È lunedì mattina…

Cara la mia sveglia, grazie del servizio, ma non è per te che mi sono alzato stamattina! Il desiderio di scoprire cosa mi accadrà fino al prossimo lunedì mattina, quali incontri farò, quali “rogne” mi metteranno alla prova, sono più convincenti del tuo “bip-bip”!

È lunedì mattina…

È già lunedì mattina … È solo il lunedì mattina! … Insomma, bisogna dar credito alla sveglia e alzarsi, bisogna partire, iniziare di nuovo … altri dieci minuti, ti prego … No! Dopo è peggio, se ti riaddormenti è fatta!

Piante bagnate dalla nebbia, scrivanie piene di “rogne”, classi di studenti assonnati, colleghi “mugugnanti” e “incavolati”, un inizio di settimana che ad ognuno riserva l’adeguata accoglienza.

Da dove ripartire? Dal mattoncino incastrato all’ultimo minuto della settimana scorsa? Mah, mi sa che è da rifare pure quello …

Non so quale sia la strategia migliore, se andar dietro alle abitudini, affidarsi all’educazione ed al buon senso, o far tesoro delle esperienze vissute, fatto sta che la sveglia è suonata! È li che mi guarda coi suoi numeri luminosi e con quel piccolo led lampeggiante che sembra dire: “fa’ un po’ tu, io ti ho avvisato!”

Che storie! … Io, che i sentimenti li metto pure sull’insalata, già di primo mattino sono qui a cercare ragioni! Il mio sentire di adesso mi farebbe alzare le coperte fin sopra i capelli, sono le ragioni che me le fa spingere in avanti, oltre alle ginocchia. Ragioni però che si alimentano anche coi sentimenti, con l’amore di chi mi sta accanto, con il bene di chi dorme nelle altre stanze o in città lontane.

La nebbia non copre solo il paesaggio, avvolge pure il mio cervello, così l’abitudine ne approfitta e senza pensarci più, inforco ciabatte e vestaglia. Un poco alla volta cerco di riconnettermi con il mondo, cliccandoci sopra, ma la realtà che ne esce non è molto attraente, allora “clicco” sul menu dei miei ricordi, sulla voce: INCONTRI.

Un prete che solleva, stendendo le braccia sopra la propria testa, la mia nipotina appena battezzata, mostrandola alla Madonna e a tutto il popolo.

Una vecchietta che ripete ad oltranza: “Grazie ch’à si avnù a truvem! S’an végh piò inciò, la mi vida la ié fnida”, come recitasse un antico proverbio contadino. “Grazie che siete venuti a trovarmi! Se non vedo più nessuno, la mia vita è finita”! Non è una frase attribuibile solo all’età avanzata e alla demenza.

Un’amica, più forte del dolore per la perdita di una persona cara, mi dice che continua ad andare avanti e mi elenca le ragioni, senza le quali, verrebbe a mancare lo scheletro alle nostre sentimentali membra.

I sorrisi, quasi rubati, di ragazzi intenti a studiare e a scherzare fra di loro, mentre la madre, che corre la sua maratona quotidiana, si ristora un pochino ascoltando l’armonia delle loro risate.

Cara la mia sveglia, grazie del servizio, ma non è per te che mi sono alzato stamattina! Il desiderio di scoprire cosa mi accadrà fino al prossimo lunedì mattina, quali incontri farò, quali “rogne” mi metteranno alla prova, sono più convincenti del tuo “bip-bip”!

Più di ogni altra cosa però, a non farmi tornare sotto le coperte, è l’evidenza che non sono da solo a vivere quest’avventura e che, grazie a Dio, mi sono donati sempre nuovi incontri. Ogni lunedì, ogni mattina, ogni settimana, tutto si rinnova sempre, così come testimonia la santa donna che mi ha appena raggiunto in cucina e mi sta passando una tazzina di caffè bollente.

“L’angelo del Signore portò l’annuncio a Maria”

“E la Vergine …”

Buona settimana Alberto!

Paolo Argnani

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