Imperdibile spettacolo teatrale su Antonio Gramsci: mercoledì 9 maggio, auditorium comunale

Imperdibile spettacolo teatrale su Antonio Gramsci: mercoledì 9 maggio, auditorium comunale

Mercoledì 9 maggio andrà in scena, alle 20 sul palco dell’auditorium comunale, Fabrizio Saccomanno con lo spettacolo “Gramsci Antonio detto Nino”.
L’appuntamento rientra nel cartellone sulla politica e sulla pubblica felicità organizzato dall’Università Popolare.
L’evento chiude la stagione culturale dell’associazione culturale presieduta da Marco Mazzeo.
Evento assolutamente da non perdere.

Scheda artistica

GRAMSCI
Antonio detto Nino
di Francesco Niccolini e Fabrizio Saccomanno
con Fabrizio Saccomanno
collaborazione artistica Fabrizio Pugliese
consulenza scientifica Maria Luisa Righi, Fondazione Gramsci

con la collaborazione di
Carcere di Turi (Bari)
Festival Collinarea (Lari)
L’arboreto – Teatro Dimora di Mondaino
I cantieri dell’Immaginario – L’Aquila
Thalassia – Residenza Memoria migrante di Mesagne

grazie a
Biblioteca di Tuglie

Paola Leone e i detenuti attori della Casa Circondariale “Borgo San Nicola” di Lecce

Simone Valentina e Arturo di “Cucina Meridiana”
Tonio De Nitto – compagnia Factory
Mauro e Piero del “Fondo Verri”
Manifatture Knos

Andrea, Ada, Gilberto, Adele e tutti gli amici di Presicce
e un grazie speciale a Giannino
e a Francesca Vetrano

…ero un combattente che non ha avuto fortuna nella lotta immediata, e i combattenti non possono e non devono
essere compianti, quando essi hanno lottato non perché costretti, ma perché così hanno essi stessi voluto
consapevolmente.
Antonio Gramsci

Gramsci Antonio detto Nino racconta frammenti della vita di uno degli uomini più preziosi del
Novecento. Vita assolutamente privata: sullo sfondo, e solo sullo sfondo, il tormentoso rapporto con il PCI e
l’internazionale socialista, le incomprensioni con Togliatti e Stalin. E l’ombra di Benito Mussolini.
In primo piano invece la feroce sofferenza di un uomo che il fascismo vuole spezzare scientificamente,
che vive una disperata solitudine, e in dieci anni di prigionia, giorno dopo giorno, si spegne nel dolore
e nell’assenza delle persone che ama: la moglie Julka, i figli Delio e Giuliano. Il primo lo ha visto
piccolissimo, il secondo non lo ha nemmeno maiconosciuto.
Proprio le bellissime lettere ai suoi figli sono state il punto di partenza: tenerissime epistole a Delio e
Giuliano, ai quali Gramsci scrive senza mai nominare il carcere e la sua condizioni fisica e psichica,
dando il meglio di sé come uomo genitore e pedagogo. Ma accanto a queste, le lettere di un figlio
devoto a una madre anziana che lo aspetta in Sardegna e non capisce. Le lettere di un fratello. Di un
marito.
Il corpus delle lettere di Antonio Gramsci ai familiari è un capolavoro di umanità, etica, onestà
spirituale e sofferenza, un romanzo nel romanzo, che apre a pensieri, dubbi, misteri che raccontare in
teatro è avventura sorprendente.

PREMIO DELLA CRITICA ERMOCOLLE 2017 – XVI Palio Poetico Teatrale Musicale
Podcast diretta su RadioRai3 per Materadio 2017 – 23 settembre 2017

Trasmissione Pantheon https://shar.es/1V4dgI

“…Fabrizio Saccomanno è riuscito a tratteggiare una figura difficile….. Era facile precipitare
nello stereotipo ma né la scrittura di Niccolini né l’interpretazione di Saccomanno non sono mai
caduti in tentazione…” Tommaso Chimenti (Il Fatto Quotidiano)
“…E’ a un Antonio Gramsci privato che guarda il nuovo spettacolo di F. Niccolini e F.
Saccomanno…. Una novità nel teatro di Saccomanno, che ha sempre raccontato partendo da
dati autobiografici…. Una momento vivifico di grande intensità e spiazzamento…” Nicola Viesti
(Hystrio)
“…Con il solo ausilio di alcuni fogli e una fotografia di Gramsci, Saccomanno accompagna lo
spettatore, con le lettere da lui scritte in carcere, nell’intimo del suo animo, restituendocene
intatta tutta la forza morale ed intellettuale …” Mario Bianchi (Eolo)

“… Due i punti di forza di questo bellissimo lavoro: le parole di Gramsci, intatte; e il lavoro
attoriale che ha fatto Saccomanno su se stesso…” Francesca De Sanctis (L’Unità)
“Nel carcere di Turi le parole scritte di Gramsci e quelle recitate da Saccomanno brillano e ci
riscaldano come i raggi di sole che illuminano la pietra bianca quasi marmorea delle pareti e
delle torrette di sorveglianza. Squarci di bellezza e di un teatro necessario che ci accompagnano
all’uscita dal carcere” Franco Ungaro (Nuovo Quotidiano di Puglia – Lecce)

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