La Fase due… secondo Paolo Argnani

Il coraggio di chiedere il coraggio e lo sforzo di provare a vivere "con" la paura e non "per" la paura. Il bel pensiero di Paolo Argnani

La Fase due… secondo Paolo Argnani

Si conoscevano da quando erano fanciulli, si erano fatti compagnia in tante occasioni, poi però per lunghi periodi si erano persi di vista, in altri addirittura ignorati. Ma dai tempi di quel gelato al mare, era successo qualcosa … avevano cominciato ad immaginarsi bisognosi l’uno dell’altra. Non volevano avere fretta, non volevano rischiare di fare errori, erano in bilico, lungo la linea di fuoco, tormentati fra attrazione e paura, fra desiderio e razionalità. Da quando era iniziata la vicenda del virus, con annessi e connessi, si davano appuntamento tutti i giorni alla stessa ora, prima di andare a letto. Ma quella sera un fastidioso ed imbarazzato silenzio, con punte di rabbia e sfumature di angoscia, riempiva lo schermo dei loro telefoni, in quella videochiamata si scoprirono entrambi confusi, spaventati e arrabbiati.

– Tu hai paura?

– Ne sono pieno! Oggi hanno ricoverato la nonna di un mio amico, l’ho sentito, era tristissimo ed io non sapevo cosa dirgli. Ho paura di essermi abituato anche alla paura.

– Non credo ci si abitui tanto facilmente

– Infatti! Ci pensavo proprio oggi … io, oltre alle paure di tutti, ho ancora anche le mie, quelle particolari, private … ma è come se questo non sia il momento di tirarle fuori. Allora rimangono lì, sotto la cenere, pronte a riprendere …

Silenzio

– Sai, anch’io sono confusa. “Tutto tornerà come prima”, “nulla sarà più come prima” … il futuro fotocopia del passato, o un passato ignorato dal futuro? Ed in mezzo? Tutto in stand by! No! Non ne posso più! Ho bisogno di sentirmi utile, di fare, di agire, di amare … adesso! Ma ho paura! Lo so che stare a casa è un gesto d’amore verso se stessi e verso gli altri … se devo stare a casa ci sto, ma mi sono stancata …

Altro silenzio

– Vedo che hai messo gli orecchini che ti ho regalato a Natale …

– … Sì … come mi stanno? …

– Benissimo. Quando li ho presi mi sembravano carini, ma su di te ci hanno guadagnato …

Ancora silenzio.

– Come mai li hai messi?

Lei lo conosceva da troppo tempo ed era sicura che lui sapesse benissimo perché li aveva indossati. Era contenta … ma non voleva toccare l’argomento, gli sembrava di avere troppe cose in sospeso.

– Anche questo mi fa paura.

– Gli orecchini?

– No, no … quel ci sta dietro.

Ed ecco il silenzio più bello, quello in cui entrambi cercarono di rovistare fra la confusione del loro cuore per pescarne un timido e sincero giudizio.

– Però è una paura diversa, una paura che …

– Che fa meno paura … quasi attrae.

– No, non può attrarre una cosa che spaventa … secondo me ci deve essere qualcos’altro, qualcosa di più forte della paura, altrimenti …

– Altrimenti?

– Altrimenti … il nulla! Non fai niente, ti tiri indietro, aspetti che si abbassi la marea e intanto affoghi, rinunci, scappi, demandi, rimandi …

– Ok, ok, basta che mi fai venire l’angoscia! Cosa può essere allora questo “qualcos’altro”?

Silenzio brevissimo, interrotto da uno squillo di notifica

– Sai chi mi ha appena mandato un messaggio?

– No

– Il mio amico di cui ti parlavo … mi dice che la nonna è stabile, e che sono riusciti a tranquillizzarla grazie ad una infermiera che li ha messi in contatto con un tablet.

– Bene!

– Poi mi ringrazia per la compagnia che gli ho fatto oggi … ma se io non sono riuscito a dirgli praticamente nulla!

Un ultimo silenzio condiviso, prima di rimanere con il proprio.

– Buona notte, a domani

– Notte.

Lui, abbracciato al cuscino, ripensava e … pregava. Ringraziava e chiedeva. Sentiva un gran bisogno di chiedere, chiedere quel “qualcosa” di più forte della paura, chiedere il coraggio che “non te lo dai da te”. Un ultimo squillo, un messaggio di lei

– Volevo dirti … ho notato che ti sei sistemato la barba, stai molto bene! Grazie di esistere!

– Grazie a te e a chi ci ha fatto incontrare …

Mi sta passando la paura … di aver paura. Sono stufa di stare a casa per non morire, voglio stare a casa per vivere, voglio provare a vivere “con” la paura … non “per” la paura.

– Ecco, sta per cominciare la fase due!

Paolo Argnani

 474 total views,  2 views today

Devi registrarti per poter inserire un commento. Login