Tempo di semina, tempo di speranza

"Ma noi seminiamo, perché al fondo riconosciamo che gran parte del seme ci è stato regalato per donarlo a nostra volta"

Tempo di semina, tempo di speranza

Tempo di semina, tempo d’attesa e di speranza, stagione di gratitudine e anche un poco di nostalgia.

Si è smesso di sudare a vanvera, si respira un’aria effervescente naturale e se non ci si attrezza a dovere, la rugiada rischia di provocare dei pediluvi poco salutari. Il sole gioca spesso a nascondino, ma quando si erge sovrano in mezzo al cielo, riscalda ancora e tu, che non sei una cipolla, ma vesti come lei, ti sfili quella maglia in più, abbandonandola incautamente dove capita.

Tempo di semina e di terreni preparati alla “meno peggio”, in lotta con macchine e attrezzi, litigando con le previsioni del tempo e coi tempi non previsti. Stanchi di correre e stanchi di aspettare, sempre pronti a discutere e a lamentarsi, il tempo della semina in qualche modo arriva sempre!

Ma cosa seminare? A chi lasciare in prestito le nostre speranze, i nostri progetti, i nostri sogni?

Devi deciderlo tu, caro mio! Ci son cose che non si possono delegare, ci son semi che non si possono conservare all’infinito, van gettati nel terreno fertile, van lasciati andare, van mollati … vanno offerti!

Nessuna garanzia in carta bollata, nessuna promessa in posta certificata, solo fede e fiducia … a decidere con te.

Quante risorse per preparare il seme, quanto tempo, quanto denaro, quanta fatica! E adesso … via! Tutto d’un botto.

Ma non c’è altra strada! … o perlomeno, io non ne conosco altre … che lasciare, offrire qualcosa di sé, per poter vedere nuovi germogli, nuova vita.

Ci son stati giorni, anni, secoli, in cui gli uomini si preoccupavano di preservare il seme, di rischiarlo e difenderlo. Son passate ere in cui le persone si univano, si davano una mano per seminare. Oggi no! Oggi ogni uomo è chiamato a rischiare e a donare qualcosa di suo, a prescindere dalla cosiddetta “società”, che ormai è indaffarata a dividersi, più che unirsi! E quando lo fa, non si aggrega certo per seminare e per offrire, quanto piuttosto per raccogliere e per pretendere.

Ma noi, per quel che possiamo, seminiamo. Incostantemente consapevoli, ma seminiamo, perché al fondo riconosciamo che gran parte del seme ci è stato regalato per donarlo a nostra volta.

Tempo di semina, caro Alberto, tempo privilegiato, tempo indispensabile che affrontiamo ogni anno … ed ogni giorno … alla “meno peggio”, con la speranza che alla fine, non sia tutto loglio o zizzania.

Un abbraccio, Paolo.

Paolo Argnani

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