PD come Pare Degrado. Intervento di Alessandro Antonaci

"Dal Pd solo comunicati stucchevoli, che di fatto non dicono nulla ma che hanno solo il fine di ribadire un’esistenza da molti volontariamente dimenticata"

PD come Pare Degrado. Intervento di Alessandro Antonaci


Tra la miriade di cose importanti da fare, in questo periodo dove tutto si dovrebbe mettere da parte, dove gli unici colori a primeggiare dovrebbero essere quelli dell’arcobaleno con lo slogan “andrà tutto bene”, c’è chi ha il tempo invece di strumentalizzare ogni cosa, creando confusione più di quella che purtroppo regna a causa di una gestione confusa e affannosa della crisi a livello regionale. Avrei volentieri lasciato correre ma non posso certo far finta di non vedere cose che sviliscono il lavoro e i sacrifici di tanti. Orbene, c’è chi al fine di portare acqua al proprio mulino ormai vecchio e logoro, ampiamente sostituito da tempo dalla più efficiente corrente elettrica, cerca in ogni modo di primeggiare utilizzando mezzucci subdoli e menzogneri. La pagina Facebook del pd cittadino appare ormai uno sproloquio di qualcuno che vive nel passato, o attende che tempi migliori arrivino prima o poi. Penso con nostalgia alle vecchie guardie prima della Margherita e poi del PD, distanti politicamente ma certamente classe politica competente fatta da uomini che mai avrebbero permesso una tale mancanza di stile e mai avrebbero permesso che si raschiasse così tanto il fondo del barile a dimostrazione che al peggio non c’è mai fine. Si susseguono da giorni comunicati stucchevoli, che di fatto non dicono nulla ma che hanno solo il fine di ribadire un’esistenza da molti volontariamente dimenticata. Un susseguirsi di notizie che fanno scalpore, “L’ospedale “F.Ferrari” si prepara per ricevere malati di Covid-19 notizia questa immediatamente smentita dalla Direzione Generale dell’Asl non prima però di aver creato immotivatamente allarmismo generale in un periodo dove l’unica cosa che non serve è proprio la paura soprattutto se generata dal nulla. Il sindaco emana un’ordinanza sul divieto di consegna a domicilio per talune categorie di beni al solo fine di limitare in ogni modo i contagi, e si imbastisce un comunicato forviante dove si invitava la gente a non ottemperare all’ordinanza del Sindaco in quanto prima scaduta, poi annullata dal Prefetto e in fine alla richiesta di documentazione comprovante quanto affermato, in prima battuta veniva risposto che ci si sarebbe adoperati per il documento come se il preventivo possesso dello stesso fosse opzionale e successivo alla redazione del comunicato col quale si invitava la gente a disattendere un’ordinanza sindacale, per poi il tutto ridursi in dei millantati contatti telefonici avvenuti non è dato saper tra chi e il Prefetto. Per ultimo il Pd Cittadino ora è indignato perché Il Sindaco Stefano nell’intervista rilasciata a rai tre, nella quale lo stesso affermava che a causa della mancanza di comunicazione tra gli uffici preposti e il Comune, non si è in grado di intervenire tempestivamente su dei casi che se non attenzionati potrebbero certamente favorire il contagio e se a titolo esemplificativo e solo per rendere l’idea si fa un richiamo a quanto accaduto a Codogno e se si dice “poteva diventare una nuova Codogno” visto che è proprio li che tutto ha avuto inizio, e probabilmente perché non intervenuti per tempo ancora oggi si lavora affannosamente per spegnere un quel focolaio maledetto che molti visi ha fatto lacrimare. In quale modo un richiamo a Codogno come qualcosa che fa paura, come qualcosa che non deve più succedere può essere interpretato come qualcosa di offensivo e non viene interpretato come un grido di paura per la propria comunità? Alcuni, e non ricordo chi tra le varie castronerie lette ha affermato che è stato un tentativo andato male di visibilità per il Sindaco Stefano; Non ci rimane che ridere, sindaco per il secondo mandato, assessore provinciale, vice presidente di Anci, persona stimata e apprezzata, vincitore di due competizioni elettorali nelle quali grazie al consenso dei cittadini ha letteralmente surclassato i propri competitors, uomo che anche in emergenza vive la casa comunale come fosse la sua seconda casa e senza fare sfoggio di tricolori, fasce o gonfaloni, spendendosi quotidianamente per la propria comunità come farebbe ogni buon padre di famiglia senza farsi riprendere intento al proprio lavoro solo per essere più social. Non è questo il tempo della propaganda, non è questo il momento dell’infamia, non è questo il momento della confusione. Probabilmente è più in cerca di visibilità chi non fa e come diceva Andy Warhol ha l’esigenza di dire “esisto anche io” in qualche modo.

Alessandro Antonaci
Consigliere Comunale

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