Insomma: più ricchi o più poveri?

Le precisazioni del prof. Francesco Barone

Insomma: più ricchi o più poveri?

Ho ritenuto  doveroso quest’approfondimento per dare senso compiuto al precedente intervento sullo stato di salute della nostra economia locale (per leggerlo clicca QUI).

I dati grezzi utilizzati provengono da fonti ufficiali: quelli sul reddito, dal Ministero dell’Economia e  delle Finanze, quelli sulla popolazione e sull’indice di inflazione, dall’ISTAT. Onde evitare la lunga teoria di numeri riguardanti tutti i comuni della provincia, ho ritenuto di rendere più essenziale la lettura (ed anche il mio lavoro) dividendo in tre aree (Nord, Centro e Sud) la Provincia di Lecce e assumendo a campione alcuni comuni tra i più significativi, tenuto conto anche della loro dislocazione tra l’Est e l’Ovest di questa Terra. I suddetti dati sono poi stati elaborati per fornire informazioni più mirate,  esposte nelle colonne G, H, I, L della tabella sotto riportata.

Tornando al significato dei “redditi dichiarati” appare evidente in partenza che si tratta pur sempre di dati imperfetti che non tengono conto di tre fenomeni importanti quali l’elusione, l’evasione parziale  e l’evasione totale (omessa dichiarazione). Per i meno informati si chiarisce che l’elusione è quell’espediente che consente di sfruttare con qualche artificio alcune agevolazioni fiscali, specie in tema di reddito d’impresa; in altre parole si tratta di una forma legale per sottrarsi parzialmente o integralmente all’imposizione fiscale a date condizioni (vedi  ad es. certe pseudo-cooperative con prevalente attività mutualistica).

Scontato quindi il fatto che i dati fornitici non rappresentano in modo completo la reale situazione sui flussi di ricchezza dei salentini, supponendo allo stesso tempo  costanti (nei rispettivi comuni) i fattori che possono alterarli,   è comunque possibile evidenziare l’andamento della loro condizione economico-finanziaria nell’arco di un quinquennio (dal 2011 al 2016) confrontando le variazioni intervenute nel reddito pro-capite per verificare se in questo lasso di tempo la situazione nei comuni considerati può dirsi migliorata o peggiorata; quindi non si tratta più di mostrare se un certo comune è più in alto o in basso nella classifica dei valori assoluti  ma di sapere se sta meglio o peggio rispetto all’inizio del periodo considerato.

Dai calcoli fatti emerge una situazione che finisce per sconvolgere il quadro originale da cui eravamo partiti e che vedeva in testa alla classifica città come Lecce, Maglie, Galatina. In realtà l’impatto prodotto dalla “grande crisi” internazionale, che ha particolarmente colpito i paesi “nord occidentali”, continua a far sentire i suoi effetti (alla fine del 2016).  Scendendo nel particolare, la colonna “G” indica la variazione % della popolazione, la colonna “H” quella del reddito nominale, la colonna “I” quella del reddito nominale pro-capite , quest’ultima viene poi depurata del tasso d’inflazione prodottasi in quegli anni (4,44%) il cui effetto è quello di sottrarre potere d’acquisto al consumatore, per cui in colonna “L” (variazione del reddito netto) abbiamo la risposta finale al quesito su miglioramento/peggioramento intervenuto nel quinquennio considerato. Come si può ben vedere gli unici comuni a “galleggiare”, con un saldo non certo esaltante ma comunque non negativo, sono Galatone, Tricase, Casarano e Nardò dovuto in parte al decremento di popolazione intervenuto in questi anni  che incide positivamente sul reddito pro-capite  nel breve periodo. Dall’altra parte il peggioramento più elevato si registra proprio nel Capoluogo con un preoccupante -7,94% legato però anche ad un notevole incremento della popolazione del +6%, segue nella graduatoria negativa Ugento con -3,06%, anche qui incide l’incremento della popolazione (+3,52), poi Gallipoli  -2,69% e Maglie con -2,39; in quest’ultimo caso il dato risulta invece notevolmente mitigato da una certa diminuzione della popolazione (-2,90%) senza la quale la variazione sarebbe di -5,34%. Ulteriori approfondimenti richiederebbero analisi più dettagliate sulle fonti di reddito e sul tipo di economia prevalente nei rispettivi comuni.  Spero così di aver aggiunto qualche ulteriore informazione per consentire un’analisi più accurata dei dati esposti.

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Casarano 20/4/2108
Francesco Barone

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