PD: “Speranze per il Ferrari”

"Se questi sono i nuovi propositi, il F. Ferrari,  potrà continuare a rappresentare per questa comunità  ed il suo hinterland, un importante punto di riferimento della sanità"

PD: “Speranze per il Ferrari”

L’estate che sta per chiudersi, ha portato con se almeno 2 fatti importanti relativi al riordino dei servizi ospedalieri, la cui portata, nella nostra città, sembra essere stata sottovalutata a giudicare dai commenti e posizioni politiche che sono apparsi sulla stampa (nessuno) e sui social.

I due fatti, apparentemente scollegati l’uno dall’altro, diventano invece i nuovi punti fermi da cui far ripartire ogni nuova considerazione e valutazione circa l’offerta di “servizi ospedalieri” in provincia e, ovviamente nell’ambito del contesto provinciale, anche a Casarano.

1° Fatto: Il 6 agosto viene pubblicata la sentenza del Tar di Bari, che respinge il ricorso del Comune di Casarano avverso il piano di riordino ospedaliero, dichiarandolo peraltro in parte inammissibile: non sempre cioè, le ostilità del comune, avevano i fondamenti di legge. Vale a dire: la strategia dell’amministrazione comunale ha  generato contenzioso oltre misura, la città ha perso soldi, ma soprattutto ha perso tempo utile, sottratto a quella diplomazia istituzionale rivalutata solo a partita finita, e che ha portato solo “in zona cesarini” alla stesura della nota lettera di “riconciliazione” istituzionale del sindaco Stefano al Presidente della Regione Puglia.

Troppo tardi per poterne rintracciare un briciolo di onestà intellettuale!!

La decisione del Tar, era già stata maturata nelle sedute di camera di consiglio del 20 febbraio e del 18 aprile ed il tentativo di dialogo del Sindaco Stefano con il Presidente della Regione Puglia (in occasione della posa della prima pietra per la realizzazione della IV° torre, il 9 luglio u.s.) oltre che tardivo è stato del tutto infruttuoso per le sorti del Ferrari (forse più proficuo per quelle politiche del sindaco Stefano).

Mentre il Tar al fine di formulare il proprio convincimento analizzava i dati aziendali del F. Ferrari del periodo 2103-2015 (ritenuti a tal fine critici, chiamando in causa evidentemente, anche se implicitamente, la gestione e la governance del nostro ospedale e l’evidente assenza di controllo politico), altre comunità intanto, lavoravano per portare a casa migliori sorti per i propri nosocomi (Copertino e Galatina).

2° Fatto: con delibera n. 1926 del 09 agosto, l’ASL di Lecce ha adottato la nuova Organizzazione   Dipartimentale il cui principio fondamentale è quello della “organizzazione di rete”, ed avente “la missione di assicurare appropriatezza organizzativa e clinica dei percorsi di presa in carico, cura ed assistenza”.

La nuova (in verità attesa da molto tempo)  impostazione data all’offerta di servizi ospedalieri, alla quale il direttore generale Narracci ha voluto imprimere una sensibile accelerata negli ultimi mesi, stravolge di fatto la natura funzionale di ogni singola struttura ospedaliera:

Da ospedale inteso come monade, contenitore  autonomo in cui si fa un pò di tutto (spesso male), con notevole duplicazione di funzioni tra i singoli ospedali, a struttura di rete, in cui ogni plesso, ogni Unità operativa, ogni professionalità inserita ed operante nel singolo dipartimento, “devono condividere la responsabilità degli esiti clinici ed assistenziali, mediante la adozione di comuni protocolli, linee guida e procedure, tenuto conto dei diversi livelli di complessità organizzativa  nonché delle variegate competenze professionali coinvolte, le quali devono esprimersi, ad ogni livello della rete, al massimo degli standard qualitativi necessari”.

Di fatto la nuova strutturazione, nel distribuire le singole U.O. (Unità Operative) nell’ impianto della rete dipartimentale provinciale, mette a disposizione di ogni singola struttura ospedaliera, anche quelle di base, le attrezzature, le competenze e le equipè di personale dell’intero dipartimento.

Tradotto in altri termini: la possibilità di cura sarà uguale in tutta la provincia, non dipendendo più le sorti del paziente dalla bravura del primario di turno,  o dalle disfunzioni dell’ospedale di “sotto casa”, ma dalla migliore organizzazione e dalla convergenza di tutte le risorse ed esperienze inserite nelle reti dipartimentali.

Già oggi, a Casarano, si effettuano operazioni di chirurgia ed ortopedia, altrimenti destinate al Fazzi di Lecce.

La nuova strutturazione, “dipartimentale”, a ben vedere, di fatto rappresenta anche una correzione di rotta rispetto al Piano di Riordino Ospedaliero, e la classificazione “antica” di ospedale di primo livello o di base,  lascia il posto alla migliore organizzazione e funzionalità delle reti dipartimentali.

Con il nuovo modello organizzativo, in buona sostanza, si è fatto un enorme passo in avanti verso l’idea ormai largamente condivisa dalla popolazione (forse un po meno da alcuni rappresentanti politici), che è meglio specializzarsi, avere meno reparti, ma efficienti.

L’ospedale ormai verrà scelto per le sue specificità e l’organizzazione per dipartimenti sembra andare incontro anche alle esigenze di mobilità, potendosi spostare le equipe, ovvero scambiandosi consulenze e diagnostica.

L’attuale impostazione prevede il F. Ferrari in rete dipartimentale con il Vito Fazzi di Lecce  per la Neurologia, (con la definitiva previsione della seconda “stroke” in provincia), Chirurgia, Medicina, Urologia, Radiologia, Ortopedia, ma anche Cardiologia nell’ambito del Dipartimento Cardiovascolare, Anestesia e Rianimazione

Senza scendere nei dettagli, possiamo rilevare che se questi sono i nuovi propositi, il F. Ferrari,  potrà continuare a rappresentare per questa comunità  ed il suo hinterland, un importante punto di riferimento della sanità.

L’intera vicenda, già archiviata dai Tribunali amministrativi, potrebbe ricomporsi definitivamente se all’atto aziendale del direttore generale verrà dato anche il carisma della definitività  con una ufficiale presa di posizione della Regione Puglia. Prospettiva per la quale, credo sia giusto lavorare nelle prossime ore, e così faremo.

La politica, anche quella locale, deve essere in grado di interpretare i tempi (si può anche cambiare giudizio al mutare delle condizioni) non perdendo mai di vista, in ogni caso, l’orizzonte, guardando  al futuro come meta pur partendo dall’analisi dell’oggi come metodo. Anche la storia ovviamente è importante purchè non si traduca in sterile dietrologia.

Il governo delle comunità, per rendere giusto servizio alle genti,  non è fatto di luccicanti medaglie di latta, ma di precise visioni strategiche.

Casarano, purtroppo, ha scontato e sconta ancora  l’assenza di una (o anche più) valida guida.

 

Gabriele Caputo
Segretario PD di Casarano

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