Un «lumino» per sentirci comunità in festa

Un «lumino» per sentirci comunità in festa

La festa della Madonna della Campana è per i casaranesi La Festa. Ancor più delle più note festività annuali, essa rappresenta uno dei simboli che identificano il paese e nella quale i suoi cittadini a loro volta si identificano.

La Madonna della Campana è la compatrona, insieme a S. Giovanni Elemosiniere, di Casarano.

La ricorrenza è molto antica e risale a diversi secoli fa quando già all’epoca sorgeva nella zona della collina, una cappella bizantina che poi fu sostituita nel XVII secolo dall’attuale chiesetta.

I fuggiaschi di Casarano chiesero protezione alla Vergine dall’attacco dei Saraceni e ottennero la salvezza. Ecco che i cittadini non hanno mai dimenticato l’accaduto che si è tramandato nel corso dei secoli fino a giungere ai nostri giorni con una delle festività più sentite per la cittadina.

La festa è sempre continuata anche il giorno successivo con la cosiddetta «campaneddha» che prevedeva di consumare un pranzo a sacco nelle campagne limitrofe per una scampagnata a guisa di pasquetta.

Quest’anno, il virus ci impedisce di partecipare la festa con la medesima modalità, così l’idea di alcuni cittadini casaranesi di surrogare questa modalità con l’accensione di un lumino da esporre sull’uscio delle nostre case o sui balconi.

Così questa sera, a partire dalle ore 19, ciascuno esponga un «lumino» sul proprio davanzale, uscio, balcone o muretto, in modo che la comunità possa comunque sentirsi in festa.

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