Presepe vivente. Il profondo messaggio di auguri di Paolo Argnani

"Il Natale può spalancare, può illuminare, può far ripartire, grazie ad uno sguardo che ti ritrovi addosso, ma solo se alzi testa"

Presepe vivente. Il profondo messaggio di auguri di Paolo Argnani

Siamo quasi a Natale e non ho ancora scritto nulla da mandare ad Alberto … che faccio?

Il tempo passa, i ricordi si affievoliscono, le amicizie si allentano, la nebbia ricopre la valle del mio “daffare” … accidenti, no! Non ci si può arrendere così allo sbiadire dei colori, all’acqua stagnante e marcescente, all’aria pesante di stanze chiuse da giorni! Bisogna spalancare le finestre, guardare fuori, perché … perché siam fatti così, siam fatti per i colori, per l’acqua di un ruscello, per la brezza del mare!

  • Ciao, mi conosci ancora?
  • Certo che ti conosco, è passato tanto tempo, ma ti conosco ancora.

Incontri casuali, in giro per uffici per questioni di lavoro, col cervello stracolmo di mille pensieri … tutto d’un tratto uno sguardo! I ricordi si scuotono, si rimescolano e riprendono a fermentare.

  • Quanto tempo! Cosa fai di bello, dove vivi, hai famiglia? E i tuoi genitori, hanno ancora il negozio?
  • Si vivacchia … ho un figlio che si sta per laureare … i miei hanno tenuto duro fino alla mia laurea, per vedere se mantenevo l’attività, poi invece mi sono sposato, ci siamo trasferiti in una casa dei miei suoceri … e adesso sono in affitto, perché mia moglie mi ha detto che si era stancata …

Silenzio … compatto, pesante e doloroso silenzio, accompagnato da una lacrima sul viso di quel signore brizzolato, che ricorda solo lontanamente quello del vecchio compagno di scuola.

È quasi Natale, ma cosa c’entra col volto triste e rassegnato di quell’uomo? Cosa c’entra col nostro cuore appesantito dai continui fallimenti, cosa c’entra coi drammi visti in tv, con le delusioni, le fatiche e il dolore?

  • Ciao, scusa il disturbo, volevo dirti che anche quest’anno facciamo la raccolta fuori dal supermercato per il “banco alimentare”, ci saresti per darci una mano?
  • Ok! Faccio le ultime due ore come l’anno scorso, così aiuto anche a caricare gli scatoloni, va bene?

Cosa può smuovere le acque della palude, cosa può far entrare le luci del Natale nella nostra vita da pastori, da falegnami o da re magi? Solo un piccolo, semplice, modestissimo “sì”!

Solo un “sì”, od un “ok” detto ad un angelo che telefona all’improvviso, può rendere vivo e vivente il presepe dove ci han posti. Un “sì” timido o deciso, detto all’angelo di turno, al pastorello, allo zampognaro o alla lavandaia, può rendere vivo questo angolo di muschio, può dare il coraggio di uscire dalle casette di cartone, scalare le montagne di carta, aggrapparsi alle cortecce e rimettersi in cammino su strade fatte di ciottoli o di segatura.

Il Natale può spalancare, può illuminare, può far ripartire, grazie ad uno sguardo che ti ritrovi addosso, ma solo se alzi testa. Uno sguardo buono è una grazia infinita solo se hai il coraggio di guardarlo negli occhi.

Caro Alberto, pensavo di non tediarti più coi miei scritti, coi miei viaggi mentali da contadino romagnolo, ma non potevo mancare dal fare a te e a tutti coloro che sbirciano in questo mio vagare fra “pensieri e parole”, i migliori auguri di un fruttuoso e felice Natale vivente. Dico i “migliori” perché sono pieni di gratitudine per la preferenza che mi son sentito addosso, per la fiducia riservatami, per gli apprezzamenti immeritati.

Buon Natale Alberto, a te e a tutti gli amici di “Tuttocasarano”!

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