Buon anno e buona vita…

Buon anno e buona vita…

Buongiorno, buon anno e buona fortuna per tutto l’anno! Gridavano i fanciulli maschi bussando alle porte delle case il primo gennaio, mantenendo in vita una tradizione antica e anche un po’ misogina, secondo la quale era segno di sventura fare il primo incontro dell’anno con una persona di sesso femminile. I ragazzini si svegliavano di buon ora per rendere il servigio ai vicini di casa, ai parenti e agli amici, offrendosi come primo incontro con persone di sesso maschile e ricevendo in cambio dolcetti, caramelle e finanche qualche spicciolo. Il tutto avveniva senza preamboli o convenevoli, la frenesia dei ragazzi di riuscire a bussare a più porte o suonare a più campanelli non trovava intralcio da parte delle “azdore” (donne di casa) che già la sera prima avevano preparato sul tavolo della cucina le “paghette” da distribuire ai portatori di buona sorte.

Anno nuovo, vita nuova! Le vecchie tradizioni, già odiate dalle femminucce, sono ormai ignorate anche dai maschietti; la paura dei furfanti e degli stranieri, hanno chiuso a doppia mandata le porte di casa e sostituito le superstizioni poco femministe con auguri “watsappati” e unisex; sul tavolo della cucina sono rimasti solo i rimasugli del panettone e due dita di spumante ormai sgasato, mentre i ragazzi trascorrono sotto le lenzuola quel che resta del mattino di capodanno.

La sera di san Silvestro il Presidente della Repubblica ci ha detto un sacco di cose, con garbo e pacatezza, utilizzando un “quasi retto tono” e con ritmi da metronomo. Poi un flash, un lampo, anzi un tuono! Ha dichiarato la sua fiducia nei giovani, ha rivolto un pensiero ai ragazzi nati nel 1999, facendo un toccante richiamo a quelli nati cent’anni prima, ricordandoci che ogni epoca ci presenta dei compiti e che i nuovi diciottenni fra poche settimane saranno chiamati al voto per la prima volta… mi fermo un attimo, non lo seguo più… guardo i miei bambini piccoli seduti sul divano in attesa di festeggiare l’arrivo dell’anno nuovo… non ci sono più! Quei due “quasi armadi”, nati all’inizio del 2000 dovranno votare anche loro!?!

Quante domande sono sbocciate, quante perplessità, quanti dubbi, fin sulla soglia dei sensi di colpa…

Poi per un attimo li ho rivisti, così come li avevo visti poche ore prima, su quello stesso divano, attratti da un film che stavo riguardando dopo anni (“Le ali della libertà” del 1994, con Tim Robbins e Morgan Freeman), li ho visti mollare poco a poco i cinque pollici che avevano tenuto davanti al naso fino ad allora …

Andy: È proprio qui dentro che la musica ha senso. Serve per non dimenticare.

Red: Dimenticare?

Andy: Sì, per non dimenticare che… che ci sono posti, a questo mondo, che non sono fatti di pietra e che… c’è qualcosa, dentro di te, che nessuno ti può toccare… né togliere, se tu non vuoi.

Red: Ma di che parli?

Andy: Di speranza.

Li ho visti per un attimo sorridere, ascoltare e sorridere! Un attimo, un film, piccoli segni sfuggevoli… che però mi danno speranza e mi fanno dire, bussando alle porte dei loro cuori: “Buon giorno, buon anno… e buona vita ragazzi!”

Buon anno e buona vita anche a te Alberto e a chi legge queste righe!

Paolo Argnani

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