L’arte del ‘900 italiano in mostra a Otranto

"Quando potremo ospitare anche a Casarano una mostra di questo livello?"

L’arte del ‘900 italiano in mostra a Otranto

È un’esposizione senza precedenti quella che si svolge fino al 21 ottobre nelle sale del castello aragonese di Otranto, dal titolo: “Il novecento in Italia. Da De Chirico a Fontana”. La mostra espone le opere di ben 38 artisti di fama mondiale e, come in un viaggio nel tempo, attraversa un secolo di fermento e di grandi cambiamenti soprattutto in campo artistico. Una mostra che segue un filo conduttore, ben allestita con estrema cura e rispetto per l’arte e per chi la fruisce, a tratti un po’ criptica, ma esaltante e di grande impatto. Si attraversano vari movimenti artistici dalla metafisica, con i silenzi assordanti delle piazze e gli enigmatici manichini di Giorgio De Chirico, alle composizioni poetiche di Giorgio Morandi e Felice Casorati, dalle opere futuristiche di Carlo Carrà e Giacomo Balla, fino allo spazialismo di Lucio Fontana che con tagli netti sulla superficie della tela, ha profondamente cambiato il concetto di quadro tradizionale introducendovi la terza dimensione. Proseguendo si ammirano i décollage o manifesti strappati di Mimmo Rotella, le opere informali di Mario Schifano, l’energia violenta e gestuale di Emilio Vedova, per concludere con l’arte povera di Jannis Kounellis e la transavanguardia di Sandro Chia. Un secolo intenso dove ogni artista racchiude un modo a sé. Concetti nuovi rivoluzionari che ancora oggi a noi risultano di difficile comprensione. Si sfiora la sindrome di Stendhal per l’emozione indescrivibile davanti ad alcune opere, dove non si può rimanere insensibili, dove non ci si può che interrogare sul nostro concetto di arte. Se noi siamo quello che vediamo, per chi non è allenato a vedere tanta bellezza tutta assieme, la perdita di attenzione è inevitabile. Mi chiedo se potremo mai ospitare a Casarano una mostra di tale livello. Quando capiremo che possiamo offrire qualcosa di più, oltre la Chiesetta di Casaranello, a quei turisti che si inoltrano nell’entroterra salentino? Guardandomi intorno è evidente che contenitori prestigiosi non mancano. Ma al momento c’è ancora un centro storico abbandonato a se stesso, antichi palazzi ingabbiati da infiniti restauri, facciate sgarrupate e piazze con dinamici percorsi o usurpate da interventi invadenti. Forse a mancare è solo cultura e volontà.

Cinzia De Rocco

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