Leo Shoes Casarano: fine del sogno

Intervista a Luigi Anastasia, direttore sportivo della Leo Shoes Casarano.

Leo Shoes Casarano: fine del sogno

L’8 aprile scorso la Federazione Italiana Pallavolo (FIPAV) decreta la conclusione definitiva di tutti i campionati di pallavolo di ogni serie e categoria, nazionali, regionali e territoriali, della stagione sportiva 2019/2020, senza l’assegnazione degli scudetti, senza le promozioni alle serie superiori, senza retrocessioni, senza né vincitori né vinti.

L’avversario, il nemico che ha messo in ginocchio lo Sport della pallavolo ha un nome che ricorderemo per molto tempo, Covid-19 (Coronavirus). Un avversario tosto che ha vinto la propria battaglia come avrebbe fatto una squadra con il roster migliore di tutte.

Ne abbiamo parlato con Luigi Anastasia, Direttore sportivo della Leo Shoes Casarano, il quale ci ha raccontato di quelle che sono state le reazioni da parte tutti i componenti la Società e le varie tappe che hanno poi portato a questo triste epilogo:

Ciao Luigi. Dopo le decisioni prese dalla Federazione in merito alla brusca interruzione di tutti i campionati, qual è stata la tua reazione?

Ciao a tutti voi e a chi ha deciso di dedicare parte del suo tempo per leggere queste dichiarazioni. La reazione nell’immediato è stata senza dubbio caratterizzata da sconforto e amarezza per aver visto cancellare, con un colpo di spugna, mesi di duro lavoro, di grandi sacrifici, azzerando quegli importanti risultati ottenuti sul campo che stavano dando ragione ad una programmazione mirata e attenta.

In un primo momento era stata disposta la sospensione delle attività. Durante questo periodo, insieme ai dirigenti di tutte le società, avete organizzato riunioni, anche a distanza, per valutare tutte le possibili implicazioni e le eventuali proposte alternative?

Il confronto con le altre società, sia a livello nazionale che territoriale, è avvenuto costantemente per capire quale sarebbe potuta essere la decisione più giusta e come poter garantire un epilogo alla stagione ma, nonostante le varie proposte fatte giungere in Federazione, non c’è stata altra strada se non quella della chiusura anticipata senza alcun verdetto.

Così, qualche giorno fa, la comunicazione che ha di fatto chiuso la stagione sportiva. Ma da quanto tempo immaginavate che questo sarebbe potuto essere l’epilogo? Siete stati ascoltati prima dai presidenti dei vari comitati?

Sinceramente, in virtù del mio ruolo di consigliere del comitato provinciale Fipav, ero a conoscenza, in via ufficiosa, di questa notizia un paio di giorni prima che venisse resa pubblica. Un confronto c’è stato ma purtroppo, dato il diffondersi del contagio, la Federazione è andata incontro ad una scelta obbligata, senza poter considerare altre opportunità.

Non per tutti gli sport però la stagione sportiva si è conclusa così bruscamente, cosa ne pensi?

Ritengo che la Fipav, al pari di altre Federazioni, ha avuto il coraggio di assumere questa decisione con anticipo rispetto ad altri sport (su tutti il calcio) che, a tutt’oggi, rincorrono (secondo me vanamente) una remota possibilità di tornare in campo per chiudere la stagione, tenendo accesa la fiammella di speranza dei tanti appassionati. Ma, almeno fino a Settembre, sarà difficile assistere ad una ripresa.

Se le condizioni della fase 2 dovessero perdurare, proseguirete il cammino intrapreso quest’anno anche nella prossima stagione? Come pensate di gestire tante persone all’interno del palazzetto? Avete messo in conto di non poter iniziare la prossima stagione fino all’uscita del vaccino?

