Quando la madre beve in gravidanza. Importante convegno a Roma

La FAS è  un’affezione invalidante permanente che debilita l’individuo sia a livello mentale che fisico. Tuttavia è una sindrome prevenibile al 100% se si evita di assumere alcolici in gravidanza

Quando la madre beve in gravidanza. Importante convegno a Roma

Si è tenuto a Roma sabato 26 maggio il Convegno di Informazione e sensibilizzazione sulla Sindrome Feto-Alcolica (FAS) organizzato dal prof. Mauro Ceccanti, uno dei massimi esperti italiani sui danni da alcol e direttore del Servizio alcologico del  Policlinico Umberto I di  Roma.

Il problema dei bambini che nascono con alterazioni gravi da madri che bevono alcolici durante la gravidanza è tutt’altro che poco importante, per le gravi conseguenze che la condizione può determinare nei piccoli nati e  nelle famiglie, e per la sottovalutazione che ancora grava su questo fenomeno.

Cosa è la FAS

La FAS è un’affezione invalidante permanente che debilita l’individuo sia a livello mentale che fisico. Tuttavia è una sindrome prevenibile al 100% se si evita di assumere alcolici in gravidanza.

Lo studio epidemiologico portato avanti alcuni anni fa dal prof. Ceccanti con l’Istituto nazionale americano della salute ha rilevato che “il 47 per mille dei bambini esaminati presentava questo problema, da forme molto gravi, che sono circa l’8 per mille, a quelle più lievi, ma sempre con uno spettro variabile, pari il 36 per mille. Stiamo parlando di circa trentamila bambini – specifica Ceccanti – che nascono ogni anno con questo problema, di cui 5-6mila hanno un problema gravissimo, con rapporti relazionali e sociali complicati che possono portare anche all’uso di sostanze o a problemi psichiatrici” (agenzia DIRE).

Cosa si può fare

L’obiettivo del convegno, a cui hanno partecipato molti specialisti, è stato quello di approfondire la conoscenza della sindrome feto alcolica – a tutt’oggi poco conosciuta – e di verificare in che modo possano integrarsi le varie competenze implicate – pediatri, ginecologi, neuropsichiatri, psicologi, assistenti sociali, pedagogisti, insegnanti, genitori, ecc. – per modificare i comportamenti delle donne in gravidanza e le possibili complicanze, anche attraverso percorsi di prevenzione prima e clinico-assistenziali poi.

Indispensabili risultano a tale proposito gli interventi dei ginecologi già durante le prime visite alle giovani donne, prima della pianificazione della gravidanza e durante la gravidanza, e poi naturalmente dei pediatri, che sono i primi a venire a contatto con i bambini affetti da questa sindrome e che possono accorgersi della malattia per la presenza di segni fisici anche prima che compaiano i disturbi comportamentali e cognitivi. Tali disturbi sono talvolta difficili da differenziare da altri disturbi come quelli dello spettro autistico o della sindrome da deficit di attenzione e iperattività (ADHD).

L’importanza della prevenzione

Ma ancora prima va rimarcata l’importanza della sensibilizzazione. Da studi recenti è emerso infatti che circa il 50% delle donne in gravidanza assume alcol e spesso questo comportamento ha origine precoce perché adesso i giovani bevono e si ubriacano frequentemente. E lo  fanno per ragioni positive, cioè con l’intento di enfatizzare uno stato d’animo di per sé già positivo – la compagnia, il festeggiamento – ma anche per ragioni negative, cioè allo scopo di non pensare ai propri problemi o di superare il proprio senso di inadeguatezza.

In questo modo si comprende come l’alcol è diventato parte integrante dei nuovi stili di consumo fra gli adolescenti fino a fenomeni come il binge drinking, ovvero “abbuffate alcoliche” che avvengono nel weekend a partire già dai 10-11 anni.  Data la grande facilità con la quale oggi i ragazzi possono ricorrere al consumo di bevande alcoliche si rende evidente l’importanza di programmi di prevenzione precoci che mirino a intervenire sia su atteggiamenti e aspettative associate al bere che sulla dimensione temporale e progettuale di sé stessi, della propria vita e delle generazioni a venire.

Lidia Corchia
Insegnante – Pedagogista

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