Minoranza: “Il Prefetto chiede lumi sull’ordinanza”

Il prefetto richiama il sindaco. L'ordinanza è ancora valida?

Minoranza: “Il Prefetto chiede lumi sull’ordinanza”

Il sindaco di Casarano Gianni Stefano non arretra, gli effetti dell’ordinanza sul servizio di consegna a domicilio rimangono in vigore sul territorio comunale.

Questa è la posizione del sindaco di Casarano, in merito al divieto di consegna a domicilio dei beni di prima necessità, rimasta TESTARDAMENTE ed IRRESPONSABILMENTE immutata, nonostante i puntali rilievi mossi dalle forze politiche di opposizione e nonostante il Prefetto di Lecce Maria Teresa Cucinotta gli avesse comunicato una nota che dichiarava l’illegittimità di ogni ordinanza (compresa quella del sindaco di Casarano) e la conseguente inefficacia giuridica della stessa.

“Dalla Prefettura non ho ricevuto niente”

“Dalla Prefettura non ho ricevuto niente: l’ordinanza resta” diceva il sindaco, per definire priva di fondamento la notizia, diramata da un comunicato congiunto dei consiglieri di opposizione, che l’ordinanza era stata annullata dal Prefetto.

I consiglieri comunali di opposizione avevano, infatti, rilevato immediatamente l’illogicità, la contraddittorietà e, soprattutto, l’illegittimità del provvedimento di Stefano (con diffida del 20.03.20 e interrogazione del 28.03.20), dopo aver indirizzato al Prefetto di Lecce l’invito a pronunciarsi su questo assurdo provvedimento che non favoriva la permanenza in casa dei cittadini.

Ma per il sindaco (e conseguentemente per gli agenti di P.M.) l’ordinanza resta in vigore, nonostante sia illegittima e scaduta (validità disposta sino al 25 marzo 2020).

Da contatti avuti con gli Uffici della Prefettura, i consiglieri di opposizione sono a conoscenza (ed autorizzati a riferire) che ieri il sindaco di Casarano è stato destinatario di una telefonata dal Prefetto che gli ribadiva l’illegittimità dell’ordinanza e la necessaria revoca del provvedimento.

Il servizio di consegna a domicilio resta vietato

Alla luce di questa nuova circostanza, nonché sul fatto che anche odiernamente i vigili urbani hanno avvisato i titolari dei negozi (non rientranti nella categoria di somministrazione di alimenti e bevande) che il servizio della consegna a domicilio rimane vietato, chiediamo nuovamente al sindaco di conoscere il suo intendimento sulla validità dell’ordinanza n. 35.

Attendiamo una pronta risposta, anche al fine di evitare che la confusionaria situazione generata dall’Amministrazione, sebbene inefficace giuridicamente, possa creare inutili contrasti ed ingiuste e vessatorie sanzioni (in virtù della sua ostinata ed illegittima applicazione), nonché ulteriori nocumento a tutte quelle persone sole, specie anziane, costrette all’abbandono ed isolamento nelle proprie abitazioni.

I consiglieri
Mauro Memmi
Umberto Totaro
Attilio De Marco
Massimo Leggio
Luigino Bartolomeo
Emanuele Legittimo

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