Marco Mazzeo: “Fidarsi solo delle Istituzioni. No a pericolose scorciatoie”

L'intervento di Marco Mazzeo all'indomani dei gravissimi atti intimidatori ai danni dei commissari prefettizi di Parabita e del candidato sindaco Marco Cataldo

Marco Mazzeo: “Fidarsi solo delle Istituzioni. No a pericolose scorciatoie”

Marco Mazzeo, portavoce del Comitato Casarano LIbera nel Consiglio del 16 novembre 2016 – Foto di Giovanni De Micheli

Essere cittadini e non sudditi è una conquista costata cara a intere generazioni di sognatori e riformatori. Essere cittadini e non sudditi vuol dire godere di diritti fondamentali inimmaginabili sino a poco tempo fa e che ancora oggi costituiscono un miraggio in molti luoghi. Essere cittadini vuol dire avere voce in capitolo, poter dire la propria, chiedere e attivarsi affinché la società nella quale si vive sia sempre più giusta e più solidale. Ma essere cittadini vuol dire anche assumersi le proprie responsabilità, non delegare sempre e comunque, avere la consapevolezza che ciò che è pubblico è di tutti e non di nessuno.

Ne consegue che, in quanto cittadini, dobbiamo avere il coraggio di denunciare sempre il malaffare e di condannare in modo categorico e senza attenuanti tutto ciò che travalica il limite sancito dalla legge.

Le recenti e pesanti minacce in stile mafioso di cui sono stati oggetto Marco Cataldi, candidato sindaco a Parabita, e i tre Commissari prefettizi che guidano temporaneamente il Comune di Parabita, ai quali va la nostra fraterna vicinanza e la nostra incondizionata solidarietà, richiede una riflessione seria e puntuale.

Il modus operandi della criminalità è subdolo. Essa cerca di infiltrarsi come un cancro nei gangli vitali della gestione politico-amministrativa di un territorio. L’obiettivo è quello di creare uno stato sociale parallelo, drogando l’economia e “garantendo” elargizioni e “favori”. Chi, per necessità o per opportunismo, dovesse accettare tali “favori” finisce, con il contrarre, spesso inconsapevolmente, un debito per il quale, al tempo opportuno, giungerà il conto.

La vera sconfitta della criminalità è la partecipazione al bene comune. Ciò di cui la mafia ha veramente paura è il coinvolgimento dei cittadini liberi. “Farsi i propri affari” è la cultura che genere atteggiamenti mafiosi e quanto più forte e plateale è il tentativo della criminalità di limitare la partecipazione, tanto più vuol dire che si è vicini a mettere in crisi un determinato sistema mafioso. Ed è proprio in questo momento che bisogna essere cittadini e dare il proprio contributo per il cambiamento. Testimoniare, anche solo con la presenza, la propria contrarietà alla cultura mafiosa dell’individualismo, assume un carattere simbolico ed ha una forza eclatante, dirompente, che va al di là della percezione che può avere da parte degli stessi cittadini che decidono di manifestare il proprio essere liberi.

Non è superfluo ricordare le parole pronunciate dall’ex questore di Lecce Leopoldo Laricchia, nell’incontro che il Comitato Casarano Libera organizzò la scorsa estate.

In quella circostanza, il questore lanciò un accorato appello ai cittadini, invitandoli a sapere discernere a chi rivolgersi in caso di necessità. Sono le Istituzioni gli interlocutori privilegiati dei cittadini e non i criminali. Pensare di risolvere un qualsiasi problema rivolgendosi alla criminalità è un rimedio maggiore del male. Il conto non tarderà ad arrivare e sarà salatissimo.

Che spesso ci sia contiguità tra malaffare, imprenditoria e politica è purtroppo un’amara verità della quale le cronache dei giornali danno ampia testimonianza.

Nonostante ciò, sarebbe del tutto fuori luogo e ingeneroso criminalizzare in blocco imprenditori e amministratori. Spesso sono proprio questi ultimi che, oltre a svolgere un servizio fondamentale per la tenuta sociale del territorio, riescono ad arginare i tentativi di ingerenza, collusione e infiltrazione. Le minacce giunte ai Commissari di Parabita dimostrano proprio che c’è chi non si piega, chi non si lascia intimidire, chi difende il bene comune anche a costo della propria incolumità.

Noi siamo al loro fianco. Sentiamo come “affare nostro” tutto ciò che sta accadendo ai cugini di Parabita, perché non possono esistere confini e differenze nel combattere una cultura della intimidazione che vuole dividere e limitare per primeggiare con facilità. Come Comitato Civico sempre saremo dalla parte di chi crede che l’impegno politico non sia la ricerca spasmodica della gestione del potere, quanto piuttosto un servizio verso i cittadini e verso quel bene comune al quale la criminalità cerca in tutti i modi di attentare.

Marco Mazzeo
Portavoce Comitato Casarano Libera
Da La Gazzetta del Mezzogiorno del 22/04/2019

1,297 Visite totali, 9 visite odierne

Devi registrarti per poter inserire un commento. Login