Purtroppo la situazione attuale impone a tutti di navigare a vista, non essendoci la possibilità di programmare nulla a media-lunga scadenza. Fino all’uscita del vaccino avremo l’obbligo di convivere con questo maledetto virus, dovendo adattare abitudini e stili di vita alle esigenze imposte da questa nuova fase storica e, naturalmente, anche l’attività sportiva dovrà fare i conti con tutto questo. Se dovessero esserci i presupposti per riprendere l’attività agonistica certamente ci faremo trovare pronti, adottando quelle accortezze e precauzioni che ci verranno imposte per garantire la tutela della salute di ognuno di noi. Purtroppo è concreta la possibilità che la ripresa dell’attività sia lontana, ma meglio non pensarci!

Vi siete trovati d’accordo con gli organi delle varie federazioni in merito ai provvedimenti presi sia durante la fase di sospensione che di chiusura definitiva?

Ritengo, come già detto prima, che la Federazione non aveva altre strade percorribili se non quella della chiusura anticipata della stagione; l’unico cruccio sta nel non aver visto riconosciuto il giusto merito ai risultati sportivi conseguiti sul campo sino al momento dello stop, ma questo non è il momento per far polemica anche perché ogni decisione al riguardo avrebbe accontento qualcuno e scontentato qualcun altro.

Parliamo adesso di come si stava svolgendo la stagione sportiva, quale era la classifica al momento dell’interruzione delle attività?

Eravamo al comando della classifica: il successo ottenuto contro il Martina Franca ci aveva proiettati al primo posto.

Gli atleti ingaggiati prima dell’inizio del campionato stavano rispondendo alle aspettative? Quanti atleti della passata stagione erano stati confermati? Ce n’è stato qualcuno che è andato oltre le vostre previsioni?

Dopo un inizio non convincente, dettato soprattutto dal fatto che si trattava di una squadra quasi totalmente rinnovata (solo tre riconfermati dalla stagione precedente: Laterza, Barone e Muscarà) e che quindi necessitava del giusto rodaggio, tutti i ragazzi si stavano esprimendo al meglio, dimostrando sul campo il vero potenziale di ognuno di loro. Nota di merito per Valerio Barone, il nostro libero, che si è reso protagonista in questa annata di un importante percorso di crescita.

Durante un campionato ci sono gare che possono esaltare tutto l’ambiente, ce n’è stata una in particolare?

Ricordo con piacere la vittoria a Sorrento, espugnando il parquet dell’allora capolista, e il successo interno contro il Marigliano.

C’è qualche gara che avresti voluto rigiocare diversamente?

Certo, il derby casalingo contro il Galatina perso incredibilmente dopo aver dominato la sfida per circa due set e mezzo.

Alla fine del campionato mancavano ancora un po’ di gare, quale tra queste volevate giocare a tutti i costi?

In virtù della risposta data alla domanda precedente la mente mi suggerisce di risponderti indicandoti il derby di ritorno contro il Galatina ma il cuore mi suggerisce di risponderti la finalissima play-off per la promozione.

Per costruire un roster competitivo che stesse stabilmente nei piani alti della classifica occorrevano grandi investimenti, il Casarano volley ha la fortuna di avere come principale sponsor la Leo Shoes, ma anche tanti altri. Quanto sono importanti gli sponsor nella programmazione di una stagione sportiva?

Il prezioso apporto economico dato da ciascuno dei nostri partner è assolutamente fondamentale, in quanto maggiori sono le risorse a disposizione della società maggiori sono le possibilità di alzare l’asticella delle ambizioni caratterizzanti la programmazione di ogni annata sportiva. Colgo l’occasione per ringraziare pubblicamente i tanti sostenitori economici del nostro progetto che, anno dopo anno, sono protagonisti insieme anni di emozioni indimenticabili.

In conclusione, cosa ti sentiresti di dire, di consigliare a tutti gli sportivi su come continuare a fare sport anche in futuro?

Per me lo sport è vita, è passione quotidiana che, grazie ad i suoi costanti insegnamenti, mi ha reso, nel corso degli anni, un uomo migliore e non vi nascondo che, in questo periodo di quarantena, è una delle mancanze maggiori: quindi invito tutti a ritornare a coltivare le proprie passioni sportive non appena ce ne sarà la possibilità, adottando tutte le precauzioni del caso: sono convinto che lo sport sarà uno dei maggiori motori della nostra ripresa.

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