Tdm-Cittadinanzattiva: Chiusura Centro Endocrinologia e Diabetologia di Casarano? Diritti negati

Lettera di Tdm-Cittadinanzattiva al presidente Michele Emiliano

Tdm-Cittadinanzattiva: Chiusura Centro Endocrinologia e Diabetologia di Casarano? Diritti negati

La decisione della Regione Puglia che, per razionalizzare la rete e la spesa, ha indicato per il Salento, Lecce e Poggiardo quali nuovi punti di riferimento per i malati di diabete 1, ha lasciato sconcertati molti cittadini – utenti che sono seguiti da decenni dal Centro di Endocrinologia e Diabetologia, sito nell’Ospedale di Casarano con risultati eccellenti, grazie ad un’equipe professionalmente e umanamente ineccepibile. Aldilà di ogni considerazione di tipo organizzativo, questo Tribunale per i Diritti del Malato di Cittadinanzattiva di Casarano non può restare in silenzio di fronte alle legittime preoccupazioni degli ammalati che, per curarsi, saranno costretti a percorrere distanze chilometriche, con disagi dei pazienti e dei loro familiari che dovranno sobbarcarsi spese e perdita di tempo sulla strada, come se il tempo dei pazienti e dei loro familiari non debba avere lo stesso rispetto che i cittadini sono costretti a portare nei confronti della burocrazia e degli operatori sanitari. Non è più accettabile perdere ore di lavoro, denaro, impegni familiari, riposo e spazi di svago per fare le file per curarsi, per ripetere esami e pratiche burocratiche che non vanno bene, per aspettare un ricovero, la visita o la consegna della documentazione per ritornare tre/quattro volte sempre per la stessa cosa, per cercare uffici che non si trovano mai, per discutere con operatori che non vogliono capire. A tutto questo, ora, si aggiunge che il Centro di Endocrinologia e Diabetologia di Casarano che era praticamente di secondo livello, ora non è ritenuto nemmeno di primo livello”, cioè, prescrittore ed erogatore di apparecchiature tecnologiche per la cura e il controllo della malattia, come i microinfusori ed i sensori per la glicemia. Con queste nuove disposizioni regionali i pazienti che sono forniti già di “presidi tecnologici”, dovranno rivolgersi, ad ogni scadenza, a Taranto o a Brindisi, mentre i bambini che dovranno impiantare questi dispositivi dovranno arrivare fino Bari e Foggia, unici due centri in tutta la Regione. Questo Tribunale per i diritti del malato di Cittadinanzattiva di Casarano si chiede: – ma la Regione Puglia organizzerà le dovute infrastrutture di trasporto, a sue spese, per questi pazienti? – La risposta è pleonastica, ancora una volta, la prevenzione delle malattie e le cure sono lasciate alla volontà e alle possibilità economiche di ogni singolo cittadino. Invece la certezza e la sicurezza delle cure è dovere prioritario del Servizio Sanitario per tutti i cittadini, soprattutto dei più deboli e indifesi. I pazienti chiedono solamente di sopravvivere, se è possibile, e di non subire infermità e malattie evitabili. Oggi, sono ancora in troppi a perdere la vita e a subire danni irreversibili per la disorganizzazione e le carenze della politica sanitaria o in nome di una spending review sanitaria inconcepibile. A tutti questi disagi, ora, si aggiungerà quello di dover morire per strada cercando una sanità spezzettata qua e là per tutta la regione. Per questi motivi i Volontari tutti del Tribunale per i Diritti del Malato e dell’Assemblea Territoriale di Cittadinanzattiva di Casarano si uniscono alla protesta di tutti i malati perché riteniamo che non possa essere prassi di un paese civile, ancorché sottoposto a restrizioni economiche, non assicurare le prestazioni dovute a tutti gli ammalati, nessuno escluso dall’esercizio del diritto alla salute, senza ulteriori vessazioni. Riteniamo che risparmiare nella sanità pubblica significa organizzare un sistema più razionale e più sicuro, senza lesinare le cure a chi ne ha bisogno, combattendo gli sprechi, perché non è possibile che i cittadini vivano una situazione di costante incertezza circa i propri diritti in ambito sanitario, perché i diritti del cittadino non possono variare da ospedale a ospedale, da un luogo all’altro, da un operatore all’altro, da un giorno all’altro. Riteniamo il Centro in questione, ubicato nell’ospedale di Casarano, degno e meritevole di rimanere al suo posto per evitare ai pazienti ulteriori disagi fino ad arrivare alla decisione di non doversi curare più e col pericolo della propria vita sulla strada. Questo Tribunale per i diritti del malato, con l’occasione, rivolge un plauso all’equipe del Centro di Casarano unitamente a tutto il personale infermieristico e di supporto, che per decenni ha saputo costruire Umanizzazione e Buone Pratiche in Sanità, senza risparmiarsi di nulla e sempre al servizio dei pazienti. Facciamo appello alle Autorità in indirizzo di prendere in considerazione quanto da noi sopra esposto e assumere decisioni e responsabilità tendendone debito conto. Restiamo in attesa di cortese riscontro e disponibili ad un incontro con la Direzione Generale dell’ASL LE per un dialogo proficuo.

 

Cordiali saluti.
Avv. M. Ilaria De Rocco Coordinatrice A.T.
Dott.ssa Cristina Lezzi Responsabile TDM

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