Mastroleo: “Massimo D’Alema e William Ingrosso”

Mastroleo: “Massimo D’Alema e William Ingrosso”

Sono anni che non scrivo una lettera per/su tuttocasarano.it

Perché? E’ evidente, perché oggi ci sono i social, e tuttocasarano che è stato il nostro vero social ante litteram è molte volte (quasi sempre) snobbato.

Scrivo qui per una sorta di ardore nostalgico, ma scrivo qui perché non voglio esimermi dal ricordare che proprio qui ho scritto per criticare l’oggetto su cui mi appresto a ragionare insieme a chi vorrà leggere,  condividere e criticare.

Negli anni ’90, gli anni della mia gioventù insieme ad una cricca sparuta di altri baldi giovani e giovanesse, inaugurammo anche a Casarano la stagione dei centri sociali. Finiva l’era della prima Repubblica ed iniziava la seconda (?).  A Casarano nel 1994 si sfidavano per la carica di sindaco On. Luigi Memmi e lo sgangherato proletario divenuto dottore William Ingrosso. Vinse il Dott. Ingrosso. Il cambio di un’epoca era alle porte ed aveva il sorriso e la goffaggine di William.

Tutto sembrava ancora possibile, era tutto frizzante, la nostra città, pur con i prodromi della più grossa crisi economica, aveva lo spirito giusto. Aveva il sogno ed al suo comando c’era quell’“umile e goffo sognatore”. In quegli anni un certo Massimo D’Alema faceva capolino nel nostro Salento e di lì a poco sarebbe divenuto Presidente del Consiglio.

Il tempo passando cambia la fisionomia di ognuno di noi, offusca i ricordi, ma ho ancora ben in mente quegli anni. Vi confesso, non ricordo cosa ho mangiato ieri, ma più di un “rain man qualunque” di quegli anni (1998-2000, ma anche prima, ma anche dopo) potrei citarvi le notizie e gli avvenimenti quotidiani.

Il governo D’Alema in quel triennio “sganciò” un assegno di 7.000 miliardi di Lire (per capirci 3 miliardi e mezzo di euro) per i Patti Territoriali e Casarano ed il suo hinterland ne usufruirono.

D’Alema è diventato un santo? No!

D’Alema è sempre un personaggio di difficile interpretazione, e sotto quel baffetto nasconde sempre un che di malefico.

Sono stato spinto a scrivere questa mia, perché ho letto sui social, (quelli noiosi) quanto segue:

“Una cosa era William (un grande uomo e si è visto) una cosa è questo parassita… e ho detto tutto…continuate a votare sempre lo stesso marciume mi raccomando…”

Quando ho letto questo ho pensato tra me e me che quegli anni li ho vissuti in prima persona e di cui ricordo tutti i dettagli, che le persone parlano senza ricordare, altro che giorno della memoria, ci vorrebbe una formattazione di alcuni cervelli bacati da virus letali.

Politicamente William Ingrosso e Massimo D’Alema in quegli anni erano una cosa sola. C’era una stretta anzi strettissima collaborazione tra livelli politici e livelli istituzioni, Ingrosso rivendicava l’elezione di Massimo D’Alema ed i frutti colti grazie alla elezione del “Lider” così tanto detestato. Con uno sforzo di ricerca, sono certo che potrei ritrovare financo documenti filmati per avallare ciò che ricordo.

Di D’Alema che a causa (o grazie, scegliete voi) delle “indicazioni” anche di Ingrosso ho persino votato, riconoscevo e riconosco due sole cose, l’intelligenza e l’acume politico. Ma in questi vent’anni lui e tutti i sui “Lothar boy”, sparsi per l’Italia, hanno fatto soprattutto danno.

Oggi c’è una novità che il d’alemismo è morto e Mandrake si è tolto di torno (o si sono tolti di torno) i “Lothar boy” (Orfini, Latorre, Rondolino, Minniti, Velardi, Cuperlo, solo i più malati di politica sanno chi sono).

Oggi sono tutti Renziani o quasi, fiutano dov’è il vero potere. Basta guardare quelli che furono i d’alemiani della nostra città per capire dove tira il vento.

D’Alema ha acume ed ha capito con sfumature molto molto molto diverse dalle mie, che questo PD ed il renzismo sono la vera anomalia del panorama politico.

I temi che oggi portano avanti i “compagni” del PD sono storicamente fuori tempo rispetto alla “geniale” terza via blairiana, e fuori da ogni logica sociale e culturale dopo la più grande crisi economica da cento anni in qua.

Oggi il PD ha completamente abbandonato i temi cardine della sinistra, la difesa del lavoro, la solidarietà tra popoli, il mutualismo, l’europeismo di Ernesto Rossi e Altiero Spinelli etc. etc. etc.

Hanno scambiato la modernità di pensiero con il modernismo tecnologico, l’essere “smart” per Renzi è più importante che capire fino in fondo le problematiche di questo nuovo mondo.

Su questi temi VECCHI nella forma, ma attuali e dirompenti nella sostanza, l’ex presidente del consiglio continua a prendere in giro gente come me, facendoci il verso del “gettone nell’iphone”.

Al segretario del PD ed a tutti i suoi sodali, vorrei dire che grazie alla sua legge elettorale, peggiore del porcellum, la gente continua e continuerà ad essere più schifata di prima, ed ho il terrore che l’affluenza alle urne sarà molto bassa.

Io andrò a votare, ma lo farò senza voglia e passione.

 

PS pubblicherò questa mia anche suoi social, ma sarebbe bello se riuscissimo ad aprire il dibattito su tuttocasarano.

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