Il Pennello di Casarano, trent’anni di sartoria e disegno sui tessuti

Il laboratorio delle sorelle Cocola ha festeggiato tre decadi, riuscendo a conquistarsi uno spazio tra centri commerciali imperanti e negozi cinesi

Il Pennello di Casarano, trent’anni di sartoria e disegno sui tessuti

Il Pennello, laboratorio casaranese delle sorelle Franca e Maria Cocola, ha compiuto trent’anni. «In tempi di crisi – ha detto il sindaco Gianni Stefàno il 16 dicembre festeggiando la ricorrenza insieme alle titolari e a un folto numero di amici e clienti – è un traguardo di tutto rispetto». Non sono molte, infatti, le aziende che possono vantare tre decadi di vita, soprattutto se si tratta di piccole imprese artigiane che operano in comparti tradizionali, come il confezionamento di abiti su misura, le riparazioni sartoriali e il disegno sui tessuti. «In questi anni abbiamo visto di tutto – ricorda Maria, che si è specializzata all’Istituto d’Arte Giannelli di Parabita in tessitura e decorazione su tessuto -: dall’avvento dei grandi magazzini, che hanno svuotato il centro storico e questa zona di via Vecchia Matino, all’arrivo dei negozi gestiti dai cinesi». Avvicendamenti che però non hanno fatto desistere le due sorelle le quali, anzi, hanno dovuto far fronte a trasformazioni ancora più radicali nel costume, nei gusti e nelle abitudini dei consumatori. «Un tempo – spiega Franca, che prima di mettersi in proprio ha lavorato per alcune fabbriche di abbigliamento e maglieria tra Casarano e Matino – le future spose portavano in dote tutto il corredo: lenzuola, coperte, tovaglie». Usanza ormai scomparsa quasi del tutto, insieme al calo vertiginoso dei matrimoni. Per non parlare di quegli articoli di biancheria per la casa, come i centrini ricamati, che trovavano posto su tutti i mobili, sostituiti in epoca contemporanea al massimo da runner da tavola, strisce di tessuto strette e lunghe che adornano spesso i ripiani della sala da pranzo.

Il Pennello ha saputo adattarsi, trasformando in punto di forza quello che poteva essere considerato un mestiere rétro. Si pensi ai lavori di riparazione sartoriale. Alzi la mano chi non ha avuto una mamma o una nonna in grado di accorciargli i pantaloni. Oggi, se non ci fossero le mani sapienti di Franca, per molti sarebbe un problema persino attaccare un bottone. Non si limita a questo la sua attività. Le si rivolge anche una clientela femminile affezionata per farsi confezionare vestiti ad hoc. «Quest’anno – dice – ho fatto più tailleur degli anni scorsi». Anche Maria si è specializzata nel disegno su alcuni capi, in particolare su quelli dei corredi per bambini. «Queste bavette con effetto trompe-l’oeil – mostra orgogliosa – stanno riscuotendo grande successo».

Da qualche mese l’azienda sta ospitando una tirocinante all’interno di una delle Botteghe di mestiere e dell’innovazione promosse da Italia Lavoro (oggi Anpal) e finanziate dalla Regione Puglia. Il progetto ha lo scopo di tramandare nei giovani professioni manuali a rischio di scomparsa. Professioni come, appunto, quella sartoriale e di decorazione pittorica dei tessuti. Non è un compito facile. «Ho l’impressione – sottolinea Franca – che oggi i ragazzi non vogliono rischiare. Forse noi eravamo più incoscienti, visto che a poco più di 20 anni ci siamo imbarcati in questa avventura». «Certo – aggiunge Maria -, abbiamo potuto utilizzare i locali dei nostri genitori e questo ci ha aiutate. Ma quello che abbiamo costantemente coltivato è un modo di stare con le persone che ai nostri giorni sembra diventano inusuale. A chi entra nel nostro laboratorio offriamo sempre un caffè, lo facciamo sedere, lo ascoltiamo con attenzione. In genere, se vai in un centro commerciale e spendi migliaia di euro, non ti fanno neppure accomodare e ti lasciano in piedi».

Carmelo Greco

5,576 Visite totali, 0 visite odierne

Devi registrarti per poter inserire un commento. Login