Davanti… anzi… dentro il presepe. Auguri di Buon Natale

"Un bimbo piccolo ma grande, fragile ma forte, povero ma ricco, frutto e seme di una promessa sconvolgente"

Davanti… anzi… dentro il presepe. Auguri di Buon Natale

“Entrate, accomodatevi, cercate di sistemarvi alla meglio… attenti a quel sasso! Prego, avvicinatevi pure… grazie! Scusate, metto un po’ di legna sul fuoco…”

È stanco, ma sereno, è un uomo felice, in pace con sé e con tutti; in alcuni momenti quasi si ride addosso pensando a tutta la storia, improbabile e imprevista, che suo malgrado lo ha reso padre. Si trattiene però, per rispetto, devozione e timore… ripensa…

Che delusione aveva provato, che ferita nel suo cuore grande e semplice! Sentirsi tradito da colei che non ne sarebbe mai stata capace, eppure… che giornata disperata, che fatica prender sonno quella notte!

“Entrate, si sta un po’ stretti, ma entrate… Grazie, grazie infinite! Appoggiate pure sull’asse…”

Poi quel sogno, così strano e così vero… e le parole di lei, i suoi occhi, il suo sguardo, il suo amore! È ancora frastornato da allora e adesso che si è compiuta la profezia, gli sembra di stare a guardare alla sua vita da un po’ più in su… guarda lo spettacolo della sua vita come fosse uno spettatore dal loggione… protagonista e spettatore!

Quel giorno in cui le disse: “Perdonami…”, ma lei non lo fece finire, lo abbracciò e lo baciò sulla barba! E poi partì per andare dalla cugina lasciandolo al suo lavoro. Era tutto cambiato! Le solite cose erano tutte nuove, non facili, ma nuove! Tagliare, piallare e levigare, gli spigoli del dubbio e le schegge acuminate delle chiacchiere della gente, lo resero ancor più grande e fedele, pronto ad accogliere Lei e il Dono che portava in grembo.

“C’è qualcuno che ha un coltello? Dividete questo formaggio… deve essere buonissimo! Passate il pane anche a quei giovani dietro”

Ripercorre la sua storia, semplice, normale, quasi banale: il loro incontro, le loro attese, i loro progetti e tutto il lavoro in funzione di essi. Ora Miriam è indaffarata attorno a quel Mistero, alla promessa realizzata… a quel bambino. Un bimbo piccolo ma grande, fragile ma forte, povero ma ricco, frutto e seme di una promessa sconvolgente. Lei lo cura con una serenità e una premura da sembrare preparata da sempre… chi l’avrebbe mai detto?!

Il bambino sgambetta e cerca con le mani di tastare il mondo; con la bocca e coi polmoni, interrompe un silenzio pregno di mistero e di letizia.

Poco prima nessuno aveva aperto la porta della locanda e del cuore… ora invece fuori si è radunata un sacco di gente, pastori, contadini e altri miserabili simili, pieni di ogni ben di Dio. Parlano di angeli, di stelle, di musiche, di canti e di luci splendenti, in questa notte normale diventata di schianto e per sempre una notte speciale!

“Come dite? Una stella? Degli angeli? Sí, sí, ci credo! Anch’io e Miriam ne sappiamo qualcosa… è meraviglioso! Fatevi avanti, guardate come sono belli!”

Giuseppe è stanco, ma felice, servo fedele della Mamma e del Figlio, in attesa di nuovi compiti. Esce un attimo per fare due passi e gustarsi la pienezza che ha nel cuore, con l’aiuto del silenzio e delle stelle. Pensa al sogno, cerca ancora di capire, ripercorre i racconti di Miriam: quando ebbe la franchezza di chiedere spiegazioni all’angelo… quando accettò con umiltà e serenità quel che era stato preparato per lei…

Adesso anche lui, umile, semplice, lavoratore, gode della libertà di lei, che ha accolto il progetto di Dio su di loro e su tutto il mondo! E pure tutta quella gente sporca, rozza e poco raccomandabile sta godendo del “Sí” di Miriam.

“Cosa c’è? Latte appena munto? Glielo porto subito, è ancora tiepido! …”

Anche a Giuseppe un giorno era stato chiesto qualcosa, così come gli è chiesto ora… ma a lui, ancora adesso, non sembra che il suo “Sì” sia come quello di Miriam… gli sembra un “Sì” più alla sua portata… forse… un semplice… un grande… un fedele… non dir di no!

“Avanti! Entrate, entrate tutti! Venite a vedere!”

Paolo Argnani

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