Commosso addio di Anna Maria De Filippi al mondo del volontariato

L'addio nel corso dell'evento conclusivo legato ai progetti alla lotta al bullismo e all'integrazione socio lavorativa dei ragazzi Down

Commosso addio di Anna Maria De Filippi al mondo del volontariato

14 gennaio 2018 Cittadinanzattiva – Tribunale per i diritti del malato di Casarano ha scritto una delle più belle pagine della sua storia.
I ragazzi con la Sindrome di Down del progetto “Chi ha meno può dare di più”, già Ambasciatori di Cittadinanzattiva nella Sanità ASL LE, hanno passato il testimone di Ambasciatore agli alunni vincitori del concorso di “Ambasciatore di Cittadinanzattiva nella Pubblica Istruzione”, indetto durante gli incontri con gli Istituti Statali Comprensivi Polo 2 e Polo 3 di Casarano del progetto sulla “Prevenzione del bullismo nelle scuole”.
Entrambi i progetti e il concorso di Ambasciatore sono stati ideati da Anna Maria De Filippi che, in una sala gremita di gente ha dato l’addio al suo Volontariato commuovendo tutti.
Era presente il Direttore Generale dell’ASL LE dr. Guido Scoditti che nel 2009 fu ben lieto di agevolare il progetto “Chi ha meno può dare di più”.

Di seguito un estratto del commovente intervento di Anna Maria De Filippi, alla quale vanno i più sinceri ringraziamenti da parte della redazione di TuttoCasarano.it per l’impareggiabile attività svolta in difesa dei più deboli.

“Questa sera – ha detto la De Filippi – ho rischiato di dovere annunciare alla città di Casarano la chiusura del Tribunale per i diritti del malato a causa della mancanza di volontari, nonostante tanti miei appelli anche pubblici fatti alla popolazione. Proprio il TDM di Casarano che è stato faro di cultura, operosità e fautore di battaglie civiche e sanitarie non solo per il Salento ma per tutta la Puglia, con riconoscimenti nazionali. A noi Casaranesi possono portarci via tutto: il Tribunale, i Vigili del fuoco, la sede dell’Acquedotto, l’Ospedale… Ma nessuno può portarci via la DIGNITA’. Noi casaranesi siamo sempre caduti in piedi, i nostri padri e le nostre madri ci hanno insegnato a rialzarci con dignità e schiena dritta. Dobbiamo riscoprire l’orgoglio di un Popolo per stare insieme nella legalità di ogni comportamento.

Mi sono pregiata di guidare il Tdm di Cittadinanzattiva con orgoglio sin dal 1998 con fedeltà.

Prima di decidere di ritirarmi dal volontariato “volli fortissimamente volli” coinvolgere un gruppo di giovani donne, nonché madri con bambini anche piccoli, che hanno accolto la sfida di stare, operare nel Movimento di Cittadinanzattiva e di combattere per la tutela dei diritti del malato nella nostra città di Casarano e in questo ospedale. Per continuare a dare voce ai malati, agli ultimi, e a chi non ha voce. Vi comunico e vi informo che non solo il TdM di Casarano ha il suo gruppo di volontari già operativo, ma Casarano, a stretto giro, riavrà anche la sua Assemblea Territoriale di Cittadinanzattiva e mi auguro che i casaranesi abbiano voglia di riscoprirsi cittadini attivi partecipandovi, cominciando a dare il buon esempio ai nostri giovanissimi Ambasciatori di Cittadinanzattiva. 

Oggi il nostro ospedale è come la città di Troia! Che, però, come la Fenice dobbiamo far risorgere perché i malati, noi, voi, tutti abbiamo bisogno di una sanità efficiente ed efficace. Ai casaranesi donne e uomini, giovani o meno giovani chiedo di impegnarsi in questo volontariato, perché insieme si può accendere la Speranza della legalità, della democrazia, della partecipazione civica, dell’amore verso le proprie radici che vuol dire rispetto della dignità di un vero popolo.

Il mio impegno nel volontariato abbraccia un arco lungo cinquant’anni e più.

A questo punto della mia vita, sul viale del tramonto, mi volgo indietro e non riesco a vedere l’inizio della strada, tanto lungo è stato il mio cammino; se guardo davanti a me scorgo uno scorcio di sentiero e mi dico che è ora di percorrerlo più leggero, magari a passo di danza con la musica e la pace ritrovata nella mente e nel cuore. Per fare questo ho bisogno di scendere da questo treno in corsa carico ancora di tanta gente: c’è chi ho accompagnato per poco o per molto, chi mi ha dato tanto e chi mi ha tolto tanto, chi mi ha fatto soffrire, gioire, amare, condividere momenti esaltanti o di sofferenza come di dolore, chi mi ha presa per mano nei momenti di sconforto, chi mi è stato accanto con amicizia e chi con invidia e disprezzo, chi mi ha abbandonata, chi ha pensato di strumentalizzarmi, chi è rimasto e chi è andato via per sempre. Comunque ho vissuto una vita non comune e nonostante il trambusto di tante luci della ribalta ho sentito comunque crescere l’erba nel silenzio della mia anima. Nessuno può essere tanto folle da pensare di cambiare il mondo da solo. Ed io sono riuscita a cambiare il mondo? Il mondo intero no, ma il piccolo mondo del mio mondo possibile, sì, sono cambiata anch’io soprattutto, in meglio credo, un po’ come il vino quando invecchia! Non ho scelto da piccola di fare la volontaria, ho risposto semplicemente a una chiamata che mi ha cambiata, trasformata plasmata e mi ha fatto capire che l’amore o l’amicizia non nasce solo dall’uguaglianza ma anche dalla diversità. Saluto tutti, perché tutti coloro che hanno attraversato la mia vita mi hanno insegnato qualcosa nel bene e nel male e i doni che la vita mi ha elargito li ho messi al servizio di tutti. Quindi non scendo dall’ultimo vagone del mio volontariato, ma dal treno del mio Volontariato. Questo meraviglioso treno è giunto al capolinea. Scendo senza voltarmi, ma portando ognuno di voi nel mio cuore, perché siete stati voi, care ragazze e ragazzi, che avete lenito le mie ferite e mi avete infuso tanta forza e tanto coraggio. Non avevo la pretesa di essere benvoluta da tutti, perché, strada facendo, ho imparato che ci vuole più coraggio ad amare anche e soprattutto quando non si è amati a causa della giustizia e della verità. Amare voi ragazzi ‘diversi’ non mi è costato niente essere amata da voi è stato un onore e un privilegio”.

Per leggere l’intervento integrale clicca >> QUI <<.

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