ spaesata dalla sua condizione di ”fuorisede”, a fidarsi e suonare al campanello di gente mai vista, essere libera di raccontare di sé come se ci si conoscesse da una vita, fino a farle affermare di essersi sentita a casa! Mi sono rimaste tante domande, cosi come mi succede ogni volta che accetto la sfida del caso, delle combinazioni o del destino e mi sono arrischiato a chiedere alla ragazza di scrivere due righe, che mi possano aiutare a capire meglio da dove nasce la positività che ho visto nel suo sguardo. Non so se lo farà, ma ci spero … perché le “combinazioni”, le “casualità” o il Destino, possono essere ottimi alleati … come pure il caro Eugenio.

Un abbraccio

Paolo Argnani

963 Visite totali, 2 visite odierne

Devi registrarti per poter inserire un commento. Login