Palolo Argnani: temporali d’agosto

Ogni morte è uno strappo, sempre! E non è proprio il caso di fare polemica, un funerale non potrà mai essere di Stato! La morte è una questione intima, fra me, quel che sono, quel che desidero, quel che mi manca e… il Mistero

Palolo Argnani: temporali d’agosto

di Paolo Argnani
(Foto di Remo Tomasi)

Caro Alberto,

A me piacerebbe che l’estate si spegnesse piano, piano, che i giorni si accorciassero un poco alla volta e l’afa si mettesse cortesemente in disparte, concedendo alle leggere brezze marine di ficcare il naso fin qua nella piana romagnola, rimescolando così i primi profumi dell’autunno. Spesso però non è così… Agosto è avvezzo a portarsi via l’estate tutto d’un botto, sbattendo la porta, lasciandomi un cuore pieno d’angoscia e di malinconia per tutto quel che mi mancava e mi manca.

I temporali di fine estate arrivano sempre senza tanti convenevoli e mi spaventano sempre di più, per tutto quello che possono portarmi via; carichi di tuoni e di fulmini sembrano dirmi: “Lascia, molla l’osso, nulla ti appartiene!”

Allo stesso modo arrivano le brutte notizie, risvegliandomi dal torpore sudaticcio di una estate un po’ troppo stanca, offrendomi di nuovo la possibilità di non essere mai tranquillo ributtandomi di botto di fronte a quel bivio: chiudere gli occhi e le orecchie, oppure gridare “perché?”

Perché quel ponte… quelle vite… quelle storie? Perché adesso? Perché in quel modo? No, non mi abituo all’idea che ad un certo punto della vita sia normale perdere un genitore, figurarsi un figlio!

Ogni morte è uno strappo, sempre! E non è proprio il caso di fare polemica, un funerale non potrà mai essere di Stato! La morte è una questione intima, fra me, quel che sono, quel che desidero, quel che mi manca e… il Mistero. È una questione intima e drammatica che ha solo bisogno di un abbraccio, non di discorsi! Un abbraccio di coraggio, di fatica accolta, di lacrime e di speranza certa. Lo Stato non basta, lo Stato non può sostituirsi ad un popolo, piccolo o grande che sia! Lo Stato può solo cercare e sperare di tornare a rappresentare quel popolo… e ce n’è di strada da fare!

Un tirante, un pilone, le denunce, le indagini, i dubbi… e la certezza che non basta fare, costruire, ma è parimenti necessario manutenere, conservare, adeguare…

Poi una telefonata…

Se a fermarsi è il cuore di un caro amico, con chi vogliamo prendercela? Acqua benedetta, incenso, parole antiche, tutto quanto fa parte di un rito a cui mi aggrappo per trovare risposte ai miei “perché?”, gli stessi “perché?” che ci chiedevamo ed ai quali non sapevo mai rispondere. L’amicizia non si rinchiude dentro ad una bara, è troppo grande! Il bisogno di essere amato si fonde in un unico sguardo col bisogno di amare, uno sguardo che ti svela totalmente, finalmente compiuto, finalmente libero, in pace!

Chiedere, a volte è l’unica cosa ragionevole che possiamo fare, soprattutto se abbiamo Qualcuno a cui chiedere.

… Ma la risposta? …

Il dolore, la sofferenza, il male, la cattiveria, l’odio, la morte… tutte cose non desiderabili, tutte cose che mi spaventano più di tuoni e fulmini! Ma se devo essere sincero… se mi guardo un attimo indietro…

No, non potrei togliere dalla mia vita tutti i temporali che si sono abbattuti all’improvviso e che, invece di farmi ficcare la testa sotto la sabbia per non vedere e non sentire, mi han fatto gridare: “perché?” Sono parte integrante di me! I sacrifici, le suppliche… gli abbracci!

Caro Alberto, sto sforando anche questa volta nella filosofia, per cui mi fermo qui, con tante domande, ma anche qualche certezza: il dolore per la perdita di una persona cara non mi ha mai fatto pentire di averla conosciuta! Paradossalmente, certi temporali sono diventati i capisaldi delle storie d’amore e d’amicizia che il buon Dio mi ha voluto donare. Piloni da manutenere, conservare, adeguare, magari in ginocchio e urlando, ma possibilmente mai da soli. Perché poi… il sole, anche dopo il più tremendo temporale, riappare! E noi siamo fatti per il sole, vero Alberto?

Paolo Argnani

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