Sindaco: “La modifica al regolamento di igiene e sanità è un atto di pubblica utilità”

Sindaco: “La modifica al regolamento di igiene e sanità è un atto di pubblica utilità”

Venerdì mattina, il Consiglio Comunale ha approvato alcune modifiche al Regolamento di Igiene e Sanità, in particolare ha disciplinato una specifica tipologia di strutture sociosanitarie: Le comunità riabilitativo assistenziali psichiatriche dedicate per il trattamento dei pazienti autori di reato ad elevata complessità. La necessità di intervenire in questa materia ci è stata sollecitata  da numerosi cittadini che, per questo specifico motivo, si sono costituiti in comitato, denominato “Comitato cittadini residenti in via Agnesi Casarano”. Il comitato ha scritto più volte su questo argomento, e da ultimo con una nota del 13 novembre scorso ha espresso tutte le proprie preoccupazioni ed ha sollecitato un intervento in tal senso Al Prefetto di Lecce, al Presidente della Regione, all’Ufficio Accreditamento della Regione Puglia, alla Direzione Generale della Asl di Lecce, alla Direzione dell’ASL di Maglie, al Dipartimento della Salute della ASL di Lecce e al Comune di Casarano.  I cittadini di via Agnesi sono fortemente preoccupati per la ubicazione di questa struttura che come da loro segnalato confina ed è adiacente con civili abitazioni ed ha spazi in comune che spesso vengono utilizzati dai bambini per giocare. Segnalano inoltre che a pochi metri di distanza (specificano 40 metri) c’è un plesso scolastico con un asilo nido e scuola materna e un edificio dove trova posto la succursale dell’Ufficio di Poste Italiane ed un supermercato molto frequentato. A seguito di questa ultima nota, la Prefettura di Lecce ha chiesto notizie in merito al Comune di Casarano. Riteniamo che dinanzi ad esigenze di questo tipo è necessario che l’Amministrazione Comunale di una Città se ne faccia carico e dia delle risposte finalizzate a tutelare l’interesse pubblico.

Per fare chiarezza sull’argomento e per comprendere meglio quali sono i motivi di preoccupazione, già espressi dal comitato, ritengo sia sufficiente leggere le motivazioni della delibera di Giunta Regionale che si occupata di queste specifiche comunità. Si legge, dette comunità dovranno possedere requisiti organizzativi rafforzati rispetto alle normali strutture riabilitative esistenti ed essere in grado di adottare tecniche di intervento più impegnative, con personale più preparato per la gestione di persone con comportamenti violenti al fine di potere contemperare le esigenze di cura con le esigenze di contenimento e controllo. Se si va poi a leggere il relativo Regolamento Regionale, viene previsto che queste strutture, con copertura assistenziale 24 ore giornaliere, atte ad accogliere persone con disturbi mentali, assoggettate a misure di sicurezza non detentive, che necessitano di interventi terapeutici ad alta intensità riabilitativa di lungo periodo a causa della persistenza di condizioni psicopatologiche gravi e con valutazione di rischio alto o moderato di comportamenti violenti. Per quanto riguarda poi gli operatori, il regolamento regionale dispone che, debbono possedere una specifica formazione sull’accoglienza la gestione dei casi relativamente ai peculiari elementi di complessità che li caratterizzano (e in questi vengono specificati: prescrizioni restrittive della libertà personale, rapporti spesso particolarmente problematici con il contesto), sulla gestione dei comportamenti agitati o aggressivi, sui rischi, sulla modalità per interagire con i pazienti violenti, nonché sui trattamenti efficaci da mettere in atto. Ora, dinanzi ad un quadro di riferimento di questo tipo io ritengo che i motivi di preoccupazione siano evidenti e richiedono delle risposte.

Rispetto a tutto a questa contestualizzazione, il comitato di cittadini di Via Agnesi chiede agli imprenditori privati una risposta di buon senso, ovvero di ubicare queste strutture in luoghi adatti.

Il qualità di Sindaco della Città, anche io ho nel mese dei febbraio scritto per sollecitare la Regione a dare delle risposte alla preoccupazioni sollevate, risposta che non è mai arrivata. Per coloro che non ne hanno conoscenza, la Regione è competente per il rilascio dell’autorizzazione all’esercizio di questo tipo di strutture. Da qui la nostra decisione di ieri. Le motivazioni del nostro provvedimento sono riportate nel corpo della delibera. Noi abbiamo adottato questo provvedimento per ragioni di carattere socio sanitario connesse alla esigenza di garantire un adeguato livello di tutela della popolazione dalla esistenza di fenomeni pregiudizievoli per la collettività. E come abbiamo specificato, l’azione amministrativa nel perseguire in via preminente finalità di carattere socio-sanitario, deve essere improntata alla salvaguardia della libertà d’impresa, fermo restando che, nel contemperamento degli interessi diversi, l’iniziativa economica privata non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale.

Questo provvedimento persegue finalità di carattere generale e di utilità pubblica. Non è un atto finalizzato a ledere interessi di nessuno tantomeno di imprenditori privati. Queste comunità, che nascono quali soluzioni per il superamento degli OPG, accorgono delle persone che presentano delle situazioni particolari il cui reinserimento sociale è tanto importante quanto è importante che avvenga secondo il giusto percorso.

L’amministrazione comunale non vuole e non intende ghettizzare queste persone. Noi vogliamo che queste persone possono stare in delle strutture adeguate che consentano loro il giusto percorso di recupero e reinserimento sociale, con l’adeguata attenzione a tutela della loro salute e della salute di tutti cittadini, delle famiglie, dei bambini e degli anziani.

In queste ore è in atto una campagna di comunicazione, sui social network, all’insegna della confusione ad adopera di alcune persone, tra cui, alcune  portatrici di evidenti interessi privati. Ieri, in Consiglio Comunale, un consigliere è addirittura intervenuto su questo specifico argomento dopo essersi auto dichiarato incompatibile. Quando si è incompatibili non si può partecipare ai lavori, invece ha ritenuto opportuno condizionare il voto degli altri consiglieri presenti con le sue esternazioni, nonostante la dichiarata incompatibilità per interessi privati.

Questo è il quadro nell’ambito del quale si contestualizza il provvedimento adottato ieri dall’Amministrazione Comunale. Ripeto non è un atto contro qualcuno, anche perché, riteniamo che all’imprenditore privato non si stia chiedendo un grosso sacrificio, anche in considerazione delle rette giornaliere elevate previste per questo tipo di strutture e dei contributi regionali previsti per l’affitto dei locali, che a quanto ci è dato sapere, è possibile accedere, rispetto alla richiesta di ubicare quelle strutture in luoghi più sicuri per tutta la collettività.

Casarano, 30.12.2017

Il Sindaco
Dott. Gianni Stefano

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