Peppino Basile riconosciuto vittima innocente di mafia

La memoria è una cosa viva che non ci fa solo commuovere ma anche “muovere”

Peppino Basile riconosciuto vittima innocente di mafia

Pochissimi giorni ci dividono dal 21 marzo, data che per noi, volontari di Libera, ha un unico significato: memoria ed impegno.

Come ogni anno, durante il primo giorno di primavera, ci prepariamo a calpestare le vie che daranno asilo al lungo corteo composto da associazioni, scolaresche, ragazzi e liberi cittadini di tutte le età che si snoderà in varie città d’Italia e confluirà in piazze che daranno voce ai familiari delle vittime innocenti di mafia che condividono con noi il loro dolore, trasformandolo in fiori di speranza.

Quest’anno la piazza principale sarà quella di Padova, nel Veneto, proprio a significare che la mafia non è un fenomeno che stringe in una morsa solo il Sud Italia ma una piovra che estende i suoi tentacoli in tutto il paese.

Contemporaneamente, altre piazze d’Italia si coloreranno delle nostre bandiere.

In Puglia, per la giornata regionale, ci riuniremo a Brindisi. Saremo in tanti, cammineremo insieme e leggeremo il lungo elenco delle oltre 900 vittime innocenti di mafia che hanno perso la vita perché hanno osato combatterla o perché, semplicemente, si sono trovati nel posto sbagliato al momento sbagliato.

Quest’anno, però, per noi del Presidio Libera di Casarano, presidio che abbraccia tutti i paesi limitrofi da Casarano al Capo di Leuca, c’è una valenza in più: dopo 11 anni dalla sua morte, PEPPINO BASILE, consigliere comunale di Ugento, è stato riconosciuto “vittima innocente di mafia” e, come tale, inserito in quel lungo elenco affiancandosi alla nostra piccola Angelica Pirtoli.

Peppino venne ammazzato con 19 coltellate nella notte tra il 14 e il 15 giugno 2008.

Aveva 61 anni, era un consigliere comunale di opposizione, quella vera, quel tipo di opposizione che non si limita a trovare il difetto nell’operato della maggioranza ma che va in profondità senza temere ripercussioni.

Peppino amava la sua terra e si batteva per lasciare integro il suo territorio, quello del parco della Marina di Ugento.

La sua storia ricorda un po’ quella di un’altra nostra conterranea, Renata Fonte, anche lei vittima innocente di mafia, assassinata perché si opponeva alla cementificazione di Porto Selvaggio.

Peppino si oppose a quello che lui definiva “Il sistema”. Spese così tutte le sue energie per studiare le carte e denunciare le infiltrazioni delle mafie nella gestione dei rifiuti, le speculazioni edilizie nel parco regionale della Marina di Ugento, come la costruzione dell’enorme villaggio turistico “Orex” (inserito da Legambiente nella lista degli ecomostri), i rifiuti radioattivi dentro la discarica di contrada Burgesi, un centro di stoccaggio realizzato con soldi pubblici e mai utilizzato e altro ancora.

Sebbene Peppino avesse ricevuto minacce di morte, inizialmente il suo omicidio venne liquidato come un delitto passionale perpetrato dai suoi vicini di casa, processati ed assolti con formula piena. Sono state seguite piste alternative tra cui quella mafiosa ma, ad oggi, purtroppo, nonostante il lavoro delle forze dell’ordine e della magistratura, non è stato possibile assicurare alla giustizia il colpevole (o i colpevoli).

In tutto questo intreccio di verità nascoste, la testata giornalistica “il Tacco d’Italia” non ha mai spento i riflettori sul caso Basile, sull’omertà che aleggia attorno all’omicidio e sull’intrecciata trama invisibile di interessi e malaffari che è costata la vita al nostro conterraneo. Sono tante le inchieste condotte dalla direttrice del giornale, Marilù Mastrogiovanni, e confluite nel libro “Il Sistema”.

Anche il Comitato “Pro Basile”, il Comitato “Io conto” e il parroco del paese si sono spesi per chiedere giustizia e verità sulla morte di Peppino.

Oggi, il Presidio Libera di Casarano accoglie con gioia la notizia che l’associazione Libera ha inserito Peppino Basile nell’elenco delle vittime innocenti di mafia.

In questo modo il suo nome non vivrà soltanto nella memoria di coloro che lo hanno sempre commemorato ma riecheggerà ogni anno in tutte le piazze d’Italia e contribuirà, insieme a tutti gli altri nomi, a creare una memoria che non sia retorica celebrazione ma seme di impegno.

La memoria è una cosa viva che non ci fa solo commuovere ma anche “muovere”, che ci sfida all’impegno civile, alla responsabilità, al risveglio delle coscienze, proprio come Peppino che, con il suo operato, aveva deciso “da che parte stare”.

Presidio Libera di Casarano

Avv. Francesco Capezza, responsabile Presidio

Avv. Libera M. Francioso, animatrice Presidio

513 Visite totali, 6 visite odierne

Devi registrarti per poter inserire un commento. Login