La bellezza è il riflesso, lo splendore del vero, che ci unisce a tutto il mondo, come il cielo pieno di stelle. Riflessioni sulla bellezza di Paolo Argnani

“Se ti accorgi della bellezza, se l’accogli, se le permetti di cambiarti, fino a diventarne tu stesso l’ambasciatore, puoi addirittura divenir capace di “comunicarla” agli altri, puoi reimparare quel che credevi già di sapere, a non dare per scontate cose quasi sconosciute”

La bellezza è il riflesso, lo splendore del vero, che ci unisce a tutto il mondo, come il cielo pieno di stelle. Riflessioni sulla bellezza di Paolo Argnani

Caro Alberto,

ci sono parole e pensieri che mi “frullano” in testa come se volessero dirmi qualcosa… ma non so… che dici, è meglio aspettare che si sistemino un po’, o posso lasciarli andare in libertà, come fossero chiacchiere tra amici?

Parole come “bellezza”, che mi suggerisci tu con la tua intervista, oppure come “accoglienza”, parola astrusa, che rimbalza dappertutto, persino sul ferro del canestro, senza volerne sapere di finirci dentro.

“Ottimismo” e “speranza” fanno a pugni fra di loro, perché son di fattura differente, mentre la “felicità” … sì, lei aleggia sempre all’orizzonte, illuminata dai riflessi che arrivano da dietro le spalle, dagli assaggi di pace e di gioia che riempiono la memoria… ma di spazio ce n’è ancora, caspita se ce n’è!

“Non vedo l’ora di non andare più via da qui” diceva un bimbo ricco di semplicità e povero in spirito, che la bellezza se l’era trovata addosso e la voleva raccontare al mondo intero, un mondo tenuto stretto, abbracciato, accolto con le sue braccine, attorno al collo della mamma.

La bellezza, sorprende, stupisce, provoca, … se la libertà glielo concede! È tutta un’altra cosa rispetto all’estetica ad ogni costo, col suo seguito di disturbi, complessi ed ossessioni; è acqua quando si ha sete ed è la sete stessa; è il riflesso, lo splendore del vero, che ci unisce a tutto il mondo, come il cielo pieno di stelle che vedo io e che vedi pure tu; è però anche in grado di farci sentire i prediletti, i prescelti, come quel fiorellino di campo che nessun altro ha potuto vedere, là, tutto solo in mezzo alla vigna. Se ti accorgi di lei, se l’accogli, se le permetti di cambiarti, fino a diventarne tu stesso l’ambasciatore, puoi addirittura divenir capace di “comunicarla” agli altri, puoi reimparare quel che credevi già di sapere, a non dare per scontate cose quasi sconosciute… fermo restando che son sempre gli altri a non capire!

Non è questione di dialettica o di prediche, di discorsi borbottati e a volte urlati, ma al fondo insipidi, discorsi da sala d’aspetto di una volta, o di post scappati per errore e spediti a chissà chi e chissà perché. Che bello scoprire che esistono persone in grado di comunicare facendosi comprendere anche dai più ignoranti, come segno di carità, ma soprattutto d’intelligenza!

Ecco, Alberto, dissertare di parole e pensieri più grandi di me, mi hanno portato fin qui, a conclusioni forse troppo affrettate, ma che possono valere come inizio, in questa giornata e in questa vita, che è sempre un ricominciare… la bellezza per poter essere tale fino in fondo, per potersi compiere, ha bisogno di essere accolta; così pure l’accoglienza, d’altro canto, se non è accompagnata dalla bellezza, è semplicemente un’altra cosa.

Forse questa volta ho proprio esagerato, perché bellezza e accoglienza … non si raccontano, si vivono! Ma tu mi perdonerai, in fondo… erano solo chiacchiere tra amici.

Ti abbraccio

Paolo Argnani

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