La Xylella è il Coronavirus degli ulivi

Francesco Memmi ci aiuta a riflettere sulla problematica che attraversa il nostro territorio confrontando l'epidemia degli ulivi con il virus covid-19.

La Xylella è il Coronavirus degli ulivi

Un punto di vista nuovo per una problematica vecchia: paragonare la xylella al covid-19 è un modo per riflettere su quanto accade al nostro territorio.

Il complesso funzionamento delle variabilità del mondo vegetale mi affascina da sempre, fin da bambino.

Averne potuto studiare i contenuti all’università è stato un grande privilegio. Da questo percorso sopratutto ho imparato una cosa molto “banale”: la natura è vita e la vita permette espressione. Il mondo vegetale è un contenitore di comportamenti incredibili, a volte inspiegabilmente gentili verso l’uomo e la vita.

Molto spesso mi fermo a pensare alla gentilezza del processo di fotosintesi degli alberi e delle piante, che ci permette semplicemente di respirare ossigeno. “Ogni cosa che puoi immaginare, la natura l’ha già creata” diceva Albert Einstein, riassumendo in questa frase pagine e pagine di esempi.

Spesso immagino la società come un ecosistema e molto spesso confronto i comportamenti delle persone o della società con esempi che avvengono in natura. Come negli ecosistemi gli organismi viventi e non viventi interagiscono tra di loro, le persone comunicano e si incontrano tra loro, donando il loro personalissimo contributo nella costruzione della società.

La prevenzione dei fattori negativi nel settore agricolo è un argomento molto sentito, noto come pest management.

Si basa sempre su approcci preventivi, instaurando azioni o comportamenti utili ad evitare la diffusione di criticità che avvengono o possono accadere nel ciclo naturale.

Questi approcci lungimiranti spesso non vengono compresi, nonostante la loro semplicità, a causa di un sempre più diffuso desiderio di “anarchia”, gonfio di egoismo e presunta saccenza, sbattuta in faccia all’interesse comune.

In piena emergenza Covid-19, per molti la prima pandemia della vita, mi interrogo su quanto sia importante un approccio attento alle informazioni che circolano, alle fonti e alle precauzioni necessarie per ridurre il rischio di infezione per se stessi e per gli altri. Ma la mia mente già si interroga su come paragonare questa situazione in campo ambientale, per trovare risposte non comuni, chiavi di lettura utili per il mio desiderio di comprensione.

Nel territorio pugliese, Xylella Fastidiosa sub. pauca rappresenta l’epidemia che silenziosamente continua a diffondersi negli oliveti del Salento e ormai punta sempre più verso nord, il Covid-19 dei nostri ulivi, che da circa 10 anni continua a distruggere il nostro patrimonio olivicolo.

Come per il Covid-19, non esiste ancora una cura, l’unico metodo di contenimento per scongiurarne la diffusione sul territorio regionale è basato sul controllo dei vettori P. Spumarius e N. Campestris tramite misure fitosanitarie. I vettori diffondono il batterio allo stato adulto, spostandosi di pianta in pianta per nutrirsi, acquisendo il batterio da piante infette per poi trasmetterlo alle piante sane.

In contraddizione con quello che sta accadendo con il Covid-19, dove la comunità scientifica ha individuato gli accorgimenti per ridurre i rischi di infezione, da osservare in maniera scrupolosa, c’è stata invece una campagna discriminatoria verso le disposizioni indicate dal mondo accademico e scientifico della sanità vegetale, con risultato l’aggravamento della situazione fitosanitaria delle nostre campagne e la distruzione del paesaggio agrario.

Xylella ha cambiato radicalmente la percezione del nostro paesaggio

Tutti i turisti che effettuano la tratta Foggia-Lecce in treno raccontano dello spettacolo degli olivi ordinati in filari, a formare lunghe e meravigliose ghirlande, senza chiedersi le modalità di coltura degli uliveti che determinano uno spettacolo così suggestivo.

Questo mese di aprile, così pieno di domande e di ansia per gli esiti di questa pandemia causata da COVID-19, di come ci si dovrà organizzare per ripartire è anche il mese più importante per la lotta dei vettori di Xylella F., che si trova negli stadi giovanili, molto meno mobili e più vulnerabili.

E’ fondamentale l’eliminazione della flora spontanea dove vivono e crescono le popolazioni di questi vettori, calcolando l’obbligatorietà degli interventi meccanici nella zona cuscinetto e di contenimento, raccomandandone l’impiego anche nelle zone indenni e infette.

La comunità scientifica lavora per la nostra salute, è nostro dovere ascoltare e lavorare con spirito di partecipazione nell’interesse collettivo.

Quello che ci si augura in questo periodo è la possibilità di organizzare in maniera adeguata la ripartenza e che il Salento ritorni ad avere un paesaggio sano, e che venga messo un freno alla mala-gestione di un’epidemia che ha danneggiato in misura tragica le economie, l’estetica e la bellezza del nostro territorio.

Francesco Memmi, Dottore in Verde ornamentale e tutela del paesaggio

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