A Castro la mostra fotografica “Piet(r)à”

La mostra reinterpreta l’antica leggenda della “moglie del turco”. Splendido il contenitore, peccato non siano state valorizzate a sufficienza le foto

A Castro la mostra fotografica “Piet(r)à”

Fino al 7 ottobre presso il Castello Aragonese di Castro si svolge la mostra fotografica dal titolo “Pie(t)rà”, organizzata dal Comune di Castro e curata dal critico Giuseppe Amedeo Arnesano. L’esposizione che raccoglie gli scatti della fotografa leccese Alice Caracciolo e della turca Cemre Yesil, dopo il successo avuto in altre tappe internazionali, ritorna a Castro dove tutto ebbe iniziò con una mostra simile circa un anno fa. Attraverso fotogrammi che ritraggono la tipica pietra bianca del piccolo borgo fortificato, mitico approdo di Enea in fuga da Troia, viene reinterpreta l’antica leggenda della “moglie del turco”. Durante le scorribande dei turchi nel 1480 nei dintorni di Otranto, anche Castro fu saccheggiata, da qui, infatti, secondo il racconto tradizionale, venne trafugata una preziosa statuetta in pietra raffigurante la Madonna, per essere regalata alla moglie di un comandante turco, ma misteriosamente la statua ricomparve nella chiesa del borgo salentino. Sono quattordici le foto esposte, sospese tra mito e realtà, tra passato e presente, che traggono spunto da un brano dell’antica tradizione orale. Splendido il contenitore che come uno scrigno prezioso accoglie la piccola esposizione nella sala più interna del castello e con un doppio punto di vista, sia dall’alto che dal basso, ci permette di ammirare l’intero percorso espositivo. Interessante il concetto della pietra come elemento di salvezza, per tutti quei migranti che oggi approdano sulle nostre coste ricercando la pietas, quel senso di solidarietà e di accoglienza che è proprio della nostra terra. Ma l’allestimento lascia molto a desiderare, le foto sono disposte in modo disordinato, con cornici diverse, senza didascalie e con un’illuminazione inadeguata. Nonostante le ottime premesse e l’incantevole contenitore culturale, la mostra esposta in modo superficiale non è riuscita a coinvolgermi come avrebbe dovuto, né ho percepito quel senso di magia e d’incanto che credevo avrei provato visitandola. Peccato, un’altra opportunità sprecata!

Cinzia De Rocco

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